Stalettì avrà il suo “Giardino della Memoria”
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Stalettì avrà il suo “Giardino della Memoria”

stal3Stalettì avrà il suo “Giardino della Memoria”. Un prato fiorito nel ricordo delle vittime dell'Olocausto. L'idea è nata un po' a sorpresa e si è concretizzata nel corso delle manifestazioni per commemorare il “Giorno della Memoria”. Merito del giornalista Salvatore Condito che, relazionando sul tema della Shoah davanti a centinaia di cittadini, agli alunni della scuola primaria e secondaria ed ai loro insegnati, ha regalato al sindaco Alfonso Mercurio un involucro con dei semi provenienti dall'Olanda. “Piantiamoli e ricorderemo così, ogni giorno, il sacrificio di Anna Frank e di tutti i deportati nei lager nazisti” ha affermato Condito. Un gesto che ha emozionato i presenti. La giornata, aperta dall'introduzione del vicesindaco Rosario Mirarchi, ha vissuto vari momenti: musica, poesie, proiezioni, interventi. Il giornalista Francesco Pungitore, attivista dei temi civili e dell'accoglienza, ha presentato una sua approfondita relazione sul tema del “Pregiudizio razziale”, con una dettagliata analisi delle radici storiche e ideologiche “della follia che si è consumata nei campi di concentramento”. Le musiche a tema della professoressa Patrizia Procopio hanno accompagnato i canti degli alunni della scuola primaria e secondaria, ottimamente preparati e guidati dalle rispettive insegnanti. Le conclusioni sono state affidate al parroco don Roberto Corapi che si è soffermato sui temi della libertà, dell'umanità, del discernimento tra bene e male “origine e matrice di redenzione e salvezza”. “Diventa imperativo chiederci a cosa serve la memoria, se non viene utilizzata per evitare di ripetere gli stessi errori del passato” hanno ripetuto all'unisono tutti gli intervenuti, tra gli applausi convinti dell'affollata sala polifunzionale. “La memoria serve - ha dichiarato il sindaco Mercurio - per mantenere viva la consapevolezza di ciò che è stato e per formare, giorno per giorno, i giusti anticorpi affinché il razzismo, l'odio sociale, l'indifferenza non trovino più alimento e sostegno”.

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