Squillace, oggi seconda giornata del festival "Innesti Contemporanei"
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Squillace, oggi seconda giornata del festival "Innesti Contemporanei"

icaroSQUILLACE – Seconda giornata, oggi, a Squillace, di “Innesti Contemporanei”, il festival ideato e organizzato da “Nastro di Möbius”, con la direzione artistica e organizzativa di Saverio Tavano. Mentre continua il lavoro della coreografa e danzatrice Lara Russo con il workshop “Richiami”, oggi e domani si svolge il seminario d’introduzione al metodo Linklater, diretto da Maria Grazia Bisurgi, “Consapevolezza del corpo e ritmo del respiro naturale”. Il lavoro, profondamente radicato nel corpo, va nella direzione della libertà emotiva, della finezza degli impulsi e della chiarezza di pensiero, elementi fondamentali di una comunicazione efficace. I partecipanti saranno guidati in un percorso passando dalla consapevolezza del corpo a quella del ritmo del respiro naturale, in una prima esplorazione dell'origine della propria voce. Sullo sfondo del castello normanno, all’imbrunire, è possibile degustare l’aperitivo a cura di “Giardini di Hera” sulle note twist e rock’n roll anni ‘50 di Tommy & The Little Zoolorchestra. Alle 21.00 la compagnia reggina “Scena Nuda” porta in scena “Icaro. L’ultimo volo”, lo spettacolo diretto da Filippo Gessi e interpretato da Luca Fiorino. Vanni è un Icaro moderno: un uomo che aveva lavoro e pane, una moglie, un figlio e che adesso vive nella piazza di un paesino. Non ha il tempo per pensare, per riflettere, per ricordare. Così Vanni sopravvive in un turbinio di immagini, di visioni, di voci. Il suo corpo agisce in questo labirinto portato senza volontà come una piuma portata dal vento. La seconda serata si chiude con i romani “Timpano/Frosini”. Daniele Timpano scrive, dirige e interpreta “Dux in scatola”: l’attore, solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”, racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce. Timpano, costretto ad avvicinare la materia da una lontananza cronologica e ideologica immensa, gioca una identificazione posticcia con l’oggetto del suo racconto.Il festival si pone l’obiettivo non solo di crescita culturale e turistica dell’antico borgo di Squillace, ma di diventare un luogo ideale per gli artisti, una sorta di residenza creativa in un autentico teatro a cielo aperto. Nel suggestivo spazio della chiesetta di Santa Maria della Pietà è possibile assistere, fino a domenica, all’intervento “site specific” di arte visiva a cura di Silvia Pujia e Maria Teresa Zingarello. Il castello normanno, invece, è fonte di ispirazione per “Studiolo Laps” con la performance sonora “Gli echi nelle rovine”, a cura di Alessandro Rizzo e Mario Lino Stancati, in replica tutte le sere dalle ore 19.

Carmela Commodaro

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