Mimmo Gangemi con il suo “Marzo per gli agnelli” alla libreria Incontro a Soverato
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Mimmo Gangemi con il suo “Marzo per gli agnelli” alla libreria Incontro a Soverato

53403616 2282109142001022 2157953356633473024 n 1Un incontro partecipatissimo ed emozionante quello che si è svolto lo scorso sabato alla libreria “Incontro” a Soverato con lo scrittore Mimmo Gangemi per la presentazione del suo ultimo romanzo “Marzo per gli agnelli”, Piemme editore. Ad introdurre l’evento è stato il libraio Bruno Valenti che ha fatto un veloce excursus sulla narrativa dell’autore, una delle principali voci letterarie contemporanee calabresi e non solo. A seguire Daniela Rabia ha rivolto diverse domande all’ospite d’eccezione spaziando dai contenuti, personaggi e storie del testo ai romanzi precedenti di Gangemi alla tematica della sua scrittura in generale. Si sono affrontati i temi del dolore, della morte, del destino, della ‘ndrangheta che affligge questa terra bellissima, dell’agire della magistratura; ci si è soffermati sulla base delle sollecitazioni del pubblico sulle figure femminili ideate dallo scrittore, sul coinvolgimento degli intellettuali nell’attività politica, sull’eventuale filo narrativo che lega le opere di Mimmo Gangemi. Un testo in ristampa dopo sole tre settimane che sta scalando le classifiche di vendita ed entrando nelle case di tanti lettori. Mimmo Gangemi si è aperto con il suo pubblico raccontando la sua tecnica di scrittura al buio, la sua iniziale “fuga nella scrittura” al tempo dell’esordio letterario per disintossicarsi dall’attività frenetica di ingegnere ed ora il suo ritorno a volte all’attività di ingegnere per uscire dai libri e dalla narrazione. “La letteratura mi ha offerto un’altra vita” ha risposto lo scrittore alla domanda rivolta da Daniela Rabia occasionata dalla riflessione di Jonathan Safran Foer “La scrittura offre una seconda possibilità” contenuta nel libro “Ogni cosa è illuminata”. Tra gli scroscianti applausi dei presenti richiamati in libreria dall’ammirazione per il grande scrittore, “scrittore senza buffet” nelle parole ironiche della moderatrice, si è chiuso un evento che durato per quasi due ore è sembrato volare via in un istante per la piacevolezza, per la leggerezza espositiva pur nella profondità dei contenuti, per la passione emersa. Se come osservava Francis Scott Fitzgerald “Gli scrittori non sono esattamente persone. O, se sono qualcosa di buono, sono un intero gruppo di persone che cerca davvero duramente di essere una persona” il gruppo di persone alberganti in Mimmo Gangemi che hanno cercato di trovare una reductio ad unum c’è magnificamente riuscito. L’esito è l’umanità di un potente narratore che riesce a donarsi agli altri con l’umiltà e la semplicità dei grandi.

Daniel Rabia

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