Elezioni comunali Squillace: il dibattito si fa sempre più serrato
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Elezioni comunali Squillace: il dibattito si fa sempre più serrato

municipio squillace 3SQUILLACE - Si susseguono incontri e missive tra i movimenti e i gruppi di Squillace impegnati a programmare e a stilare liste per le elezioni comunali di maggio. Il movimento “Squillace 2.0” ha informato tutti i suoi sostenitori che «i nostri delegati stanno cercando, con tutto l'impegno possibile, di dialogare con le altre forze politiche per cercare la massima unità per il bene del paese. Ovviamente, siccome i tempi sono molto ristretti, se non si dovessero trovare convergenze con il nostro progetto saremo determinati nel dare corso alla nostra campagna elettorale a partire dalla fine di febbraio. Nel frattempo prosegue il lavoro per ultimare la stesura del programma elettorale». Replica il circolo locale del Pd, che – dice - «ha finora mantenuto un assoluto silenzio sulle vicende relative alla prossima campagna elettorale per l'ormai prossimo rinnovo del consiglio comunale della città. In una forma di paradossale nemesi, contemporaneo al nostro silenzio, si è parimenti sviluppato un forte dibattito ricco di clamori e di appassionate analisi dei bisogni della nostra città.
Bisogni e analisi che, da quattro anni a questa parte, hanno costituito l'attività principale del nostro circolo. Lo ricordiamo a quanti, infervorati dalla campagna elettorale, magari sono sfuggite alcune cose. Il nostro è un partito politico che, per esempio già un anno fa, ha avviato una campagna di ascolto sul territorio individuando alcuni dei problemi che la popolazione stessa ha indicato.
Così come alla stampa e ai social abbiamo affidato i nostri interventi su problematiche importanti della nostra città incappando anche nelle ire dell'ex sindaco. Abbiamo sempre fatto nostra la convinzione che la città abbia bisogno di una forte unità per attivare un meccanismo virtuoso per cui si possa uscire dal guado nel quale la consiliatura Muccari ci ha cacciato. Una ripresa che passa attraverso le idee e le competenze dei nostri concittadini. Con questo spirito abbiamo ascoltato il dottor Oldani Mesoraca che ha sposato il nostro modo di intendere il percorso da seguire. Abbiamo seguito, con rispetto, l'evoluzione del dibattito con al centro, almeno in teoria, l'esigenza dell'unità. Abbiamo ascoltato, con altrettanto rispetto, nel corso di un incontro con i rappresentati del movimento “Squillace 2.0”, l'invito a fare un passo indietro al dott. Oldani Mesoraca. Anche se non abbiamo capito questo passo indietro a favore di chi bisognerebbe farlo. Non si sono indicati i criteri da seguire, nulla si è detto sui meccanismi in base ai quali si dovrebbe individuare il candidato, rinviando ad un futuro nuovo incontro. Stranamente però oggi gli amici del movimento “Squillace 2.0” scoprono che il tempo stringe per cui da qui a fine mese cominceranno la campagna elettorale lasciando intendere che si troveranno un sindaco da soli. Rispetto a questa situazione il circolo Pd ribadisce che l'unità è il risultato da perseguire a patto che si lavori senza riserve e rancori personali in maniera leale, scevra di tatticismi e da pupari che per troppo tempo a Squillace hanno dominato la scena politica». A ciò ha controreplicato il movimento “Squillace 2.0”. «Leggiamo con un certo stupore quanto dichiarato in ordine all'incontro tenutosi a Squillace nella giornata di venerdì 16 febbraio tra i nostri delegati ed i rappresentanti della lista che sostiene la candidatura del dott. Oldani Mesoraca. A tal proposito ci preme ricordare che nella stessa giornata abbiamo tenuto un altro incontro, ed esattamente alle ore 11 di mattina, con i rappresentanti del Movimento 5 stelle, avente ad oggetto lo stesso tema, ovvero l'unità ed il dialogo tra le varie componenti dell'attuale dibattito politico cittadino. Siamo certi che non vi sarà sfuggito il tono ed i modi cordiali del nostro approccio, teso ad un confronto sereno e sincero, nel rispetto di tutti, per ricercare un'unità innanzitutto basata sul confronto di idee e non (come purtroppo avviene spesso in questi casi) in uno sterile baratto di ruoli. Il nostro movimento sta duramente lavorando ad un progetto da mesi, cercando di coinvolgere il più possibile le persone affinché possano dare un contributo vero per la soluzione di problemi reali e per la progettualità dell'azione amministrativa. Col nostro incontro volevamo solo dimostrare di mettere a disposizione di tutta la comunità questo enorme patrimonio raccolto. Nella vostra lettera si fa probabilmente riferimento ad una nostra comunicazione dove sosteniamo di voler dare inizio alla nostra campagna elettorale entro fine mese. Probabilmente dev'esserci stata una lettura superficiale di quella comunicazione in quanto la premessa riportava testualmente le seguenti parole: "... Ovviamente, siccome i tempi sono molto ristretti, se non si dovessero trovare convergenze con il nostro progetto saremo determinati nel dare corso alla nostra campagna elettorale a partire dalla fine di febbraio". Certi di un vostro fraintendimento, ci auguriamo che a stretto giro vogliate ricercare il giusto approccio per una vera unità sui contenuti più che sulle specifiche persone da coinvolgere». La risposta del Pd non si fa attendere. «Il circolo Pd prende atto della precisazione degli amici del movimento “Squillace 2.0” e si dichiara felice di aver frainteso, anche se parlare “di inizio della campagna elettorale a fine mese”, cioè tra otto giorni, significa chiudere per quella data ogni trattativa, se la lingua italiana ha un senso. Per amore della verità ricordiamo pure ai cari amici che nel corso dell'incontro citato ci sia stata una sostanziale identità di veduta sui temi del programma e che, proprio come ricordavamo nel nostro comunicato, anche come circolo Pd abbiamo un “patrimonio” di idee da mettere a disposizione della collettività al pari di quello raccolto dal dottor Oldani Mesoraca nel corso della sua intensa campagna d'ascolto cominciata la scorsa estate. Una volta assodato questo, resta, per intero, la questione principale che non ripetiamo per evitare di essere fraintesi. Le idee camminano sulle gambe degli uomini per cui bisogna pensare a definire bene, i ruoli e chi sarà chiamato a coprirli, senza scandali, con chiarezza e sincerità. Per questo aspettiamo con ansia le ulteriori determinazioni». Tra i due replicanti, si inserisce il sociologo Franco Paonessa, che segue con attenzione la pre- campagna elettorale squillacese. «Squillace: Un passo avanti e due passi indietro.
Dobbiamo dire all'unanimità basta alla politica del gambero! Amo la mia città e sogno profondamente di vederla unita nei sentimenti, nei valori e nella sostanza, affinché possa diventare presto faro illuminante. Armonia, accordo, solidarietà: unione! Non è più tollerabile questa vergognosa situazione politica che sta vivendo Squillace. Due commissari non sono bastati a far riflettere i responsabili di questa sciagura. Si continua imperterriti a fare muro contro muro. Il bene della nostra città e dei cittadini sembra non essere importante e non interessare minimamente a pupi, pupari, burattini e burattinai. Credo e sono convinto che l’unione da parte di tutti sia il vero “miracolo” per poter spazzare via questa agonia che attanaglia la nostra amata Squillace. Per tale motivo ho assunto l’onore di sondare la reale volontà da parte dei molti esponenti politici o presunti tali, nel corso di convegni pubblici, riunioni private e attraverso colloqui anche individuali. Niente da fare: il popolo vuole l’unione, mentre la “giuria dei radical chic” fa di tutto per dividere. I livori personali dei soliti noti prevalgono sulla voce del popolo squillacese ormai stanco, deluso e quasi rassegnato: una minoranza organizzata prevale sulla maggioranza disorganizzata. Poche persone da oltre quindici anni si organizzano in più gruppi, determinano la formazione di liste elettorali unite non per il bene del paese, ma per battere il nemico del momento. Si parte da lontano per cercare colpevoli e per elencare le cose negative che ci hanno portato a questo stato. La comunità vorrebbe risultati positivi e tangibili sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Ascolta in silenzio le scuse non accettabili di una difesa indifendibile per la sciagura in cui versa, stanco di dover scegliere tra il male o il peggio. Dobbiamo avere il coraggio di dire, come fanno i figli ai genitori che litigano, adesso basta! Per ottenere il cambiamento bisogna avere il coraggio e la buona volontà di cambiare. Siamo tutti pronti a cambiare e a guardare avanti? Siamo pronti a perdonare noi stessi per le cattive azioni commesse? Vogliamo trasformare i problemi in risorse? La soluzione c’è, è a portata di mano: due liste, una delle quali civetta. Quest’ultima potrebbe recare anche il simbolo dei 5 stelle. Un sindaco consapevole del ruolo che riveste, vicino alle persone, garante dei servizi ai cittadini, assistenza domiciliare, trasporto pubblico, servizi educativi. Un sindaco che sappia ascoltare, essere attento anche alle piccole cose, ma soprattutto che sappia guardare oltre l'orizzonte, dando una prospettiva migliore alla propria città e ai propri cittadini. Amministratore di un unico corpo con molte membra, capace di decisionismo, serietà, professionalità, cultura, intelligenza e senso di responsabilità. Per favore lavoriamo tutti per raggiungere l’obiettivo primario: il bene della nostra città. Viva Squillace».

Carmela Commodaro

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