Gianluigi Nuzzi ha incontrato gli studenti dell’Istituto Italiano di Criminologia
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Gianluigi Nuzzi ha incontrato gli studenti dell’Istituto Italiano di Criminologia

3Vibo Valentia. Altro appuntamento pregevole presso l’Istituto Italiano di Criminologia degli Studi di Vibo Valentia, con l’ospite d’eccezione Gianluigi Nuzzi, noto giornalista e saggista, che conduce dal 2013 il famoso programma “Quarto Grado”, su Rete 4. Nuzzi ha incontrato gli studenti dell’importante istituto vibonese. La giornata di studio è stata introdotta e moderata dal Prof. Saverio Fortunato, Rettore dell’Istituto vibonese e specialista in criminologia clinica.
L’esperto giornalista investigativo, giunto in città appositamente per questo incontro, ha esposto ai numerosi presenti, nella splendida aula magna dell’istituto vibonese, alcune delle sue importanti esperienze professionali, che lo hanno visto impegnato in diverse e delicate attività di indagine giornalistica. Si è soffermato sul pericolo che spesso corrono i cronisti che svolgono questa tipologia di indagini autonome, finalizzate alla ricerca di informazioni e notizie su delicati casi o in particolari ambienti. Il giornalista, ha raccontato la non facile esperienza vissuta nello scrivere per primo un libro, diventato poi best sellers e tradotto in quattordici lingue, dall’esplicito titolo Vaticano S.P.A., che trattava le calde tematiche dello IOR e degli istituti e del mondo finanziario ad esso legati. Successivamente è tornato a investigare sulle trame oscure della Curia con Via Crucis, un nuovo libro che ha affrontato argomenti scottanti dello stato papale. Il giornalista televisivo nel confrontarsi con gli studenti ha esaminato i casi prima citati ed i rischi a cui ci si sottopone quando si decide di affrontare “mondi e tematiche delicate”. Ovviamente, ha parlato anche dei casi più importanti della cronaca nera degli ultimi anni. Evidenziando il peso della televisione sempre più presente ogni giorno su tutti quei casi che creano attenzione ed allarme sociale. Proprio per questo, ha ritenuto opportuno affrontare la tematica dei rischi che si corrono con i tanti processi mediatici in TV, sempre più frequenti e meno controllati, che sottopongono le parti coinvolte a forti pressioni che, seriamente, rischiano di compromettere lo svolgimento di un “giusto processo”. Anche in questo caso, utilizzando come spunto ed esempio alcuni casi finiti sotto i riflettori dei media nazionali, l’esperto conduttore televisivo, con esempi concreti ha sottoposto all’attento uditorio una serie di difficolta verificatesi ed una serie di manipolazioni della verità che spesso è la ricerca più della “notizia bomba” che quella di fare informazione corretta. “L’attività del giornalista d’inchiesta è una professione assolutamente diversa da quella degli investigatori e degli organi inquirenti, proprio per questo motivo deve lavorare nel giusto equilibrio e con professionalità”. Soddisfazione è stata espressa dal Rettore prof. Saverio Fortunato, che ha criticato il processo-spettacolo, sostenendo che non si dovrebbe pubblicare nulla di un caso giudiziario, finché non interviene una sentenza passata in giudicato. Si è aggiunto così un altro tassello alla importante attività di formazione per gli studenti impegnati nel corso di laurea in Scienze della Mediazione Linguistica, indirizzo criminologia e intelligence, dell’Istituto vibonese.

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