Magistrati onorari, on. Wanda Ferro (FDI) dopo riconoscimento Commissione europea
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Magistrati onorari, on. Wanda Ferro (FDI) dopo riconoscimento Commissione europea

Wanda FerroCATANZARO -  "Il Parlamento europeo ha reso noto il documento con cui il 28 febbraio scorso la Commissione europea ha affermato in modo inequivocabile che i magistrati onorari sono lavoratori a tempo determinato che non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato ai sensi della direttiva 1999/70/CE. E’ stato segnato quindi un passo fondamentale nella direzione del pieno riconoscimento dei diritti del Magistrato onorario, il cui lavoro è stato qualificato quale 'volontario' nella riforma voluta dal ministro Orlando, svilendo l’impegno di professionisti che svolgono una funzione preziosa nell’ordinamento italiano, e che lavorano a tempo pieno e in via continuata anche da oltre quindici anni senza vedersi garantiti i più elementari diritti di tipo assistenziale o previdenziale e senza alcuna garanzia di stabilità lavorativa". E' quanto afferma il deputato di Fratelli d'Italia Wanda Ferro, che spiega: "Senza il loro lavoro - nei ruoli di Giudice di pace, di Giudice onorario di tribunale, di vice procuratore onorario, e così via - il nostro sistema giudiziario andrebbe al collasso, eppure i magistrati onorari sono vittime di una sorta di caporalato istituzionale: impiegati per molte ore nelle attività processuali anche in sostituzione dei magistrati togati, vengono retribuiti con compensi miseri e senza diritto a ferie, previdenza, maternità. Una situazione che espone l’Italia a rischio di procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. La Commissione europea si è espressa sostenendo che “le condizioni di lavoro dei magistrati onorari e giudici onorari in Italia non dovrebbero essere meno favorevoli rispetto a quelle dei magistrati di carriera e dei giudici di ruolo”. Condivido quindi quanto chiesto dal sindacato Unagipa, affinché il nuovo Governo riveda completamente la riforma Orlando, bloccando in via d’urgenza il concorso in atto che rischia di creare nuovo precariato, in attesa delle prossime riunioni del Parlamento Europeo e della prossima udienza in sede di Corte di Giustizia che si occuperanno della vicenda”.

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