Biennale dell’economia cooperativa, le sfide del futuro: solidarietà e innovazione
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Biennale dell’economia cooperativa, le sfide del futuro: solidarietà e innovazione

Prima tavola rotondaREGGIO CALABRIA – 14 OTTOBRE 2016. Il futuro della cooperazione in Calabria, tra solidarietà e innovazione. Intenso il primo dibattito che ha caratterizzato i lavori della “Biennale dell’economia cooperativa”, organizzata da Legacoop Calabria e in corso di svolgimento al consiglio regionale. Al centro della discussione l’emergenza tutta calabrese del lavoro che non c’è e degli strumenti per crearlo. Una tavola rotonda dal significativo titolo “Sfide, scenari per uno sviluppo sostenibile CO. (operativo), CO. (llaborativo), CO (eso)”.

Ad aprire il confronto, moderato da Filippo Veltri e arricchito anche dalle domande di molti studenti presenti, è stata Enza Bruno Bossio, componente della commissione parlamentare antimafia, che ha in primo luogo rimarcato il peso della ‘ndrangheta in Calabria, un problema – ha affermato - “anzitutto culturale, come dimostra la vicenda della ragazza di Melito Porto Salvo: per questo è importante il 21 ottobre partecipare alla manifestazione promossa dalla Giunta regionale insieme al ministro Maria Elena Boschi e alla presidente della Camera Boldrini. E’ fondamentale che nelle scuole si insegnino la legalità e il rispetto delle regole democratiche”. La Bruno Bossio ha poi osservato che “i danni che in Calabria stiamo ancora pagando sono dipesi dalla gestione clientelare della cosa pubblica negli ultimi 30 anni, grazie al lavoro del governo guidato dal presidente Oliverio si sta uscendo da un passato opaco e di sottosviluppo”, spiegando poi che “il lavoro si crea sostenendo le imprese che generano lavoro. Abbiamo bisogno di innovazione e di internazionalizzazione, il mondo e la rete sono globali e bisogna starci dentro”.

A sua volta il vice presidente della Regione Antonio Viscomi ha spiegato: “E’ indubbia la centralità del lavoro, ma bisogna capire di cosa la Calabria ha bisogno, se ancora di sussidi o invece di un nuovo modello di sviluppo che punti sui mercati, sulla qualità e sulla coesione sociale. Il lavoro non si crea per legge o decreto: la politica deve fare da cornice ma a dipingere il quadro devono essere gli attori. Bisogna rafforzare la rete tra le imprese perché – ha detto Viscomi – questo serve a creare un volume produttivo significativo che ci fa stare sui mercati”. L’assessore regionale al Lavoro e al Welfare Federica Roccisano ha rimarcato come “la Giunta sta investendo molto sul rapporto scuola-lavoro secondo le linee indicate dal ministro Poletti. E’ Importante che le cooperative siano riconosciute come imprese sociali, e questo dev’essere motivo di attrazione per i giovani. Inoltre, ogni territorio ha una propria vocazione e noi dovremmo rafforzare queste vocazioni investendo in progetti di qualità e tenendo conto delle esigenze di mercato. Come Regione inoltre – ha aggiunto la Roccisano - stiamo puntando molto suola formazione finalizzata all’inserimento occupazionale”. Mimma Pacifici, della Cgil Calabria, ha invocato uno scatto d’orgoglio della politica calabrese che – ha detto – “deve trovare la forza di chiedere conto a colossi come Mtc, società impegnata nel porto di Gioia Tauro, che puntualmente vengono in Calabria per speculare sulle nostre risorse per poi andarsene lasciando dietro il deserto. La Calabria ha tante potenzialità ma per avere uno sviluppo sostenibile deve uscire dall’attuale isolamento, e questo è possibile solo se ognuno fa la propria parte. Noi che viviamo il territorio purtroppo – ha rimarcato la Pacifici - notiamo che la disoccupazione è ancora alta: le cooperative possono essere una vera opportunità soprattutto per i giovani”.

Giancarlo Rafele, dell’Ufficio di presidenza di Legacoop, ha parlato del libro “Il bicchiere mezzo pieno”, scritto insieme al docente universitario Nicola Fiorita, libro che – ha rilevato – “vuole raccontare una Calabria diversa e felice, vuole raccontare un sogno che non sia solo quello di diventare consigliere regionale”. Giuseppe Fanti, della Società mutuo soccorso Cesare Pozzo, ha sostenuto che “la vera sfida del futuro è investire sul capitale umano. E’ necessario poi che anche la pubblica amministrazione diventi più efficiente sul piano delle decisioni”. Il dirigente Svimez Delio Miotti ha statisticamente dimostrato che “la Calabria è la regione con il più basso tasso di industrializzazione ma anche con un tasso positivo per le innovazioni: il problema è che in Calabria non si riesce a fare rete e questo facilita anche processi di colonizzazione. Bisogna quindi individuare progetti validi evitando la dispersione delle risorse che ha caratterizzato il passato”. A concludere il dibattito il presidente di Legacoop nazionale Mauro Lusetti: “Bisogna uscire dall’attuale crisi cambiando i paradigmi, cioè puntando su più giustizia sociale, più solidarietà, più uguaglianza, che sono nel Dna della cooperazione, altrimenti – ha osservato Lusetti - si rischia la rivolta sociale e si rischia un populismo pericoloso che alimenta personaggi improvvisati come Trump. Per questo la cooperazione, che è indispensabile per la tenuta democratica della società, deve continuare nella sua capacità di intercettare e interpretare i bisogni delle persone e di dare risposte credibili”.

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