Nuova sede Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria nei locali di San Brunone
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Nuova sede Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria nei locali di San Brunone

Foto di gruppo dopo la firmaCATANZARO –  “La firma della convenzione tra il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Calabria e la Provincia di Catanzaro, che sancisce la destinazione dei locali di via San Brunone di Colonia a nuova sede regionale del Provveditorato, rappresenta un esempio di buona amministrazione e testimonia la riuscita della sinergia tra gli enti nel perseguimento degli obiettivi messi in campo nell’interesse del territorio e delle comunità amministrate”. E’ quanto affermato da vice presidente della Provincia di Catanzaro, Marziale Battaglia, che ha rappresentato il presidente Bruno (impegnato a Roma per una importante riunione del direttivo nazionale dell’Upi di cui è componente) alla firma della convenzione assieme al dirigente del settore Patrimonio dell’Ente intermedio, architetto Pantaleone Narciso. “Oggi si conclude l’interlocuzione avviata nei scorsi mesi con i responsabili del Ministero: il Consiglio provinciale di Catanzaro, su input del presidente Bruno ha assunto la decisione accogliere la richiesta giunta dal Ministero della Giustizia per l'individuazione di una struttura adeguata ad ospitare gli uffici penitenziari stante l'insufficienza dei locali già indicati dal Comune di Catanzaro e di cui era stata acquisita la disponibilità. Un atto di grande responsabilità che fornisce al dell'Amministrazione Penitenziaria locali idonei per svolgere al meglio le proprie importanti funzioni e nello stesso tempo permette di dare nuova vita a quei locali chiusi da tempo e quindi improduttivi. Una scelta che, soprattutto, permette di perseguire l’obiettivo del contenimento dei fitti passivi e attuare un notevole risparmio. Una filosofia – afferma ancora Battaglia - che l’Amministrazione provinciale in carica si prefigge di attuare dal suo insediamento, dismettendo il patrimonio non utilizzabile proprio per investire sulle funzioni che sono state attribuite dalla legge di riordino degli Enti locali, garantendo ai cittadini la qualità dei servizi”.

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