Chiaravalle Centrale, il sindaco attacca: sullo Statuto l'opposizione fa solo una grande confusione
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Chiaravalle Centrale, il sindaco attacca: sullo Statuto l'opposizione fa solo una grande confusione

conferenza stampa DonatoRiceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell'amministrazione comunale di Chiaravalle Centrale (Cz):

Si è tenuta in data odierna la conferenza stampa del sindaco di Chiaravalle Centrale, Domenico Donato, tesa a smentire le false illazioni della minoranza sui presunti effetti prodotti dalle recenti modifiche di legge alle norme statutarie. In particolare, è stato ribadito che:

1) Non esiste alcun atto, né ufficiale né ufficioso, che potrà mai determinare l'eliminazione dell'immagine della Madonna della Pietra, apposta alcuni decenni fa sul gonfalone del nostro Comune.

2) La descrizione dello stemma della città di Chiaravalle Centrale è stata riportata nello Statuto comunale come da araldica civica, senza nulla togliere né aggiungere. La stessa descrizione si perpetua nel tempo e risulta agli atti, sempre identica, anche con le amministrazioni comunali precedenti. In particolare, quando l'ex sindaco Gregorio Tino, oggi eletto capo dell'opposizione, ha dovuto comunicare ufficialmente al Governo la rappresentazione dello stemma civico di Chiaravalle, ha riprodotto esattamente la situazione attuale, senza alcun accenno alla presenza di eventuali simboli religiosi.

3) Una cosa è il labaro (stendardo), un'altra il gonfalone, un'altra ancora lo stemma comunale. Evidentemente, l'opposizione fa una grande confusione fra questi tre termini e lo fa strumentalmente, al solo scopo di sviare subdolamente l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi seri e drammatici che ci troviamo quotidianamente ad affrontare (dissesto in primis) e che proprio chi siede oggi tra i banchi della minoranza ci ha lasciato in eredità.

4) In conclusione, la Madonna della Pietra era e rimane un simbolo forte di unità e di fede, per la nostra comunità e per i chiaravallesi che risiedono in Italia e all'estero. Tentare di trasformarla in un argomento di polemica politica è un'azione che qualifica, anzi squalifica gravemente, chi l'ha commessa.

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