"Centro Cuore" di Reggio C. diretto dal prof. Pasquale Fratto: macchina cuore-polmoni salva la vita ad una donna
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"Centro Cuore" di Reggio C. diretto dal prof. Pasquale Fratto: macchina cuore-polmoni salva la vita ad una donna

frattoSi chiama “Ecmo” ed è un dispositivo impiantato per la prima volta alla cardiochirurgia di Reggio Calabria per il trattamento di una paziente affetta da miocardite fulminante. «Sono trascorse tre settimane – si legge in un comunicato dell’ospedale metropolitano reggino "Bianchi-Melacrino-Morelli" - dalla dimissione di una giovane donna ricoverata in urgenza nel “Centro Cuore” per uno shock cardiogeno. La donna era stata ricoverata in condizioni disperate nel mese di febbraio a seguito di un malore improvviso legato ad una influenza che aveva compromesso gravemente il suo cuore a tal punto che si era quasi fermato». «La paziente ora sta bene – si afferma nel comunicato - ed è stata dimessa per il periodo riabilitativo. In considerazione dell'elevata mortalità di questa malattia, si tratta un importante successo non solo clinico ma soprattutto organizzativo del “Centro Cuore” e di tutto l'ospedale». Secondo quanto afferma Virgilio Pennisi, responsabile della Cardiologia, «la miocardite è una infiammazione del muscolo cardiaco che in alcune situazioni può condurre ad insufficienza cardiaca e shock ed è gravata da elevata mortalità». «La donna – aggiunge dal canto suo Angelo Covino, responsabile della Cardioanestesia - arrivata in ospedale in tarda notte, è stata immediatamente sottoposta a cure intensive e coronarografia e visto il repentino peggioramento delle sue condizioni cliniche sottoposta in poche ore dal ricovero ad intervento chirurgico di impianto di Ecmo veno-arterioso periferico, cioè senza aprire il torace». A spiegare cosa è l’Ecmo è il direttore della Cardiochirurgia di Reggio Calabria, Pasquale Fratto, che ha eseguito l’intervento. «L'Ecmo – sottolinea il professor Fratto - è un dispositivo salvavita, una moderna e versatile circolazione extracorporea utilizzata generalmente in pochi centri, che si occupano soprattutto di trapianti e scompenso, per il trattamento dell'insufficienza cardiaca e respiratoria. Necessita, pertanto, di medici e personale infermieristico altamente specializzati, in grado di gestire in poche ore le complesse fasi organizzative, di impianto e soprattutto di gestione postoperatoria». «Con l'introduzione di queste sofisticato supporto - prosegue il professor Fratto - nel “Centro Cuore” reggino disponiamo oggi, con i fatti, di competenze e tecnologie d'avanguardia per trattare anche malattie così complesse come l'insufficienza cardiaca acuta. Siamo, cioè, nella condizione, all'interno di un ospedale pubblico, sede di tutte le specialità mediche e chirurgiche, di poter offrire a ciascun paziente, tenendo conto delle sue problematiche, il trattamento migliore, non solo in elezione, ma anche in emergenza-urgenza».

Carmela Commodaro

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