Squillace, oggi si chiude il sipario sul festival "Innesti Contemporanei"
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Squillace, oggi si chiude il sipario sul festival "Innesti Contemporanei"

innesti contemporaneiSQUILLACE - Ultimo appuntamento oggi del festival “Innesti Contemporanei”, ideato da “Nastro di Mobius”, con la direzione artistica e organizzativa di Saverio Tavano. Il pomeriggio di questa domenica verrà dedicato ai più piccoli con “Innesti Young”: alle ore 16, i bambini potranno partecipare al laboratorio teatrale sul linguaggio non verbale “I segreti della Piazza”, a cura dell’associazione culturale “Conimieiocchi” e diretto da Francesco Votano. Il workshop affronta tematiche sociali come l’accoglienza e l’emarginazione, indagandole attraverso la comicità. I ragazzi saranno condotti, grazie ad una serie di giochi-esercizio e feedback sul lavoro, alla realizzazione di una performance finale da proporre al pubblico.  Alle ore 19, alla Casa delle Culture, sempre per Innesti Young, spazio alla scena con lo spettacolo “Il pifferaio magico”, di “TeatroP”, per la regia di Piero Bonaccurso. La famosa storia della città di Hamelin è metafora della contemporaneità con le sue nevrosi e le sue ombre. La storia del pifferaio magico viene raccontata intervallando il racconto con le spettacolari immagini di sabbia e le musiche inedite di Fabio Tropea, maestro della ricerca musicale contemporanea. Nel quartier generale del festival, il castello normanno, è possibile assistere all’ultima replica della performance sonora di Studiolo Laps “Gli echi nelle rovine”. Alle 21, il consueto appuntamento con gli spettacoli: l’ultima giornata di “Innesti Contemporanei” vede tra i protagonisti “Scena Verticale”, con lo spettacolo “Va’ pensiero che io ancora ti copro le spalle”, diretto e interpretato da Dario De Luca, accompagnato, alle tastiere, da Paolo Chiaia. Il fortunato progetto musicale di Giuseppe Vincenzi, rinasce oggi remixato grazie alla complicità di Dario De Luca, che vede i due impegnati nel rinnovamento del genere teatro-canzone. Un omino entra in scena raccontando i propri fallimenti. Senza volerlo, parlando e cantando, con le sue cronache così profondamente e tragicamente comiche, inventa una morale, che evidenzia bisogni e desideri di una società oramai in mutande. Chiude il cartellone Angelo Colosimo con “Bestie rare”, la storia di un bambino che si trova catapultato in una situazione paradossale. Da una semplice marachella dai risvolti tragicomici, emerge un substrato culturale cinico e spietato di un piccolo paesello della Calabria. Quello che all’inizio può sembrare un semplice gioco “pericoloso” da ragazzini, si rivelerà un gesto calcolato di vendetta. Una vendetta dovuta a soprusi, stupri e storie di pedofilia consumate da un prete, uomo apparentemente virtuoso e rispettato dalla comunità, che servendosi di persone con disturbi mentali, adesca bambini per i suoi giochi viziosi.

Carmela Commodaro

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