Trasversale delle Serre, il Comitato: solidarietà ai sindaci del Vibonese
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Trasversale delle Serre, il Comitato: solidarietà ai sindaci del Vibonese

direttivo“Solidarietà e sostegno ai sindaci di Mongiana e Fabrizia, impegnati, in queste ore, a riparare con mezzi propri strade che esulano dalle loro competenze”. Lo scrive, in una nota, il Comitato “Trasversale delle Serre - 50 anni di sviluppo negato”.

“La drammatica situazione di isolamento in cui versa l'entroterra delle Serre e delle Preserre - prosegue la nota - è resa ancora più grave dal silenzio e dall'inerzia delle istituzioni preposte. I territori considerati periferici sono abbandonati a loro stessi e la viabilità è il settore che più di tutti ne paga le conseguenze: le Province non hanno soldi, la Regione fa scena muta, l'Anas se ne lava le mani”.

Tutto ciò “è inaccettabile” secondo il Comitato che invita “sindaci e cittadini a procedere uniti in una battaglia di civiltà che coinvolge tanto lo Jonio quanto il Tirreno”.
“Ribadiamo con forza - prosegue il documento - la nostra richiesta di incontro urgente con il presidente della giunta regionale, Mario Oliverio, affinché la questione delle infrastrutture, in questa particolare porzione di territorio calabrese, venga affrontata e risolta in tempi rapidi. Non possiamo permetterci di attendere i tempi biblici prospettati dall'Anas per vedere conclusa un'opera come la Trasversale delle Serre, ideata nel 1960 e ancora lontana dalla sua realizzazione definitiva. Occorre guardare a soluzioni immediate. La nostra proposta è quella di collegare i tratti già esistenti di superstrada con la viabilità ordinaria, chiaramente da ammodernare e mettere in sicurezza. Condividiamo, in tal senso, l'iniziativa del sindaco di Fabrizia, sposata anche dall'ente intermedio di Vibo Valentia, che ha rivolto un invito ufficiale all'Anas affinché acquisisca il possesso delle strade provinciali oggi chiuse al traffico, assumendosi l'onere della manutenzione. In assenza di risposte, se necessario, porteremo, insieme ai sindaci, la nostra protesta anche a Roma, nelle forme consuete della civiltà e della democrazia”.

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