Farmaci innovativi, convegno alla Umg presieduto dal Prof. De Sarro
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Farmaci innovativi, convegno alla Umg presieduto dal Prof. De Sarro

de sarro giovambattistaL’osservazione del quadro economico documenta profondi cambiamenti nel funzionamento della sanità pubblica. L’urgenza di mettere in sicurezza i conti ha spinto i rappresentanti politici ad introdurre nuovi strumenti di razionalizzazione della spesa individuando rigidi tetti e macchinosi processi di revisione. In questo contesto il fattore di spesa su cui ci si è focalizzati è stato il settore farmaceutico con una impalcatura normativa rivolta soprattutto alla regolamentazione dei processi di introduzione sul mercato dei farmaci innovativi.
Ma la stabilità del Servizio Sanitario Nazionale è davvero condizionata solo dalla spesa farmaceutica? Risposte esaustive a questa domanda sono state fornite l’altro ieri da autorevoli relatori nel corso del convegno “Il farmaco come investimento in salute: opinioni a confronto” tenutosi presso il Campus Universitario “S. Venuta” di Germaneto.
Oganizzato con il patrocinio dell’Università “Magna Graecia”, dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, della Società Italiana di Farmacologia e della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, il convegno ha registrato la partecipazione di diversi esperti provenienti dal mondo accademico ed ospedaliero, tutti impegnati a vari livelli nell’ambito della ricerca e dell’attività assistenziale. I relatori si sono confrontati sul tema del farmaco, inteso come strumento di garanzia della salute attraverso l’implementazione di percorsi di cura “innovativi” e l’introduzione di nuovi strumenti di razionalizzazione della spesa in un’ottica, quanto mai attuale, di sostenibilità.
Ha aperto i lavori Giovambattista De Sarro, Professore Ordinario di Farmacologia dell’Università “Magna Graecia”. Dopo una breve introduzione, De Sarro ha relazionato in merito al ruolo del farmaco all’interno del SSN, sottolineando che lo sforzo economico da parte delle istituzioni, specie nell’ambito di farmaci ospedalieri innovativi come quelli antineoplastici destinati ai pazienti oncologici ed i nuovi biologici per il trattamento dell’epatite C, debba essere inteso come un autentico “investimento” che può produrre benefici anche nell’immediato futuro, evitando un ulteriore impiego di risorse in termini di assistenza per diagnosi, ricovero e cura, potenzialmente derivante dall’aggravamento delle condizioni di pazienti sottotrattati. De Sarro, da esperto qual è, ha anche documentato come l’aderenza alla terapia ai farmaci antipertensivi ed ipolipemizzanti, promosso dalla Regione Calabria dall’anno 2012 ha ridotto di circa il 4 % gli incidenti cardio-cerebro-vascolari (circa 6.000 casi per anno).
Dopo De Sarro è intervenuta Adele Emanuela De Francesco, Farmacista presso l’Azienda Ospedaliera e Universitaria “Mater Domini”, che ha trattato il tema - molto attuale - dell’aderenza ai trattamenti farmacologici, fornendo un quadro completo/esaustivo del contesto nazionale e di quello calabrese in particolare. Ha chiuso la prima sessione la dottoressa Luciana Florio, dell’Asp di Cosenza, che ha approfondito l’accordo quadro in Calabria nell’ottica dell’utilizzo razionale delle risorse per investire in salute.
Nella sessione pomeridiana sono intervenuti diversi esperti riconosciuti nell’ambito delle cure onco-ematologiche, tra cui il dottor Salvatore Palazzo, dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, e i professori Piersandro Tagliaferri, Ennio Carbone e Marco Rossi, della Università “Magna Graecia”. I relatori hanno dato un notevole contributo sia dal punto di vista scientifico che clinico-organizzativo, proponendo un approccio moderno e multidisciplinare con il farmaco, applicabile alla realtà assistenziale regionale.
I farmaci in generale - è sottolineato - e quelli innovativi in particolare, pur rappresentando un costo salato per i conti del Servizio Sanitario Nazionale, sono indubbiamente una importantissima risorsa per i conti del Paese e, soprattutto, una grande opportunità per il trattamento di patologie dell’area onco-ematologica.

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