Migrantes, presentato a Catanzaro il Rapporto Immigrazione 2017-2018
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Migrantes, presentato a Catanzaro il Rapporto Immigrazione 2017-2018

presentato rapporto immigrazioneÈ stato presentato dalla “Migrantes” calabra, in collaborazione con la Caritas regionale, il 27° rapporto immigrazione 2017/2018. La presentazione si è svolta nella sala “Sancti Petri” dell’arcivescovado a Catanzaro. Ciò in un periodo difficile dal punto di vista dell’accoglienza dei migranti all’interno dei circuiti ufficiali, in seguito all’entrata in vigore del cosiddetto “decreto sicurezza”. Una scelta che mette in luce le varie sfaccettature di un fenomeno di così forte attualità e che, nello stesso tempo, viene trattato in modo superficiale. Ad aprire l’incontro, moderato da Pino Fabiano, direttore della “Migrantes” regionale, l’intervento di monsignor Vincenzo Bertolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace e presidente della Cec, il quale ha delineato l’importanza dell’accoglienza attraverso un quadro dettagliato del sistema calabrese, denunciando quello che sta diventando il clima di terrore nei confronti dello straniero che viene da Paesi lontani e che dovrebbe essere, invece, accolto con sentimento di carità e amore. Una tensione che è stata percepita anche da Simone Varisco, ricercatore della Fondazione “Migrantes”, che ha presentato il rapporto immigrazione 2017/2018, rinnovato nel linguaggio e nel format, e che ha smentito in pieno il falso mito che l’Italia sia caratterizzata dal fenomeno migratorio dal punto di vista dell’accoglienza, mentre ha sottolineato come sia ai primi posti per quanto riguarda il rilascio della cittadinanza. Sono intervenuti anche due giovani stranieri accolti nelle strutture di Fondazione “Città Solidale Onlus”, che, nonostante l’emozione, hanno dato testimonianza del loro percorso virtuoso di integrazione sul territorio catanzarese, grazie al sostegno degli operatori che li hanno accolti con professionalità e amore. Un percorso che li accomuna a quello di Amed Mohamed, accolto a Reggio Calabria, che ha messo in luce come la sua vita sia cambiata radicalmente in meglio dopo essere arrivato in Italia e dopo aver superato, attraverso un percorso fatto di amore e resilienza, quello che aveva vissuto prima nel suo Paese di origine, l’Egitto. A concludere l’iniziativa l’intervento di don Antonio Pangallo, delegato regionale Caritas: ripercorrendo gli interventi precedenti, ha lanciato un messaggio di speranza e di fiducia, riportando l’esistenza ad un concetto di utopia per poter sognare un futuro migliore per ogni essere umano.

Carmela Commodaro

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