Squillace, l'impegno del maestro orafo Luigi Mungo
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Squillace, l'impegno del maestro orafo Luigi Mungo

luigi mungo e i suoi gioielliSQUILLACE - Reduce dal successo di Gizzeria, al Premio “Capo Suvero”, il riconoscimento che viene conferito a personalità calabresi che si contraddistinguono nei rispettivi ambiti lavorativi e non solo, il maestro orafo Luigi Mungo, di Squillace, sta vivendo un’estate “calda”, non solo dal punto di vista meteorologico. Mungo, infatti, con le sue splendide creazioni, è presente in diverse manifestazioni di carattere provinciale e regionale. Oltre all'impegno professionale, è importante quello sociale, svolto dall’orafo Mungo, volto al sostegno delle iniziative proposte dal territorio e per le quali spesso realizza e offre premi. Durante l'estate 2017, oltre all’impegno nel Premio “Capo Suvero”, c’è “OndaRock”, a Squillace Lido, il “Carnevale Squillacese”, “La notte dei briganti contro tutte le mafie”, a Girifalco, “Taranta e dintorni”, a Squillace, e un riconoscimento speciale creato per Eman, consegnato in occasione dei suoi concerti al castello normanno di Squillace. Il laboratorio orafo di Luigi Mungo, che si trova su viale Cassiodoro, a Squillace, è un pullulare di oggetti magici e preziosi. Come il nuovo “Albero della Vita”, un gioiello unico che si arricchisce di significato per essere donato alle persone speciali: corpi che si intrecciano e si sostengono a vicenda. Altro oggetto speciale, creato per l'estate 2017, è quello denominato "Dove Ulisse incontra Nausicaa", un medaglione che ricorda il mitico incontro di Ulisse con Nausicaa sulle rive di un fiume. «Recenti studi – spiega Luigi Mungo - sostengono che questo incontro sia avvenuto proprio nella nostra terra e da qui l'idea di realizzare questo oggetto dove Nausicaa diventa il simbolo del calore e dell'ospitalità che ci contraddistingue». I suoi sono gioielli particolari in cui la tradizione si intreccia con l'innovazione e dove la storia arricchisce di significato la quotidianità. Gioielli che, più di ogni altro, rappresentano chi li ha ideati sottolineando proprio la centralità che le relazioni hanno nella sua vita e il calore con cui accoglie chiunque incontri. Sono molte altre, comunque, le creazioni che si possono vedere visitando il laboratorio. Alcune dalle linee semplici e moderne ed altre dalle lavorazioni artigianali più tradizionali con l'uso delle microperle, della filigrana e il richiamo alla cultura etrusca. Luigi è sempre disponibile, il suo laboratorio è aperto per vedere le sue creazioni, per eseguire riparazioni o creare con il cliente il gioiello che si desidera indossare o donare.

Carmela Commodaro

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