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Catanzaro: un arresto per furto aggravato e un arresto per resistenza e minacce a pubblico ufficiale

Polizia auto 1Nella mattinata di ieri, personale della Squadra Volante in servizio di controllo del territorio, nel transitare in Viale Magna Grecia, notava un giovane di etnia Rom che con gesto repentino strappava un borsello di colore blu dalla carrozzina di un disabile intento ad aspettare l’autobus presso la pensilina lì ubicata.

Immediatamente gli Agenti tentavano di bloccare il reo che, al fine di far perdere le proprie tracce, si introduceva all’interno di un autoveicolo nel quale erano rimasti ad attenderlo alcuni complici, unitamente ai quali tentava di dileguarsi. Veniva ingaggiato un inseguimento dalla pattuglia della Polizia di Stato per le strade della zona sud della città.

L’inseguimento si protraeva fino alla Traversa Isonzo, un quartiere noto per l’intensa attività criminosa a cui sono dediti molti degli occupanti di etnia Rom delle palazzine ivi ubicate, dove l’auto inseguita arrestava la sua marcia e gli occupanti si davano tutti alla fuga a piedi abbandonando il veicolo stesso.
Nella circostanza i poliziotti riuscivano a bloccare uno dei giovani, proprio quello che di fatto aveva poco prima perpetrato il furto e che veniva, successivamente identificato, per B. R. D., nato a Catanzaro nel 1995.
Lo stesso veniva sottoposto a perquisizione personale estesa al veicolo su cui si era dato alla fuga ma la refurtiva non veniva rinvenuta in quanto verosimilmente rimasta in possesso degli altri complici che erano riusciti a far perdere le loro tracce.
Condotto negli Uffici della Questura, il soggetto veniva dichiarato in arresto per furto aggravato.

Nella stessa mattinata, per il reato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, è stato tratto in arresto un cittadino rumeno, identificato per R. M., classe 1971, il quale in stato di ubriachezza si rendeva molesto nei confronti degli occupanti di un esercizio pubblico ubicato nel quartiere Alli. Il soggetto, all’atto del controllo, si mostrava reticente e spintonava gli Agenti della Volante, che conseguentemente lo arrestavano.

Operazione "Safety Car", furti finalizzati all'estorsione: 20 arresti (VIDEO)

conferenza stampa operazione Safety CarAlle prime luci dell'alba un'operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Soverato, denominata "Safety Car", ha smantellato un'associazione dedita al furto di autoveicoli in tutta la provincia di Catanzaro, portando all'arresto di venti persone. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa alla Procura della Repubblica di Catanzaro, dove sono stati resi noti i particolari dell'operazione: 38 auto rubate ed immediatamente rinvenute, 11 furti e tentati furti in abitazione ed esercizi commerciali. 

Come riportato dall'Ansa, riuscivano a rubare una vettura in appena dieci secondi. Era una banda specializzata in furti seriali di auto quella che è stata sgominata grazie all'operazione "Safety car", condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e coordinata dal Procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal pm Graziella Viscomi. Accogliendo le richieste della Procura, il gip Giulio De Gregorio ha disposto la custodia in carcere per 16 persone, mentre altre quattro sono finite agli arresti domiciliari. Cinque, invece, risultano indagate in stato di libertà. Sono tutti soggetti di etnia rom che vivono nella periferia sud di Catanzaro e che agivano tra il capoluogo e tre centri della provincia, Davoli, Squillace e Gasperina. I reati contestati sono associazione per delinquere e furto aggravato. I furti contestati al gruppo criminale sono, complessivamente, 44. In 38 casi i carabinieri hanno recuperato le auto rubate, anche prima che i proprietari si accorgessero del furto. Le indagini sono partite dopo una serie di furti di auto, tutti con identiche modalità, a Gasperina. Grazie all'analisi di alcuni filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, i carabinieri hanno individuato alcune auto utilizzate dalla banda per compiere i furti, vetture sulle quali sono stati poi installati sistemi gps che hanno consentito di monitorare gli spostamenti dell'organizzazione.

"Abbiamo colpito - ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri - un reato odioso che incide sulla serenità dei cittadini". Per il Procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, quella che é stata sgominata era "una vera e propria organizzazione criminale che agiva con ruoli definiti e che aveva come scopo finale l'estorsione, ossia il cosiddetto 'cavallo di ritorno', la richiesta di pagamento alla vittime del furto per ottenere la restituzione dell'auto. L'intervento tempestivo dei carabinieri ha impedito che il gruppo potesse raggiungere il suo scopo".

Il comandante provinciale di Catanzaro dell'Arma, colonnello Marco Pecci, ha sottolineato la "pericolosità sociale del 'cavallo di ritorno', considerato che i proventi dei furti venivano reinvestiti per finanziare altre attività illecite come lo spaccio di stupefacenti". Secondo il comandante del Reparto operativo, tenente colonnello Alceo Greco, "la banda, nonostante i continui interventi di recupero della refurtiva effettuati dai carabinieri con pervicacia, ha continuato imperterrita a compiere furti fino a pochi giorni fa". (ANSA).

Di seguito il video gentilmente concessoci da S1TV con le interviste ai Procuratori Gratteri e Bombardieri e quello diramato dall'Arma dei Carabinieri con i dettagli dell'operazione. 

Operazione "Safety Car", furti finalizzati all'estorsione: 20 arresti (VIDEO)

conferenza stampa operazione Safety CarAlle prime luci dell'alba un'operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Soverato, denominata "Safety Car", ha smantellato un'associazione dedita al furto di autoveicoli in tutta la provincia di Catanzaro, portando all'arresto di venti persone. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa alla Procura della Repubblica di Catanzaro, dove sono stati resi noti i particolari dell'operazione: 38 auto rubate ed immediatamente rinvenute, 11 furti e tentati furti in abitazione ed esercizi commerciali. 

Come riportato dall'Ansa, riuscivano a rubare una vettura in appena dieci secondi. Era una banda specializzata in furti seriali di auto quella che è stata sgominata grazie all'operazione "Safety car", condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Catanzaro e coordinata dal Procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri e dal pm Graziella Viscomi. Accogliendo le richieste della Procura, il gip Giulio De Gregorio ha disposto la custodia in carcere per 16 persone, mentre altre quattro sono finite agli arresti domiciliari. Cinque, invece, risultano indagate in stato di libertà. Sono tutti soggetti di etnia rom che vivono nella periferia sud di Catanzaro e che agivano tra il capoluogo e tre centri della provincia, Davoli, Squillace e Gasperina. I reati contestati sono associazione per delinquere e furto aggravato. I furti contestati al gruppo criminale sono, complessivamente, 44. In 38 casi i carabinieri hanno recuperato le auto rubate, anche prima che i proprietari si accorgessero del furto. Le indagini sono partite dopo una serie di furti di auto, tutti con identiche modalità, a Gasperina. Grazie all'analisi di alcuni filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza, i carabinieri hanno individuato alcune auto utilizzate dalla banda per compiere i furti, vetture sulle quali sono stati poi installati sistemi gps che hanno consentito di monitorare gli spostamenti dell'organizzazione.

"Abbiamo colpito - ha detto, incontrando i giornalisti, il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri - un reato odioso che incide sulla serenità dei cittadini". Per il Procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, quella che é stata sgominata era "una vera e propria organizzazione criminale che agiva con ruoli definiti e che aveva come scopo finale l'estorsione, ossia il cosiddetto 'cavallo di ritorno', la richiesta di pagamento alla vittime del furto per ottenere la restituzione dell'auto. L'intervento tempestivo dei carabinieri ha impedito che il gruppo potesse raggiungere il suo scopo".

Il comandante provinciale di Catanzaro dell'Arma, colonnello Marco Pecci, ha sottolineato la "pericolosità sociale del 'cavallo di ritorno', considerato che i proventi dei furti venivano reinvestiti per finanziare altre attività illecite come lo spaccio di stupefacenti". Secondo il comandante del Reparto operativo, tenente colonnello Alceo Greco, "la banda, nonostante i continui interventi di recupero della refurtiva effettuati dai carabinieri con pervicacia, ha continuato imperterrita a compiere furti fino a pochi giorni fa". (ANSA).

Di seguito il video gentilmente concessoci da S1TV con le interviste ai Procuratori Gratteri e Bombardieri e quello diramato dall'Arma dei Carabinieri con i dettagli dell'operazione. 

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