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Elezioni Politiche 2018 a Montepaone presentate le candidature di Censore, Alecci e Veltri

presentazione alecci montepaone 2 Si rivendica con fermezza, nella presentazione dei candidati del Partito Democratico a Montepaone, la necessità di allontanare il rischio di un voto “di pancia” per riconsegnare agli elettori la possibilità di effettuare una scelta ragionata e orientata a scegliere una forza politica che, lontano da populismi e demagogia, possa continuare il progetto di crescita già avviato. É questo il messaggio condiviso dai rappresentanti del PD (il presidente provinciale Michele Drosi, il segretari di Soverato Fabio Guarna, di Squillace Enzo Zofrea, e di Montepaone Paolo Urzino) che, a Montepaone, presentano i candidati alla Camera dei Deputati nei collegi uninominali e plurinominali del territorio: Bruno Censore, Ernesto Alecci e Giulia Veltri. Tre figure provenienti da percorsi diversi ma unite dal contatto costante con il territorio a cui indirizzano un chiaro messaggio: quello di valutare la scelta migliore da fare nell'interesse dell'intera nazione. Parliamo di politica in un momento di sfiducia generale- commenta Enesto Alecci- che chi come me si muove sul territorio, avverte e tocca con mano. Quando ho deciso di candidarmi ne ero consapevole, ma è stata più grande la paura di rimanere osservatore esterno di una classe politica inadeguata. In una situazione di sfiducia è facile cedere a persone che si propongono come “l'alternativa” ma che hanno dimostrato nei territori che amministrano di non farlo bene. Non è nascondendosi dietro una tastiera denigrando gli avversari come fanno quelli del movimento 5 stelle, che si dimostra di avere le capacità di essere buoni amministratori. Si possono avere idee diverse ma questo non autorizza altri candidati politici a promuovere campagne di insulti come capita quando esprimiamo idee attraverso un post sui social a cui si risponde con un odio e un rancore che mi spaventa molto. L'Italia sta attraversando un periodo difficile, non abbiamo bisogno di persone che ci destabilizzino ma di un governo capace di mediare, unire e di dare stabilità come l'ultimo ha fatto. Nel 2013 si parlava di spread con la paura di vedere in Italia lo stesso scenario osservato in Grecia. Fortunatamente non è stato così e il Governo Pd, che avrà anche fatto degli errori come capita a tutti coloro i quali governano, ha sollevato questo Paese dalle sabbie mobili. Gentiloni ha scelto una traiettoria spesso antipopolare perché quando si vuole amministrare come il buon padre di famiglia bisogna avere il coraggio di dire tanti “no” e di fare scelte responsabili. Noi sindaci abbiamo bisogno di avere certezze e di interfacciarci con partiti strutturati con riferimenti certi, credibili e che mastichino la materia. Non possono essere quelli di leader come Salvini o dei 5 stelle che lascerebbero il Paese in una fase di stallo in attesa di comprendere come ricoprire il ruolo di ministri. Non possiamo permettercelo. I Paesi che sono in crisi economica sono quelli che hanno ceduto ai populisti e ai nazionalisti- osserva Giulia Veltri- è importante collocarsi dalla parte giusta della storia perché gli sviluppi di una scelta sbagliata possono essere imprevedibili. Abbiamo salvato un paese dall'orlo del baratro, dando centralità al Sud, - conclude Bruno Censore- ed è necessario rilanciare il positivo in una proposta politica che per il movimento 5 stelle ha perso smalto nelle contraddizioni emerse nelle liste dei loro candidati, in cui non ci sono persone interessate ad investire sul nostro Paese, ma a cavalcare le difficoltà delle famiglie che in altro modo devono essere risolte.

Il volontariato? Un'esperienza da fare già in giovane età

 DSC8729Gli studenti del liceo scientifico “Guarasci” di Soverato, che hanno scelto di dedicare parte del loro tempo libero all’associazione “Ali d’Aquila” nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, hanno avuto come relatori d’eccezione - nell’incontro organizzato giorni fa con il Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro - due ragazzi impegnati nel servizio civile.
Enrico Tocci e Dasya Manfrida, affiancati da Giulia Menniti, responsabile dell’area promozione del CSV di Catanzaro, hanno riassunto così agli studenti i loro primi sei mesi da volontari del servizio civile al Centro Servizi: utili, formativi ed anche pieni di spunti interessanti. Soprattutto nella parte in cui il servizio civile permette di allargare lo sguardo verso situazioni variegate e impregnate di umanità, per poi riscoprire il valore intrinseco delle relazioni umane: quello di lunedì scorso al Guarasci, quindi, non è stato solo un incontro di approfondimento e conoscenza del volontariato e del servizio civile dal punto di vista storico e legislativo – in cui si è intrattenuta con competenza Giulia Menniti – ma una testimonianza concreta di solidarietà che “conviene” decidere di fare sin dalla più giovane età.
Enrico Tocci, infatti, non ha avuto alcuna remora ad ammettere che l’esperienza del volontariato, e di seguito quella del servizio civile a difesa dei valori più autentici nazionali, l’avrebbe fatta anche prima, perché mai come nel periodo scolastico si avverte il bisogno di una “motivazione reale” che vada ben al di là dei compiti e delle interrogazioni, e che faccia riflettere su quello che si potrebbe realmente decidere di perseguire nella vita. Le sue parole hanno trovato terreno fertile tra gli studenti delle quinte classi, accompagnati dalla docente Ornella Ieropoli in qualità di tutor, che già rivolgono il proprio impegno ai ragazzi “speciali” di Ali d’Aquila, soprattutto nella preparazione degli spettacoli teatrali che costituiscono l’atto distintivo dell’associazione. Alcuni di questi ragazzi sedevano tra gli studenti, a dimostrazione di un rapporto che - anche a detta di Rosanna Gigliotti, responsabile del progetto di alternanza scuola-lavoro per conto dell’associazione, e dei volontari Francesco Mauro e Gilda Mirarchi – si è consolidato sin da subito.

Wanda Ferro (FdI) su rinvio riunione Cipe che avrebbe dovuto dare ok a finanziamento nuova Ss106

Wanda Ferro 4"L’ansia da prestazione elettorale del governatore Oliverio gli ha tirato un brutto scherzo. L’annuncio del finanziamento da oltre un miliardo e trecento milioni per i lavori del terzo megalotto della statale 106 è finito nel vuoto, per il clamoroso rinvio a data da destinarsi della riunione del Cipe che avrebbe dovuto dare l’ok definitivo. Peccato che a pagare il prezzo più alto siano i calabresi, che ancora una volta vedono allontanarsi l’apertura dei cantieri della nuova statale ionica. La grande manifestazione organizzata a Trebisacce, con l’evidente intendo di dare una spinta alla campagna elettorale del Partito democratico, si è rivelata un boomerang. Il centrosinistra meriterebbe il tapiro d’oro. La verità è che il governo nazionale non tiene in alcuna considerazione i suoi luogotenenti calabresi, né ha alcuna attenzione per una regione considerata come estrema periferia dell’impero. Non solo per molto tempo la statale 106 continuerà ad essere la vecchia e pericolosa ‘strada della morte’, ma l’asfissia finanziaria in cui il governo ha costretto le Province rende difficile la manutenzione e la messa in sicurezza della viabilità interna. Territori come il Vibonese hanno un sistema viario da dopoguerra, che non solo rappresenta un pericolo per gli utenti della strada, ma è un grave freno alla crescita economica di un territorio a vocazione turistica. Una situazione così grave da giustificare un piano straordinario di emergenza che consenta anche ai Vibonesi di sentirsi cittadini italiani".

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