“La maligredi” di Gioacchino Criaco emoziona il pubblico della libreria IN/CONTRO Mondadori
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“La maligredi” di Gioacchino Criaco emoziona il pubblico della libreria IN/CONTRO Mondadori

libreria incontroEmoziona e intrattiene amabilmente il pubblico della libreria IN/CONTRO Mondadori di Soverato Gioacchino Criaco. A presentare il suo nuovo romanzo “La maligredi” edito Feltrinelli, sono il giornalista Francesco Pungitore e il libraio Bruno Valenti. “Quando arriva, la maligredi spacca i paesi, le famiglie, fa dei fratelli tanti Caini e avvelena il sangue fino alla settima generazione”, la maligredi è il lupo famelico che entra nel recinto e fa strage, racconta Criaco stesso, e svela la sua predilezione per il lupo, animale simbolo dell’Aspromonte. “La maligredi è un miracolo letterario- esordisce Bruno Valenti citando lo scrittore Giuseppe Aloe- un libro poetico e potente”. Francesco Pungitore si sofferma egregiamente, tra l’altro, sul messaggio di speranza che il testo lancia e sulla volontà dell’autore di superare con il racconto uno stereotipo che lega la Calabria al paradigma mafioso. Per Criaco se “Anime nere”, successo letterario e cinematografico grazie alla regia di Munzi, rappresenta ciò che è successo, “La maligredi” indica il perché sia successo con riferimento alla comunità di Africo. Se “Anime nere” era un libro rabbioso, “La maligredi” è un romanzo poetico con il quale si manifesta la necessità di chiudere un ciclo, una storia più vasta di cui il romanzo del 2008 era solo pezzo. È il completamento di un mondo, nelle parole di Criaco, che era partito con Anime nere per descrivere una Calabria in nero, e nonostante le critiche aveva in mente l’affresco di questo luogo del Sud, di tutti i posti a sud del mondo. Al centro l’Aspromonte che non è il monte aspro ma la montagna, rigorosamente femmina, bianca e lucente, dalle cui insenature scorrono le fiumare e non i fiumi. Un racconto decisamente declinato al femminile dai luoghi d’ambientazione al ruolo delle donne tra cui spicca la madre di Nichino in un intenso rapporto familiare alla Calabria greca alla rivoluzione. Centrale anche la figura di Papula, Rocco Palamara a cui il romanzo è dedicato insieme “a quelli che hanno rischiato tutto per darci un mondo migliore”. Il pomeriggio letterario è stato dedicato al ricordo di Carlo Mellea, Presidente dell’Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti, recentemente scomparso e ai valori della legalità che da anni Mellea promuoveva sul territorio con la sua instancabile attività.

Daniela Rabia

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