Soverato, Carmine Abate presenta “Le rughe del sorriso”
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Soverato, Carmine Abate presenta “Le rughe del sorriso”

foto AbateLo scrittore calabrese Carmine Abate (premio Campiello 2012 con “La collina del vento”), presenta nella sala consiliare Bruno Manti di Soverato il suo ultimo nato “Le rughe del sorriso”, edito da Mondadori nel 2018. Storia della somala Sahra che sparisce da un centro di seconda accoglienza della Calabria. A cercarla, un detective innamorato, il giovane insegnante di italiano Antonio Cerasa (che reca nel nome le stesse iniziali dell’autore). La ricerca lo conduce a Riace, Rosarno, Crotone, Lampedusa e, passo dopo passo, ricostruisce la storia di una donna costretta a scappare dalla propria terra. Abate, attraverso racconti di immigrati da lui conosciuti, accosta l’italiano al dialetto e fissa sulla pagina una storia che necessita di acquisire dignità letteraria. L’autore porta con sé la voce e gli strumenti di Cataldo Perri (che a gennaio uscirà con l’album “Perri canta Abate”) ed Enzo Naccarato (entrambi del gruppo “Lo Squintetto”). Accolto dal delegato alla cultura, Emanuele Amoruso, viene da lui definito “un calabrese nel mondo” che - ogni volta che può- torna a casa. A volerlo in città, le due libraie di “Non ci resta che leggere”, Eleonora Fossella e Maria Grazia Posca. Due giovani imprenditrici che commerciano cultura. Perché, in città, sono una miriade i libri presentati di qua e di là. Da questo o da quello. Parole. Su parole. Vuote. Che servono a gonfiare il petto di chi le pronuncia o di chi viene esaltato. Dimenticando, spesso, la qualità della penna dell’autore. Le due libraie in questione offrono alla città momenti unici, di profonda condivisione. Durante i quali la passione per la letteratura si intreccia con la più semplice quotidianità, finendo per travolgerla. A rendere unico l’incontro, forse il più magico del quasi finito 2018, la presenza -tra gli spettatori- dei ragazzi della II C della scuola secondaria di primo grado “Ugo Foscolo” di Soverato, capitanati dalla Professoressa Ausilia Siciliano. Carichi di entusiasmo, come solo i dodicenni possono fare, rivolgono all’autore tantissime domande e acute osservazioni. Di chi, nella realtà dell’immigrazione c’è nato. Perché basta guardare il compagno di banco per notare che, ormai, la società è diventata multietnica. Infatti, i momenti più profondi della serata sono due. L’intervento degli studenti della sede di Soverato C.P.I.A (Centro per l’Istruzione degli Adulti di Catanzaro). Un giovane siriano che descrive la fuga a causa della guerra e uno della Guinea fuggito anch’esso. Morto il padre, dispersa la madre. Lui, ancora, la aspetta. Non c’è nulla da aggiungere a queste parole, perché ancor più dolorose a causa della giovane bocca da cui sono sgorgate. E Abate rispetta il momento, affidando alle corde della chitarra il suono delle onde, che vanno e vengono. Come il dolore.

Floriana Ciccaglioni

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