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Gioacchino Criaco con le sue “Anime nere” al Mind The Gap Festival

Mind the Gap - Criaco 1CATANZARO - Ha preso il via stamane, presso l'area biomedica del campus universitario Salvatore Venuta di Catanzaro, la seconda edizione del "Mind The Gap", la manifestazione culturale organizzata dall'associazione Book Club Umg, composta da giovani motivati e appassionati di tematiche letterarie, quali Fabiola Lacroce, Roberto Sgro e Flavio Grandinetti.
Il primo appuntamento pomeridiano, dopo l'intensa mattinata dedicata a Paola Turci e a Chiara Gamberale, è stato con Gioacchino Criaco e con il suo romanzo "Anime nere", edito Rubbettino, recentemente portato nelle sale cinematografiche dal regista Francesco Munzi. Andrea Lollo, docente di giustizia costituzionale dell'ateneo catanzarese, ha conversato con l'autore e con un pubblico prevalentemente di giovani studenti, tenendo separate le sfere del romanzo e del film. Egli ha definito il testo come un noir in due tempi: la prima parte, comprendente le prime cento pagine, statica e descrittiva, la seconda, invece, dinamica, pregna di un crescendo di emozioni che seguono il battito spasmodico delle vicende dei tre protagonisti, Luciano, Luigi e la voce narrante.
Leggendo vari passi del libro, il docente ha tratteggiato le caratteristiche salienti dei Mind the Gap - Criaco 2protagonisti e descritto la trama, definendo l'opera come un'evidente denuncia al nostro territorio. Ha poi rivolto all'autore varie domande circa l'influenza di Corrado Alvaro sulla sua scrittura, quesiti su quanto la situazione da lui fotografata sia a su avviso frutto della natura calabrese o di cause esogene, quali l'assenza dello Stato, e poi fatto riflessioni sul messaggio finale di denuncia alla 'ndrangheta e sulla diversa sensibilità e sul diverso approccio alla vita da parte dei tre personaggi principali. Gioacchino Criaco ha esordito affermando di aver voluto rifuggire nella sua narrazione da vittimismi e giustificazioni. "La mia precisa scelta - ha chiarito - è stata quella di essere il microfono che ascolta dai tre ragazzi una storia". Lo scrittore ha subito inquadrato il testo sotto forma di un viaggio della durata trentennale, che ha preso avvio dall'Aspromonte, per mostrarci la società italiana e ha inserito il romanzo in una trilogia composta oltre che da "Anime nere", da "Zefira" e da "American Taste".
L'autore ha sottolineato di aver voluto far luce sulla grande ipocrisia di una città come Milano,capitale economica italiana negli anni di ambientazione del libro, apparentemente perfetta, ma in realtà piena di crepe e contraddizioni. Criaco ha poi fatto notare come un'opera, sia essa letteraria o cinematografica, una volta nata non appartenga più all'autore ma al pubblico, che attraverso le personali interpretazioni può cogliere in essa le più varie sfumature.
I tre amici protagonisti di "Anime nere", che nel film diventano tre fratelli, potrebbero rappresentare le contraddizioni presenti in ognuno di noi, i desideri intimi che vengono in scontro tra loro. Lo scrittore ha poi brevemente delineato la storia del popolo aspromontano, essenzialmente stanziale fino agli anni Settanta, successivamente costretto a uscire dal proprio territorio e a mutare le proprie condizioni di vita. Luigi Franco, direttore editoriale della Rubbettino, è intervenuto dicendo che la casa editrice ha trovato in questo romanzo originalità e una voce narrante diversa. Ha inserito tra i pregi testuali quello di aver fatto conoscere i luoghi dell'Aspromonte sia paesaggisticamente sia nella loro spiritualità.
Il direttore editoriale ha fatto, a mò di esempio della vis descrittiva presente in Anime nere, uno specifico riferimento ai cumuli del Santo, cumuli di pietra descritti nell'opera, che lungi dall'essere una trovata narrativa sono testimonianza di una tradizione tuttora esistente. Tanti gli interventi dei presenti che in chiusura hanno salutato con un caloroso applauso Gioacchino Criaco.

Daniela Rabia

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