7.600 cittadini dicono NO alla stagione di caccia in Calabria
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7.600 cittadini dicono NO alla stagione di caccia in Calabria

cacciaLe fiamme e la devastazione dei nostri territori e del nostro patrimonio boschivo e faunistico (che tutt’ora è a rischio nella nostra Regione) sembra non rappresentare un motivo sufficiente per annullare la stagione di caccia 2017-2018. La Regione Calabria infatti, pur avendo richiesto lo stato di “calamità naturale” ” per quanto riguarda i danni alle colture e alla zootecnia a seguito dei roghi continui e ripetuti e a causa della siccità, ha però stabilito di anticipare la data di inizio della stagione venatoria al sabato 2, domenica 3 e domenica 10 di settembre e addirittura di posticiparne la data di chiusura al 10 febbraio per i corvidi. A nulla sembra essere valso l’appello che il WWF nazionale ha spedito a tutti i presidenti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemontese, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle D’Aosta e Veneto per chiedere una limitazione dell’attività venatoria nella stagione 2017-2018. Nell’appello veniva richiesta: «L’esclusione di qualsiasi ipotesi di apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie; il divieto di attività venatoria per tutto il mese di settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti; una verifica dopo il mese di settembre per valutare la situazione; un’azione capillare di contrasto al bracconaggio...Per quanto riguarda gli incendi risulta che sono andati distrutti dal fuoco nel solo mese di luglio oltre 65.000 ettari comprese estese zone particolarmente pregiate per ricchezza di biodiversità come quelle di Parchi, Siti Natura 2000 e Oasi. Al momento non pare che questa complessa situazione muterà favorevolmente.” Ho accolto quindi da subito l’appello inascoltato del Presidente del WWF di Vibo, l’avvocato Angelo Calzone, che ha presentato un ricorso alla Regione Calabria che è stato depositato al Tar di Catanzaro la cui udienza sulla sospensiva i giudici amministrativi hanno fissato per il 14 settembre e ho pensato di mobilitare l’opinione pubblica attraverso una petizione online. Devo dire di essermi più volte meravigliato di quanto, in poche ore, i sostenitori di questa petizione on line, crescessero a vista d’occhio: in appena 48 ore 7.600 persone hanno chiesto l’annullamento della stagione venatoria per quest’anno, proprio perché sensibilizzati dalle condizioni catastrofiche del nostro patrimonio che sono sotto gli occhi di tutti. E l’eco dell’adesione massiva a questa petizione, deve essere arrivata persino alle orecchie di qualche gruppo di cacciatori locali, perchè il sottoscritto ha ricevuto messaggi intimidatori e anonimi sui profili social volti a inibire e smorzare un bel movimento di opinione e sensibilizzazione...Evidentemente la sola possibilità che la lobby dei cacciatori, potesse subire un intralcio alla stagione venatoria approvata il 25 luglio, ha dato fastidio a molti. Ancora una volta, gli interessi privati di pochi hobbisti (così si sono definiti nei messaggi che ho ricevuto) non possono rappresentare un’adeguata motivazione per non ascoltare, invece, fonti ben più autorevoli (il WWF nazionale e locale) e tutti i cittadini che si stanno premurando di divulgare quanto più possibile e far conoscere una problematica spesso ignorata dall’opinione pubblica. I danni al nostro patrimonio flori-faunistico sono davvero incalcolabili ed è impensabile che non si riesca a concepire una sospensione opportuna alla stagione di caccia, anche e soprattutto per favorire il giusto e corretto ripopolamento delle tante specie animali che sono state letteralmente “falciate” dalle fiamme (essendo il periodo estivo il momento in cui i cuccioli di tutte le specie crescono per poi diventare “adulti”). Statisticamente, almeno due generazioni di animali (genitori e piccoli) hanno trovato la morte nelle fiamme dei roghi (tutti dolosi) che hanno accompagnato e continuano a contrassegnare tristemente l’estate 2017. E’ mai possibile che gli interessi della lobby dei cacciatori calabresi, siano più forti della salvaguardia del nostro patrimonio faunistico decimato e ridotto a pochi esemplari dai ripetuti incendi e dalla siccità? L’appello del WWF nazionale continua anche in merito agli uccelli migratori:” La situazione sarà ancora peggiore per gli uccelli migratori che, da questo mese, iniziano il viaggio verso l’Africa. Questi troveranno, in particolare nelle regioni del centro e del sud, in molte delle tradizionali aree di sosta e alimentazione, situazioni altamente mutate e critiche (boschi distrutti dagli incendi, fiumi e zone umide in secca, diffusa siccità, inaridimento). I numerosi incendi di questo anno, così come gli incendi degli anni passati, comportano una riduzione degli spazi di caccia poiché le aree percorse da incendi devono essere per legge sottratte all’attività venatoria: questo comporta che un numero più elevato di cacciatori si concentri nelle restanti aree aperte alla caccia.” Vogliamo davvero che siano sterminati tutti gli esemplari superstiti che, a stento, sono riusciti a sopravvivere al caldo torrido e alle fiamme che hanno minato ogni forma di sostentamento e possibilità di riproduzione? Per quale motivo si preferisce favorire un piccolo gruppo ristretto di hobbisti ai quali viene “legalmente” permesso di attentare alla vita e alla sopravvivenza di specie animali che dovrebbero essere invece tutelate, specie a ridosso dell’estate di roghi appena trascorsa? Auspichiamo di ottenere un incontro con il presidente Oliverio e con l’Assessore Rizzo affinchè si riesca a scongiurare una strage annunciata, i cui esiti siamo sicuri potranno segnare un colpo fatale all’equilibrio del nostro ecosistema. Basterebbe solo del buon senso. 7.600 persone, cittadini, calabresi, lo chiedono a gran voce, chiedono che la stagione venatoria 2017 sia annullata e che si provveda invece, a stanziare dei fondi di emergenza per il ripopolamento faunistico e per la tutela degli animali “superstiti” che necessitano di interventi ad hoc in virtù degli episodi di ripetuti incendi dolosi che hanno minato le basi della loro sopravvivenza nella nostra Regione.

Salvatore Belfiore

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