Pentone: conclusa "Mai più...", la tre giorni contro la violenza sulle donne
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Pentone: conclusa "Mai più...", la tre giorni contro la violenza sulle donne

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convegno da sx Stefania Figliuzzi Ornella Procopio Caterina Salerno e Romina Ranieri PENTONE - Si è conclusa ieri mattina a Pentone, nella Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, la manifestazione "Mai Più...". Nel fine settimana tutta la comunità di Pentone è stata coinvolta in una serie di iniziative incentrate sul femminicidio e in generale sulla violenza contro le donne. Dallo sport all'arte, dal teatro all'incontro con gli operatori, dalla S.Messa alla scuola, tutte le attività hanno avuto l'obiettivo di sensibilizzare su un problema spesso sottovalutato. Senza generalizzare o ghettizzare le donne, si è riflettuto su quanto la violenza contro le donne sia una questione di atteggiamento mentale: la violenza è un fatto quotidiano, diffuso, nascosto anche nel modo in cui la donna viene molte volte considerata, un essere al servizio dell'uomo, impossibilitata a decidere di sé e della sua vita.
Decine e decine di donne e uomini di tutte le età hanno lavorato fianco a fianco per organizzare la manifestazione 'MAI PIÙ...': il problema sollevato ha coinvolto e mobilitato tutti. L'evento è stato patrocinato dalle associazioni locali Carpe Diem, Proloco, InvictaPalestina, comitato civico ''l'arco', associazione bandistica Pentone, Avis, protezione civile 'Angeli della Sila', dall'ASD Explorers di Catanzaro, dalla parrocchia e dall'amministrazione comunale.
Nei bar sono state esposte le opere dei giovani artisti Movie Rush, Nicoletta Macrì, Rossanai partecipanti Scarfone, Kenny e Simona Esposito. Sono stati, inoltre, raccolti dei fondi a favore del 'Centro Aiuto Donna'-Città Solidale onlus di Catanzaro.
La manifestazione si è aperta sabato con la 'pedalata contro la violenza'. Nonostante la pioggia, decine di ciclisti, tra cui alcuni papà con i figli, hanno affrontato il percorso Pentone-Termine-Cafarda-Pentone per dire no alla violenza contro le donne. All'arrivo, esibizione acrobatica e gimkana per i più piccoli a cura dell'ASD Explorers.
Le attività fatte a scuola questa mattina, sotto la guida di alcune operatrici di Città Solidale onlus, hanno chiuso la tre giorni.
Teatro e vita - Sabato pomeriggio, il momento teatrale a cura dell'associazione Carpe Diem. In un finto programma televisivo, sono state raccontate storie di speranza e di cambiamento tra Oriente e Occidente fino a Pentone. La finta trasmissione è stata condotta da Aurelio Miriello.
simboli 3E' stata proiettata l'intervista fatta a una ragazza nigeriana: una vittima dello sfruttamento della prostituzione. Nell'introduzione, la giornalista Antonia Marino ha spiegato alcuni passaggi: partita dalla Nigeria con l'illusione di trovare un lavoro, la ragazza diciannovenne è stata in Libia prima di arrivare in Italia. Un approdo fortunato il suo, perché è stata l'unica a salvarsi da un naufragio. Non altrettanto fortunato il seguito della sua storia: la ragazza è stata costretta a prostituirsi.
Dall'Africa si è passati all'Asia. Eleonora Pugliese ha impersonato Malala Yousafzai, la ragazza nota a livello mondiale per aver avuto il coraggio di fronteggiare i talebani affermando il diritto all'istruzione delle donne. Aurelio Miriello le ha fatto un'ideale intervista per raccontare la sua storia, il suo coraggio, la possibilità del cambiamento.
Dopo la conoscenza di storie apparentemente lontane, il ritorno a Pentone con la proiezione del minidossier/spot antiviolenza realizzato dai giovani del comitato 'MAI PIÙ...' (montaggio di Sebastiano Basile). Maria Emanuela Marino ha spiegato che i ragazzi hanno voluto intervistare alcune donne della comunità pentonese, donne positive, lontane dalla violenza, fiere di essere donne.
Un convegno per conoscere - Domenica la S.Messa è stata animata dai membri del comitato 'MAI PIÙ...'. Nel pomeriggio si è tenuto il convegno sulpedalata contro la violenza 1 tema 'violenza di genere', moderato da Caterina Salerno, assessore alle politiche sociali del Comune di Catanzaro.
L'assessore alla cultura del comune di Pentone, Francesco Citriniti ha ricordato le donne vittime di mafia. La riflessione del parroco, Don Gaetano Rocca, tra filosofia e letteratura medico-scientifica, ha trattato il binomio odio-amore.
A tratteggiare caratteristiche, conseguenze devastanti della violenza, difficoltà a uscirne, Ornella Procopio del 'Centro Aiuto Donna'-Città Solidale onlus di Catanzaro e Romina Ranieri del centro regionale antiviolenza 'Mondo Rosa'. Stefania Figliuzzi dell'associazione contro la violenza alle donne 'Attivamente coinvolte - onlus' ha relazionato sui profili giuridici e le novità legislative per tutelare dagli abusi e dalle violenze.
Le tre relatrici hanno, inoltre, descritto i servizi dei centri di cui fanno parte: il convegno ha fatto conoscere non solo che cosa sia la violenza, ma anche che cosa si possa fare e a chi ci si possa rivolgere nel caso in cui si subisca violenza.
fiaccolata 2Nell'introduzione, Antonella Accorinti ha ringraziato quanti hanno collaborato e ha ricordato che la giornata internazionale del 25 novembre è stata istituita a seguito dell'uccisione delle sorelle Mirabal. In conclusione, Gesuita Pugliese ha dato un premio a «due donne che hanno dato la luce nella vita privata» dedicando la vita alle proprie figlie, Grazia Critelli e Rosa Fava. A ritirare i premi, i figli delle due donne, Maria Critelli e Salvatore Fava.
«Ti do il capo del filo poiché mi fido di te!» - La fiaccolata è stata fatta in chiesa per il maltempo, ma non ha perso il suo potere di raccoglimento e riflessione. Mafalda Fava, Maurizio Veraldi, Anna Rita Marino, Fiore Caroleo, Marianna Spadafora, Vincenzo Capicotto hanno drammatizzato tre declinazioni della violenza (stalking, violenza domestica, costrizione della donna a essere quello che non è esemplificata da una ragazza costretta a portare il burqa). Ma l'ultima scena è stata all'insegna della speranza e dell'apertura: è stata fatta una sorta di ragnatela umana. Per lanciare un messaggio: «ti do il capo del filo poiché mi fido di te!».

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