Squillace, presentato al castello il romanzo "Antar" di Eliana Iorfida
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Squillace, presentato al castello il romanzo "Antar" di Eliana Iorfida

presentato libro antar squillaceSQUILLACE - “Affratellato a milioni di destini, abitante e naufrago di un Mediterraneo in continuo tumulto, cittadino di una terra elastica, che si espande e si restringe senza avere il tempo di assorbire appieno i cambiamenti che la attraversano, mi riconosco figlio legittimo di due culture, un arabo italiano che porta il suo messaggio a un mondo che ancora deve venire”. Antar è un giovane italo-siriano che vive a Firenze; questa dualità delle sue origini viene vissuta tra due culture che si attraggono e si contrappongono a seconda degli eventi che il giovane affronta, spesso dolorosi, che scandiscono il suo percorso di vita. Antar è il secondo romanzo di Eliana Iorfida, originaria di Serra San Bruno, che giovanissima si trasferisce a Firenze, dove consegue la laurea in archeologia orientale; partecipa a importanti missioni di scavo nazionali ed internazionali (Egitto, Israele e Siria). Da queste sue missioni nascono i suoi romanzi. Il suo primo esordio è con il libro “Sette paia di scarpe”, con il quale vince, insieme ad altri, il premio letterario nazionale Rai “ La Giara”. Seguono racconti “Sui binari del tempo” e “La casa delle parole”. Eliana attende il verdetto del prossimo 30 luglio, in quanto finalista, con la raccolta inedita di racconti “La scatola dei ricordi”, della seconda edizione del premio letterario “Formebrevi Edizioni”. Con il romanzo “Antar” (Vertigo Edizioni, maggio 2018) riprende l’itinerario con la Siria. Il libro è stato presentato ieri sera al castello di Squillace, con una introduzione profonda e coinvolgente da parte dell’archeologa Chiara Raimondo che ha condotto l’autrice Eliana Iorfida a porgere “Antar” con empatia reale, coinvolgendo il pubblico con brani letti da un ottimo Gianluca Chiera, il quale ha reso il personaggio palpabile e la percezione di “Antar” presente fisicamente. Antar si riconosce figlio di due culture; siriano in Italia, italiano in Siria, il suo nome è di un celebre poeta-guerriero di epoca pre-islamica, Antara Ibn Shaddàd. Il giovane vive un conflitto interiore che si traduce in una vita vissuta, in una Siria disgregata, come disgregata è la sua famiglia; il suo percorso incrocia personaggi più o meno incisivi che lasceranno tracce nel suo viaggio identitario. E incrocia personaggi forti come padre Paolo Dell’Oglio. La trama del libro è un racconto empatico per il momento storico che viviamo. Eliana porge un Antar che nasce schiavo, ma che poi riesce a riscattarsi attraverso la cultura: i libri sono la sua ancora di salvezza. Eliana è stata in Siria dal 2007 al 2010, in occasione delle missioni di scavo internazionali, dove ha riscontrato un popolo conscio del concetto “nazione”, dove la vita socio-politica era vissuta con orgoglio in particolar modo nelle zone cittadine, un po’ meno nelle zone periferiche e limitrofe (zone di etnia curda), dove le ingiustizie sociali erano vissute con rabbia e malcontento nei confronti di un regime che non riconosceva e non riconosce il popolo kurdo. Alla domanda formulata all’autrice: in memoria della sua esperienza come conoscitrice del popolo siriano, secondo lei che sentimenti provano oggi i siriani dopo il drammatico cambiamento della Siria e quanto di quel patrimonio umano e artistico è rimasto? Eliana risponde che «è rimasto ben poco di ciò che ho lasciato e sicuramente il pensiero di tanti siriani sarà d’impotenza davanti alla realtà, quella di essere stati sradicati con forza e violenza da tutto quello che era il loro mondo e la loro vita con immani perdite; i bambini sono quelli che hanno subito e subiscono in perdita d’infanzia e spensieratezza. L’augurio al popolo siriano è quello di una ricostruzione e una rinascita dalle macerie, un recupero in umanità sotto l’aspetto socio-psicologico». E “Antar” vuole essere il percorso di un figlio legittimo di due culture che possono dialogare per una convivenza pacifica, perché «siamo frammenti di tante culture».

Carmela Commodaro

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