Sp 34/2, aperta al traffico la pista alternativa per garantire i collegamenti tra Gimigliano e Catanzaro
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Sp 34/2, aperta al traffico la pista alternativa per garantire i collegamenti tra Gimigliano e Catanzaro

apertura pista alternativa sp 34CATANZARO – 9 FEBBRAIO 2017. Aperta al traffico questa mattina alle 8.30 la pista alternativa realizzata lungo la Strada provinciale 34/2, importante arteria provinciale che collega il comune di Gimigliano a Catanzaro, chiusa al transito per questioni di sicurezza dopo l’ondata di maltempo che ha colpito il nostro territorio la fine di gennaio. Il traffico, regolato mediante un sistema semaforico automatizzato posizionato attraverso la creazione di un senso unico alternato, è stato riaperto dopo un sopralluogo del presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, sul margine stradale di monte esistente all’esterno dell’attuale frana. Continuo il monitoraggio dello snodo interessato da un movimento franoso in parte della scarpata a monte del tombino di scolo stradale, che ha occluso lo stesso e la corrispondente cunetta, riversando sul corpo stradale, oltre che le acque meteoriche anche quelle provenienti da una sorgente naturale posta a monte dell’infrastruttura.

Con il presidente Bruno, il sindaco di Gimigliano Massimo Chiarella e il dirigente capo della Protezione civile, Carlo Tansi che ha seguito direttamente la situazione di Gimigliano, interessato in tutto il territorio da un movimento franoso di notevole consistenza, anche convocando un tavolo tecnico ad hoc che ha seguito il procediemento. Presente anche il delegato provinciale alla Viabilità, Francesco Severino, e il dirigente provinciale del settore Viabilità, ingegner Floriano Siniscalco, oltre che i tecnici e i cantonieri che hanno eseguito i lavori con grande attenzione e celerità. La pista è stata aperta al traffico in seguito ad approfondite indagini geognostiche e al monitoraggio diretto 24 su 24 tramite un presidio della Protezione civile, che continuerà a tenere sotto controllo il movimento franoso per intervenire in caso di emergenza.

Il presidente Bruno, quindi, ha voluto prima di tutto ringraziare il settore Viabilità della Provincia guidato da Siniscalco, e i tecnici che hanno seguito l’intervento – l’ingegnere Roberto Iritano e il geometra Luigi Cimino – la ditta, e i cantonieri che “hanno reso possibile questo piccolo miracolo. La situazione di Gimigliano è davvero particolare a causa di un importante fronte di frana esistente, che necessita di urgenti misure sul versante del dissesto idrogeologico; gli interventi in somma urgenza sono stati realizzati dalla Provincia di Catanzaro, nonostante le difficoltà economiche in tempi record con la responsabilità e l’impegno di tutti. Un particolare ringraziamento va, infatti, al dirigente della Protezione civile, Carlo Tansi, che ci è stato accanto in maniera risolutiva, e il prefetto Luisa Latella che con grande sensibilità ai problemi del territorio ha posto Gimigliano al centro di un tavolo tecnico permanente per affrontare le gravi criticità al sistema viario e non solo. Nel confronto istituzionale aperto in Prefettura – ha ricordato il presidente Bruno - si è preso atto dell’esistenza di un importante fenomeno franoso che interessa il Comune di Gimigliano su più fronti e che le conseguenze sulla viabilità provinciale, in particolare sulla Sp 34/2, rappresentano l’aspetto più urgente da affrontare per scongiurare l’isolamento di Gimigliano. Ecco perché ci sarà un coinvolgimento dell’Ufficio per del commissario straordinario per la mitigazione del rischio, Nello Gallo, che ha già effettuato un sopralluogo e al quale abbiamo già mandato l’incartamento che interessa la viabilità provinciale”.

Il presidente della Provincia ha voluto rimarcare che “il fronte di frana esistente del comune di Gimigliano è importante al punto tale da averci obbligato a monitorare sia il livello di rottura della frana che lo spostamento – ha spiegato ancora -. Ci sono voluti 12 giorni valutare la possibilità di aprire la pista da ricavare ai margini della Sp 34/2 e sopra la frattura franosa. Il nostro impegno per scongiurare l’isolamento di questo comprensorio importante della provincia, alle condizioni dato, è stato massimo e indirizzato all’esclusivo interesse delle nostre comunità”. Dal sindaco di Gimigliano, Massimo Chiarella, oltre che al ringraziamento per l’impegno di quanti sono stati interessati all’intervento, ed in particolare al presidente Bruno, arriva un appello: “Gimigliano rappresenta un caso particolare nel quadro regionale per la tenuta del territorio. Abbiamo bisogno di avere continue attenzioni perché basta poco per restare isolati.

La collaborazione istituzionale ha dato i suoi frutti, continuiamo così per stare vicini ai cittadini”. Se Gimigliano piange, il resto della Calabria non ride. E’ chiaro il dirigente della Protezione civile, Carlo Tansi, che parla di centinaia di frane che interessano tutta la regione e in particolare la viabilità provinciale. “Le decisioni del Governo centrale di ridimensionare i fondi da trasferire alle Province che di occupano della manutenzione stradale di migliaia di chilometri di arterie ha portato come conseguenza situazioni come quella di Gimigliano – ha affermato Tansi -. La mancata manutenzione porta come conseguenze fenomeni franosi anche per l’abbandono dei versanti delle campagne. Servono interventi strutturali a monte per evitare la riproposizione del problema, ma laddove la manutenzione non basta, come succede a Gimigliano, l’unico modo per contrastare il fenomeno è conviverci. Questa strada strategica non poteva essere interrotta, la realizzazione di una pista in sicurezza e con un presidio visivo costante h 24 per misurare le fratture e le lesioni che si dovessero creare in futuro, pronto ad intervenire in caso di allerta, è un modello positivo per il territorio e i cittadini”. Fondamentale, infine, anche per Tansi “l’ottima sinergia con il presidente Bruno molto sensibile alle problematiche del territorio. Ma mi sento di rivolgere un nuovo appello al Governo centrale: le Province hanno un ruolo importante per la sicurezza dei cittadini, servono risorse e la rivisitazione della legge Delrio”.

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