L'ex ospedale di Chiaravalle diventa caso nazionale, oggi diretta tv su La7
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L'ex ospedale di Chiaravalle diventa caso nazionale, oggi diretta tv su La7

donatoscioperofameLa vicenda dell'ex ospedale di Chiaravalle Centrale fa breccia anche sui media nazionali. Oggi pomeriggio, a partire dalla ore 15, La7 si collegherà in diretta con la cittadina delle Preserre catanzaresi per raccogliere le dichiarazioni del sindaco Mimmo Donato, entrato nel suo quinto giorno di sciopero della fame. Una azione di protesta sostenuta da cittadini, comitati e forze politiche di ogni schieramento. Qui a Chiaravalle tutti aspettano da ben cinque anni l'avvio dei lavori di riconversione dell'ex ospedale “San Biagio” in Casa della Salute. Un progetto già finanziato, con oltre otto milioni di euro, ma che si è fatalmente arenato sugli scogli della burocrazia regionale. L'ennesimo scandalo di una sanità che non funziona, in una terra nella quale, mentre gli ospedali chiudono e i costi aumentano, l'esodo tristissimo per curarsi al Nord raggiunge livelli da record. Di fronte all'ennesimo palleggio di responsabilità tra Regione Calabria e Asp di Catanzaro, Donato e i suoi consiglieri comunali hanno detto basta. La determinazione del sindaco ha portato come primo risultato una delibera dell'azienda sanitaria provinciale di Catanzaro con la quale viene approvato lo studio di fattibilità tecnico-sanitaria per la demolizione e la ricostruzione dell'edificio che dovrà ospitare la Casa della Salute. Adesso manca il passaggio decisivo. La Regione Calabria è infatti chiamata, a sua volta, a deliberare per procedere alla firma di una nuova convenzione tra le parti, obbligatoria per dare concretamente il via ai lavori. Sul piano politico, in giunta e in consiglio regionale sembrano essere tutti d'accordo. Almeno a parole. “Ma resta da capire se e come la parte burocratica si metterà ancora di traverso” afferma, scuro in volto e amareggiato, il sindaco di Chiaravalle Centrale sul quale cominciano a pesare, sia psicologicamente che fisicamente, i sette giorni di occupazione del “San Biagio” e i cinque giorni di sciopero della fame.

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