Soverato, Ernesto Alecci presenta la sua candidatura alla Camera
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Soverato, Ernesto Alecci presenta la sua candidatura alla Camera

foto alecci 4É ancora una volta protagonista la “politica del fare” nella presentazione della candidatura del sindaco di Soverato Ernesto Alecci, alla camera dei deputati. L'appello al voto si riassume in quel “diamoci una possibilità” con cui si apre e si chiude un incontro che diviene significativo della capacità di aggregare che ha distinto l'operato del giovane politico calabrese.
A dimostrarlo la riunione simbolica attorno a sé dell'intera amministrazione comunale di Soverato ma anche dei dipendenti comunali, dei rappresentanti delle associazioni e delle forze politiche anche opposte a quello del suo partito.
Nel suo lungo monologo rimane fermo il richiamo all'appartenenza ad un territorio che rivendica un' inedita possibilità di rialzarsi, allontanando nuove colonizzazioni esterne.
<Mi sono candidato nel momento peggiore e ho scelto di farlo con un partito, quello del PD, di cui non condivido tutto. I cambiamenti però si fanno dall'interno e il vero voto di protesta è quello a cui il cittadino affida un significato non quello per un partito, come quello dei 5Stelle, che ha un leader che si veste di santità con la presunzione di etichettare tutto ciò che sta all'esterno del suo partito come il “male dell'Italia”, per poi scoprire che all'interno delle liste da lui costruite non è stato capace di escludere candidati a cui chiede di promettere le dimissioni prima ancora che vengano eletti. L'Italia ha bisogno di un Governo che assuma le proprie responsabilità e quello appena concluso comunque lo ha fatto, approvando delle leggi che ritengo tra le più importanti: quelle del “dopo di noi” , quella sul femminicidio e sul falso in bilancio>>.
Scendendo nell'analisi delle liste che il suo collegio è chiamato a votare, Alecci chiede di riflettere sull'importanza di avere una diretta rappresentatività che sia indipendente e pronta a rispondere ai cittadini.
<Chi ci ha voluto mettere da parte ha sempre approfittato delle divisioni del nostro territorio e oggi ci vogliono far credere che la protesta può essere manifestata solo indirizzando il voto ad un partito. Io credo che il vero dissenso si manifesti scegliendo quale politica si vuole per il nostro Paese: quella delle strategie, delle alleanza, delle parole o quella del “fare”. Sono sulla carta il terzo di un listino in cui sopra di me ci sono due candidati che hanno grandi possibilità di essere eletti nei loro collegi uninominali: il professor Antonio Viscomi e il ministro Marianna Madia che con umiltà accetta quel secondo posto pronto a cedere a me qualora venga eletta nel collegio uninominale a Roma, roccaforte del Pd anche nella vittoria dei 5stelle. Non credo che sarà facile avere in futuro una possibilità simile. Diamoci allora questa opportunità il

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