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Calcio, ecco come proseguiranno i campionati

Calcio foto_palloneCATANZARO – Sono state stabilite, nel pomeriggio, le date in cui proseguire i vari campionati di calcio, dopo il rinvio dell'ultimo turno avvenuto nella domenica appena trascorsa, deciso dalla F.I.G.C., a seguito della morte del calciatore del Livorno, Piermario Morosini, avvenuta durante la partita di Serie B tra Pescara e Livorno. In Lega Pro, dove gioca il Catanzaro, c'è stato lo slittamento della 38.ma giornata di ieri 15 aprile a mercoledì 25, per cui mercoledì 18 si continua con l'ultimo turno infrasettimanale, valido per la 39.ma giornata, con la trasferta dei "giallo-rossi" in quel di Pagani. Domenica 22 ci sarà l'importantissimo derby al "Ceravolo" contro la Vigor Lamezia (40.a giornata), e il 25 aprile, appunto, si tornerà indietro di due turni, con Catanzaro-Arzanese. Le partite inizieranno alle ore 15,00, dopodiché il campionato di Seconda Divisione proseguirà sino alla sua conclusione, programmata per il 6 maggio, come previsto dal calendario originario. Diverso è il discorso nei campionati dilettantistici, nel quale l'ordine delle varie partite che vedrà impegnate le "nostre" squadre, Virtus Soverato, Montepaone e Sporting Davoli, previsto dal calendario resta immutato ma cambiano le date; in particolare, il ventottesimo turno, rinviato ieri (15 aprile), verrà disputato domenica 22 aprile con inizio delle gare alle ore 16, mentre la ventinovesima giornata passa a mercoledì 25 aprile, sempre con il calcio d'inizio alle ore 16. Ultima giornata, dunque, che rimane al 29 aprile. Cosi come i professionisti ed i dilettanti, sono stati fermati anche gli incontri dei campionati giovanili, ed anche qui ci sono delle nuove date; più nello specifico, per ciò che riguarda i triangolari juniores, in cui è impegnata tra l'altro l'Under 18 della Virtus Soverato, la terza gara dei due tornei, in programma il 24 aprile, slitta al 1 maggio, con inizio alle ore 15,30, e dunque la finale è posticipata all'8 maggio. Il "giovane" Soverato, per la cronaca, sfiderà domani i pari età del Bocale in trasferta.

Francesco Gioffrè

Caraffa e le sue radici albanesi

Caraffa e le sue radici albanesi - 1.0 su 5 basato su 1 voto

immagine2Caraffa di Catanzaro è un paese arbëreshë (italo-albanese), fondato, durante una consistente ondata migratoria avvenuta intorno al 1448, da milizie Shqipetare, albanesi venuti al seguito di Demetrio Reres e dei due figli Basilio e Giorgio dall’altra sponda dello Ionio in aiuto al Re di Napoli Alfonso D’Aragona. Demetrio, per i servigi prestati al re, fu nominato governatore della provincia di Reggio, ed il suo seguito, rimasto in Calabria, ha dato origine ai paesi attorno a Catanzaro (Andali, Arietta, Caraffa, Carfizzi, Gizzeria, Marcedusa, Pallagorio, S. Nicola Dell’Alto, Vena di MaidaZangarona). Caraffa rappresenta uno tra i primi insediamenti albanesi d’Italia (che in successive migrazioni fondarono numerosi altri paesi in Calabria ed in tutta l’Italia meridionale); il nome ripete quello gentilizio della Famiglia Carafa, Duchi di Nocera, cui gli ospiti albanesi, in segno di gratitudine per la concessione dei terreni, ne consacrarono il villaggio per tempo immemore. Ancora oggi a Caraffa si parla un antico dialetto albanese, conservato solo per  

immagine4trasmissione orale, che mantiene molti punti di contatto soprattutto con le parlate tosche dell’Albania meridionale oggi lingua ufficiale della terra delle aquile. Il dialetto del nord è, invece, il ghego, da cui, forse per estensione è nato il termine gjegj con cui sono denominati gli Italo-Albanesi i quali chiamano se stessi ARBËRESHË. Gli iniziali insediamenti erano rappresentati oltre che da Caraffa, anche da Usito, dislocato più a valle, e da Arenoso, posto sull’omonimo colle alle porte dell’attuale centro abitato. Ben presto tutti gli abitanti si stabilirono sul costone pianeggiante circondato su tre lati da un profondo burrone che è tuttora il nucleo storico del paese e che per dei guerrieri, osteggiati dai paesi circostanti, rappresentava una buona posizione difensiva. Nel 1783 il disastroso terremoto che scuote l’intera regione distrugge gran parte del Centro albanofono causando un elevato numero di morti. Nel 1807, sotto il dominio francese, Caraffa ottiene autonomia gestionale divenendo Università (attuale Comune) del Comprensorio di Tiriolo. Nel 1834 raggiunge il Paese, nel corso di un viaggio che ha interessato tutta la Calabria e la Sicilia, Arthur John Strutt, letterato e pittore inglese, il quale descrive e dipinge in splendidi acquerelli l’abito tradizionale di Caraffa. Il Centro culturale del Paese L’ISTITUTO ARBERESHE “G. GANGALE”, fondato nel 1996, rientra già negli itinerari museali della Provincia di Catanzaro. All’interno si possono visitare cinque esposizioni divise per tematiche.


Mauro Mazza a Montepaone per il primo evento del MGFF (VIDEO)

Mauro Mazza a Montepaone per il primo evento del MGFF (VIDEO) - 5.0 su 5 basato su 2 voti

mazza per_soverat_Si può scegliere di essere intellettuali indipendenti dalla politica in un mondo che ci obbliga a convivere in un costante conflitto psicologico con i poteri alti della società? L'interrogativo di estrema attualità, incuriosisce i lettori nell'incontro con  Mauro Mazza giornalista e saggista italiano, arrivato a Montepaone per presentare il suo esordio letterario. L'albero del mondo è il titolo del romanzo presentato come evento collaterale del Magna Graecia Film Festival nell'anticipazione dell'edizione 2012,che ha visto ospite del direttore artistico Gianvito Casadonte il direttore di rai 1 in un pomeriggio di riflessione in cui ci si riappropria in modo diverso di una storia raccontata da un punto di vista inconsueto, nel difficile rapporto  tra cultura e politica. Si romanza  così la storia di Pintor eVittorini, giovani intellettuali attratti a Weimar dal convegno organizzato dal ministro della propaganda Joseph Goebbels. Mazza  lavorando sui destini intrecciati dei tre personaggi, poggia lo sguardo sulle diagnosi delle ambiguità latenti del tempo senza mai rinunciare alla verità storica dei fatti in un impianto narrativo costruito in un constante equilibrio tra realtà e finzione. <<Un'occasione che ci permette di riscoprire una storia da un punto di vista diverso - commenta Casadonte - andando oltre quello che i libri di scuola ci hanno insegnato. Ringrazio il direttore di Rai Uno per darci la possibilità di abbeverarci alla fonte del suo sapere.>>.

Sabrina Amoroso

 

Continua il maltempo in Calabria, neve in Sila

vento in_CalabriaSiamo in primavera ma sembra ancora inverno pieno in gran parte della Calabria. Alle piogge ed alle raffiche di vento del week-end appena troscorso, si aggiunge adesso anche la neve. In Sila, stamane, Lorica e Camigliatello si sono risvegliate sotto un'abbondante precipitazione che ha lasciato sul terreno circa 10 cm di neve. Ancora più intensa invece, la nevicata a Botte Donato, dove sono caduti ben 40 cm di neve; gli impianti sciistici sono aperti mentre la circolazione ha subito solo qualche disagio. 

La Redazione

Altro lutto nel mondo del calcio: è morto Carlo Petrini, ex giocatore del Catanzaro

Carlo PetriniLUCCA - Ancora un lutto colpisce il mondo del calcio: questa mattina all'ospedale di Lucca è morto Carlo Petrini (in foto), ex attaccante della Roma e del Catanzaro, aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, vestì anche la maglia del Milan nel 1968-1969, del Torino ('69 a '71), con cui vinse la Coppa Italia 1970-1971. Petrini arrivò nella Roma di Nils Liedholm nella stagione 1975-1976. Era uno dei calciatori più popolari degli anni '70 ma, nel 2000, tornò alla ribalta scrivendo un libro autobiografico ("Nel fango del dio pallone") che scosse ed aprì nuovi scenari, sino a quel tempo nascosti, nel mondo del calcio. Un duro atto d'accusa al mondo del pallone: nel libro, si denunciò la pratica del doping, già presente negli anni '60 e '70. Inoltre, Petrini rivelò anche alcuni retroscena dello scandalo calcioscommesse degli anni '80 che lo vide coinvolto in prima persona con una squalifica subita di oltre tre anni, amnistiata dopo la vittoria della nazionale ai mondiali del 1982. Negli anni successivi al 2000 pubblicò altri 7 libri, tra cui "Il calciatore suicidato" dove indagò in prima persona sulla morte del calciatore del Cosenza, Donato Bergamini, morto nel 1989 sulla statale 106 a Roseto Capo Spulico in Calabria. Petrini, affetto da una grave forma di glaucoma che gli ha procurato gradualmente la quasi completa cecità dell'occhio sinistro, ha vissuto sino alla fine nella sua Monticiano (Siena).

La Redazione

Diminuzione dell'erogazione idrica: il Tar della Calabria " blocca " la Sorical

Diminuzione dell'erogazione idrica: il Tar della Calabria " blocca " la Sorical - 5.0 su 5 basato su 1 voto

AcquaCATANZARO – Dopo la lettera congiunta del sindaco Taverniti e del suo vice Riccio con l'invito rivolto ai cittadini a pagare i tributi, col conseguente timore legato al fatto che se un Comune non paga la quota dovuta per il servizio idrico, la "Sorical spa" (la società concessionaria regionale del servizio) potrebbe ridurgli l'erogazione dell'acqua, si spera adesso che la situazione possa ben presto "normalizzarsi". Il sindaco ha paventato la possibilità che, in caso di mancato pagamento del servizio, "Sorical" possa procedere alla riduzione dell'erogazione dell'acqua. Il Codice civile in effetti consente al fornitore, entro 15 giorni da apposita diffida, di ridurre, sospendere o interrompere la fornitura anche per morosità non sanata. Una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Calabria però, che ha respinto il ricorso presentato dalla "Sorical" contro un'ordinanza contingibile e urgente con la quale il sindaco del Comune di Scalea aveva ordinato alla società idrica di assicurare la fornitura idrica alla cittadina e di recedere dall'intenzione di ridurre l'erogazione per il mancato pagamento del canone, potrebbe creare un precedente significativo sulla questione. I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale hanno evidenziato che «i beneficiari finali della somministrazione di acqua sono le persone fisiche, che non sono parti della convenzione tra la 'Sorical spa' e il Comune». E proprio loro avrebbero, invece, avuto la peggio da un "taglio" del servizio. Ciò quindi, potrebbe creare un "vortice" tra tutti i comuni calabresi morosi nei confronti della "Sorical Spa", anche se la speranza di tutti è che i comuni possano essere in grado di saldare i canoni dovuti senza arrivare in tribunale.

La Redazione

Volley Femminile: “La favola di Carlo Parisi”, un catanzarese Campione d’Italia

Volley Femminile: “La favola di Carlo Parisi”, un catanzarese Campione d’Italia - 5.0 su 5 basato su 3 voti

Carlo Parisi_coach_Busto_ArsizioSOVERATO – Ieri sera si è assegnato lo scudetto 2011-2012 del campionato di A1 di Volley femminile in cui ha trionfato per la prima volta la compagine dello Yamamay Busto Arsizio che ha battuto l'Mc Carnaghi Villa Cortese, dopo un'emozionante e palpitante gara 5, conclusasi al tie-break per 16-14. La formazione lombarda conclude così alla grande una stagione da incorniciare avendo compiuto "il triplete" dopo aver già conquistato la Coppa Cev e la Coppa Italia nei mesi precedenti. Artefice di questo trionfo è il tecnico catanzarese del Busto Arsizio, Carlo Parisi (in foto), che ha creato il giusto mix tra veterane e giovani e, con un gran lavoro, ha impresso un marchio storico alla stagione agonistica 2011-2012. "Una vittoria e una gioia quasi indescrivibile - ha commentato il tecnico visibilmente emozionato a fine gara - la dedico alle ragazze, alla società e a tutti coloro che hanno contribuito a tutto questo. Una partita così ti toglie tanti anni di vita. Ringrazio le ragazze – ha proseguito Parisi – ammirevoli per dedizione, modo di lavorare, dal primo giorno. Ringrazio anche tutto lo staff, Bramard che ci ha permesso di arrivare a questa finale in condizione. Lo scambio del match-point loro rimarrà negli annali. Complimenti a Villa Cortese, ha giocato un'altra bella partita. Mi dispiace per Abbondanza, non so cosa significa perdere una finale." Carlo Parisi, cinquantaduenne nativo di Catanzaro, ha coronato ieri un grande cammino professionale: "Premio Luigi Razzoli" quale miglior allenatore della Serie A2 per le stagioni: 1995/96, 2002/03, 2006/07. Ha all'attivo tre promozioni dall'A2 all'A1 (1995/96, 2002/03 e 2006/07). E' allenatore della nazionale italiana universitaria. Dal 2004 siede sulla panchina di Busto Arsizio. A lui e alla Yamamay Busto Arsizio vanno i complimenti di tutti. "Un calabrese Campione d'Italia" non succede spesso ma rimane pur sempre una soddisfazione per la nostra regione.

La Redazione

Tra San Siro e la Brianza, la `ndrangheta che ha colonizzato Milano

Tra San Siro e la Brianza, la `ndrangheta che ha colonizzato Milano - 3.8 su 5 basato su 4 voti

Davanti allo stadio di San Siro la ‘ndrangheta pianificava delitti da "Pulp Fiction". Rocco Stagno è stato ammazzato a colpi di pistola nel macello degli animali, il corpo portato via con una ruspa e sepolto in una buca nei boschi. Così finisce un uomo delle ‘ndrine. Non in Aspromonte ma a Bernate Ticino, il 29 marzo 2010. Boss e sicari avevano preparato l`agguato sul piazzale dello stadio, durante le partite, davanti al chiosco di panini e bibite di Dino Prestia, un venditore ambulante di Vibo Valentia. Poco prima di Pasqua, Stagno andò a comprare le caprette nella cascina dove Prestia allevava le pecore. Non ne uscì mai. In premio il paninaro avrebbe ottenuto l`ambito grado di ‘santista` nella ‘ndrangheta, oggi è accusato di associazione mafiosa.

A Milano è in corso il processo basato sulle rivelazioni di Antonino Belnome, ex padrino pentito del locale di Giussano, arrestato per avere ucciso il superboss Carmelo Novella, capo scissionista della ‘ndrangheta lombarda. Belnome ha ricostruito quattro delitti e la guerra di conquista della Brianza da parte della ‘ndrangheta, attraverso appalti e infiltrazioni nelle liste civiche. Sul banco degli imputati c`è anche la Perego Strade. Le carte dell`indagine segnalano una sfilza di summit, da quello in un centro commerciale a Paderno Dugnano con il mammasantissima di Guardavalle Vincenzo Gallace, a riunioni e riti di affiliazione nei ristoranti e nei bar gestiti da uomini dei clan. Da Corsico a Legnano, da Pioltello a Bollate, la ristorazione e l`edilizia sono i due settori principali di infiltrazione della mafia calabrese nel tessuto economico. Nelle intercettazioni il termine più usato dagli uomini dei clan per dissimulare questioni criminali è ‘preventivo`, perché quasi tutti lavorano nel movimento terra.

Il procuratore Giuseppe Pignatone dice che la ‘ndrangheta ha “colonizzato` il nord: “linguaggi, riti, doti, tipologia di reati tipici della terra d`origine sono stati trapiantati in Lombardia dove la ‘ndrangheta si è trasferita con il suo bagaglio di violenza`.

A Bregnano c`è un maneggio dell`orrore. Secondo gli investigatori “sede privilegiata per mangiate e summit` e arsenale di mitra, pistole, fucili ed esplosivo. Ma è stato anche la tomba di Antonio Tedesco, la cui colpa era di “essersi vantato` di una relazione con la sorella di Belnome. La vittima, attirata in un tranello con il pretesto di un rito di affiliazione, fu colpita alle spalle, finita a picconate e il corpo denudato.

Gli uomini di Gallace cosparsero il cadavere di calce e con una ruspa lo interrarono nel maneggio. Nel corso degli interrogatori, Belnome ha riferito che lui, capo del locale, fu informato solo a cose fatte. Si temeva che per vendicare l`onore della sorella potesse esporsi con azioni sconsiderate. Armi da guerra furono usate nel 2008 per crivellare Rocco Cristello, ammazzato per strada a Verano Brianza. A ucciderlo, secondo Belnome, fu suo cognato.

Il problema era il controllo delle estorsioni. La famiglia si era spaccata tra Novella e Gallace. Si contendevano la Brianza a colpi di attentati. Quando sei proiettili furono esplosi contro la vetrina del negozio Elleci Car di Giussano, che gli investigatori ritengono controllato dal clan, l`intestatario dell`attività non pensò minimamente di denunciare l`accaduto, andò a comprare adesivi natalizi e bombolette spray per coprire i fori.

Raffaella Cosentino

Fonte: terrelibere.org

Forti disagi per il maltempo a Squillace

Il maltempo che continua ad imperversare sulla costa jonica, sta mettendo a dura prova la tenuta delle infrastrutture e dei servizi. Difficoltà rilevanti sono state riscontrate, nei giorni scorsi, a Squillace dove, a causa dei fulmini caduti nelle vicinanze, è andato in tilt l'acquedotto. L'infrastruttura ha smesso di funzionare e per diverse ore i cittadini sono "rimasti a secco". La Sorical, società di gestione della struttura, è intervenuta tempestivamente per porre rimedio al disagio della cittadina e di quelle servite dal medesimo acquedotto.  Nelle ore passate, inoltre, sono state molte le richieste di intervento per gli uomini delle forze dell'ordine che sono dovuti intervenire  per porre rimedio alle difficoltà create alla cittadinanza dalle inconsuete precipitazioni.

 

La Redazione

Disagi per il forte vento a Satriano

Disagi per il forte vento a Satriano - 5.0 su 5 basato su 1 voto

albero abbattuto_dal_vento_a_SatrianoSATRIANO - Come da previsione, il fine settimana è stato rovinato dal maltempo. Un week-end sicuramente non primaverile anche se siamo nel mese di aprile, con temperature scese al di sotto delle medie stagionali. Forti piogge e forti raffiche di vento si sono abbattuti su Satriano provocando non pochi disagi. Nel pomeriggio di ieri infatti, nella zona alta del paese, precisamente nella zona definita dai cittadini "i palazzini", il forte vento ha abbattuto un albero (in foto), provocando l'innalzamento del marciapiede. Non solo, visto che alcuni rami sono a contatto con i fili della corrente elettrica, si spera che non ci sia il pericolo della mancanza di energia. Fortunatamente in quel momento la strada era deserta, altrimenti ci sarebbero potuti essere danni più gravi. Adesso i cittadini della zona aspettano che qualcuno prenda provvedimenti per rimuovere l'albero e mettere in sicurezza l'area.

Maria Teresa Battaglia

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