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Davoli, Finto poliziotto estorce denaro per interrompere indagini: arrestato dai Carabinieri

Materiale sequestratoSi era improvvisato appartenente ad una Forza di Polizia, in servizio presso un distaccamento del Reparto Anticrimine di stanza a Soverato - con trascorsi anche nei servizi segreti – al fine di estorcere 12.000 € alla malcapitata vittima: sono scattate le manette per il 31enne P.A., catanzarese senza fissa dimora. Le indagini sono scattate dopo la denuncia della vittima la quale, impaurita, dopo aver inizialmente versato un acconto si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Davoli. Nella circostanza, ha specificato che il finto poliziotto gli aveva fatto credere di essere il titolare di un’indagine sul suo conto per reati molto gravi e di avere la possibilità di far sparire alcuni documenti, interrompendo, così, le investigazioni sul suo conto ed evitando l’imminente arresto. Pertanto, i Carabinieri della Stazione di Davoli e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Soverato hanno predisposto un mirato servizio di osservazione nei pressi del Lungomare di Davoli, luogo ove era stato fissato un incontro tra i due, nel corso del quale è stato notato il P. che, dopo essere giunto in loco, si faceva consegnare il denaro, per poi dileguarsi repentinamente a bordo della propria autovettura. A quel punto, i militari sono intervenuti, bloccando il soggetto il quale riferiva di trovarsi in quel luogo per effettuare delle telefonate e passeggiare, qualificandosi come autista di ambulanze per il 118. La successiva perquisizione personale e veicolare ha poi consentito di rinvenire e sequestrare le banconote consegnate poco prima dalla vittima, 5 telefoni cellulari e varia documentazione – tuttora in corso di analisi - fra cui delle false attestazioni relative al medesimo soggetto, comprovanti la millantata qualifica di appartenente alle Forze di Polizia.
Nel pomeriggio di ieri, il G.I.P. di turno presso il Tribunale di Catanzaro ha convalidato l’arresto, applicando nei confronti del soggetto la misura cautelare degli arresti domiciliari, con contestuale divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con persone diverse da quelle che con lui coabitano o lo assistono.

Soverato, il SuperCinema riapre i battenti. Revocata l’ordinanza (aggiornamento)

Supercinema Soverato SOVERATO - Il Consiglio di Stato, il 14 dicembre 2017, si è pronunciato sulla controversia relativa alla chiusura del Super Cinema di Soverato decretata lo scorso aprile da un’ordinanza comunale. Ebbene, il Consiglio di Stato ha revocato l’ordinanza di cui sopra, determinando così la riapertura del cinema consentendo dunque, al titolare, di ripartire con l'attività cinematografica. Sulla pagina Facebook del Super Cinema di Soverato, inoltre, si legge che “il locale riapre i battenti nei primi giorni della prossima settimana con il film “POVERI, MA RICCHISSIMI”.

Aggiornamento: è giunta in redazione l'ordinanza del Consiglio di Stato. Il Consiglio di Stato ha rimandato la decisione al Tar di Catanzaro ai sensi dell'Art. 55 comma 10 cpa: Il tribunale amministrativo regionale, in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito. Nello stesso senso può provvedere il Consiglio di Stato, motivando sulle ragioni per cui ritiene di riformare l'ordinanza cautelare di primo grado; in tal caso, la pronuncia di appello è trasmessa al tribunale amministrativo regionale per la sollecita fissazione dell'udienza di merito.

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Soverato, assolti gli imputati del processo per la rissa del 7 luglio scorso

tribunale Catanzaro Si è concluso con cinque assoluzioni, perché il fatto non sussiste e un non luogo a procedere, il processo con rito abbreviato a sei persone arrestate lo scorso 7 luglio in seguito ad una maxi-rissa scoppiata nel parcheggio comunale antistante l’Istituto Tecnico Commerciale di Soverato. I Carabinieri intervennero per fermare una rissa scoppiata per una questione legata alla presenza in zona di alcuni parcheggiatori abusivi, arrestando gli imputati (due contrapposti gruppi di persone) colti in flagranza di reato portandoli, il giorno successivo, in udienza dal P.M. per il giudizio direttissimo per i contestati reati di rissa e lesioni personali. Successivamente, all’udienza del 27/10/2017, le parti prestavano il consenso ad includere, nel presente procedimento, i capi D) ed E) dell’imputazione, per cui non era stata richiesta alcuna convalida. Tutti gli avvocati difensori sostenevano la mancata configurazione del reato di rissa ed il Giudice Dott. Mariotti ha accolto tale tesi difensiva. Per tale ragione tutti gli imputati sono stati assolti per il reato di rissa perché il fatto non sussiste, nonostante la richiesta di condanna del P.M. a mesi 4 di reclusione. Uno degli imputati è stato assolto dal Giudice facendo sua la tesi degli Avvocati soveratesi Matteo e Vincenzo Caridi i quali hanno dimostrato che non poteva riconoscersi l’aggravante delle lesioni personali (art. 61 n. 2 c.p).; veniva contestato, infatti, all’ imputato, di aver commesso il fatto di cui al capo D) al fine di commettere il reato di cui al capo A). L’insussistenza del reato-fine determinava l’insussistenza dell’aggravante in parola. I legali hanno, inoltre, dimostrato che, poiché le eventuali lesioni erano guaribili in giorni inferiori a 20 (circostanza ulteriormente corroborata dal certificato medicato in atti, che accerta una contusione cranica ed una escoriazione alla tibia e al ginocchio sinistro, giudicando le lesioni guaribili in giorni 8) sarebbe stato necessario la presentazione tempestiva di apposita querela come presupposto di procedibilità. Ciò comportava, perciò, un diverso regime di procedibilità ed, in uno con l’assenza di querela (o comunque di una richiesta espressa di punizione da parte della persona offesa) in atti, conduceva ad una sentenza di non doversi procedere.

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