Squillace, la passione di Antonio Cristofaro per la chitarra battente
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Squillace, la passione di Antonio Cristofaro per la chitarra battente

korabattentiSQUILLACE - Passione innata, la musica, per Antonio Cristofaro, oggi affermato musicista del gruppo etnopopolare calabrese “Korabattenti”. Antonio è un giovane 34enne di Squillace, che già all’età di dieci anni, mentre si trovava vicino ad un cantiere edile, prese un’asse di legno, ci martellò dei chiodi sopra e legò del ferro filato alle estremità: a modo suo aveva realizzato la sua prima “chitarra”. È una storia fantastica quella che ci ha raccontato Antonio, appassionato di musica fin da piccolo. «Ascoltavo musica ogni giorno – sottolinea - ma non ho mai dedicato del tempo ad imparare uno strumento, perché tempo non ne avevo: ho cominciato a lavorare molto presto. Da grande poi, quando il lavoro cominciava a scarseggiare e il tempo ad aumentare, decisi di provare». Allora prese la chitarra del fratello e specie di notte imparò a suonarla. «La strimpellavo – racconta - ma da lì in poi l’amore per la musica divenne sempre più grande e persistente ed anche l’interesse per il materiale che dà vita a questo magnifico strumento, il legno, elemento vivo, capace di trasmettere al solo tocco un mare di emozioni e suoni». La svolta avviene cinque anni fa, quando insieme al suocero e ad altri amici, Antonio fonda il gruppo “Korabattenti” , che propone musica etnica popolare. «Il mio ruolo – precisa - era quello di suonare la chitarra battente, strumento affascinante, di antiche radici, la chitarra italiana per eccellenza, molto diversa dalla comune chitarra francese che noi tutti siamo abituati a vedere e sentire. L’unico problema era che io non avevo una chitarra battente. strumenti antonio cristofaroAllora decisi di tuffarmi in un’impresa epica: costruirne una. Non avevo molti utensili per la lavorazione né strumenti adatti al caso, ma con la mia dimestichezza nel lavorare i vari materiali e la mia esuberante inventiva ho sopperito a queste mancanze». Anche se all’inizio le sue conoscenze per questa impresa erano molto esigue, Antonio riesce nel suo intento grazie alla massiccia dose di testardaggine e alla forte spinta motivazionale di vincere la sfida che aveva fatto con se stesso. Poi vi era un articolato studio da curioso e autodidatta, ed anche una propensione innata alla manualità delle materie prime, dote quest’ultima ereditata dal padre, anche lui molto capace in qualsiasi “fai da te”. «Per prima cosa – ricorda - costruii con materiale di recupero una camera a vapore dove ammorbidire il legno per poterlo piegare, poi delle varie morse e dime e cominciai. I vari passaggi risultarono molto più complessi rispetto a quelli richiesti per una chitarra normale: la chitarra battente viene costruita in doghe, e il fondo bombato, tavola armonica piegata e la rosetta che rappresenta il dettaglio per eccellenza di questo strumento. Dopo quaranta giorni terminai la chitarra. Vederla finita come l’avevo immaginata è stata un emozione molto forte, accarezzarla altrettanto e quando la feci “parlare” mi accarezzò il cuore». Da quel momento per Antonio Cristofaro nasce la spinta che lo porta a studiare e realizzare gli altri strumenti, come la lira calabrese, il tamburello, e l’organetto, usando diverse essenze quali abete, faggio, acero, padouk, tulipier, palissandro, ebano, pioppo marezzato, amaranto, cipresso, cocobolo, ulivo, ciliegio, noce, cedro, mogano, gelso, ognuno di questi con un proprio suono e un proprio odore. Oggi Antonio, insieme ai “Korabattenti” porta in giro per la Calabria il suono e la bellezza dei suoi strumenti; altre sue realizzazioni sono in giro per l’Italia e all’estero. Negli ultimi due anni ha avuto diverse richieste da Svizzera, Germania, Belgio, Canada da persone affascinatie dal suono delle radici calabre. Antonio è anche apprezzato autore di testi di brani popolari. «È qui – ci dice orgoglioso - in questo meraviglioso mondo fatto di antichi suoni e balsamiche oscurità di legnosi profumi che nascono i miei testi». “Kalabria” (“terra de mari, de luna e sula, terra d’amura, de cora e de spari”); “Comu fhjiuri” (“fhjiurimi e li culuri nostri mustramu”); “Dicitimi” (“diciti si lu cora vi batta fhorta”); “Spettami carusa” (“nte li vrazza toi tutti caddijamu”) sono alcuni dei brani scritti da Antonio Cristofaro. Che fanno battere il cuore di tutti noi nelle piazze della Calabria con i “Korabattenti”.

Carmela Commodaro

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