A difesa dell’ospedale di Soverato, partecipata iniziativa a Palazzo di Città
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A difesa dell’ospedale di Soverato, partecipata iniziativa a Palazzo di Città

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incontro su ospedale Soverato 1SOVERATO – Si è svolta ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Palazzo di Città, una manifestazione pubblica per la difesa ed il rilancio dell’ospedale di Soverato, organizzata dal Circolo PD cittadino e dal Comitato per l’ospedale di Soverato. Sala gremita e partecipazione anche di numerosi sindaci del comprensorio, medici e addetti ai lavori.
A moderare l’incontro è stato Francesco Severino, consigliere comunale ed esponente del PD che ha anche sottolineato l’importanza di essere tutti uniti in questa “battaglia” per l’ospedale perché quando si parla di salute bisogna essere tutti dalla stessa parte. Prima di aprire la serie di interventi, Severino, ricordando che la sanità in Calabria è commissariata da sei anni, ha sottolineato che “Oliverio ha dimostrato con dati alla mano al Ministro Lorenzin che, con il Commissario, le cose invece di migliorare stanno peggiorando. Lo stesso Oliverio – ancora Severino – sa dell’importanza anche strategica dell’ospedale di Soverato ed ha fatto bene a chiedere al Commissario Scura di sospendere questo decreto che mette in ginocchio la sanità calabrese.”

Il Segretario del Circolo PD di Soverato, Fabio Guarna, ha affermato che questo incontro serve “per rivendicare la tutela della salute perchè non si può parlare solo di pareggio di bilancio quando si parla della salute dei cittadini anche se – ha detto – questo pareggio di bilancio è diventato un principio che tutti gli stati europei devono ormani seguire. Stiamo comunque rivendicando un diritto che ci spetta – ancora Guarna – ovvero la tutela della salute perchè noi non dobbiamo essere considerati dei cittadini di serie b. Gli ospedali non si chiudono, semmani vanno potenziati per servire ulteriormente i territori.”

Ad introdurre i lavori è stato Pino Leto, sindaco di Santa Caterina nonchè medico dell’ospedale di Soverato, che ha rimarcato il malessere di tuttiincontro su ospedale Soverato 2 per questo decreto del Commissario Scura.
“Noi siamo qui a difendere la chiusura dell'ospedale di Soverato, perché questo decreto – ha detto Leto – porta gradualmente alla chiusura del presidio ospedaliero. Questo comprensorio è già stato penalizzato con la chiusura delle strutture di Serra San Bruno e Chiaravalle Centrale, far cadere anche l'ospedale di Soverato sarebbe una cosa imperdonabile ed intollerabile. Rispetto per Scura però anche lui deve avere rispetto dei passaggi democratici e quindi anche dei sindaci che hanno contezza delle situazioni locali e dei bisogni del territorio.”
Leto, spiegando ciò che prevede questo decreto, si è chiesto come si fa a smantellare tutti questi reparti, ricordando anche le eccellenze dell’ospedale di Soverato, ed invitando i sindaci in primis a lottare per far sopravvivere questa struttura e a mantenere alta l'attenzione stando uniti.

Sono poi iniziati gli interventi con il sindaco di Soverato, Ernesto Alecci, che ha dapprima voluto chiarire un concetto: “La sanità ai calabresi, questo sì – ha detto - però prima la governavano i calabresi e qualcosa non ha funzionato e ci ha portato a questa situazione, quindi bisogna prima fare autocritica. Sul decreto Scura è evidente che non si è tenuto conto delle esigenze del territorio – ancora Alecci - ho fiducia però in questa amministrazione regionale che ha già dato un segnale forte per la vicenda della gestione rifiuti. Insieme ai sindaci del comprensorio ci siamo incontrati in 22 e questo dimostra la grande sensibilità e la voglia che abbiamo di difendere il presidio ospedaliero di Soverato. Scura – ancora Alecci - dovrebbe dire quali sono le alternative se si chiude un reparto; credo che la sanità debba tornare in mano ai calabresi che la vogliono gestire con serietà e competenze specifiche e credo anche che tra i cittadini e le istituzioni pubbliche ci deve essere un rapporto quotidiano, solo così si riesce a remare tutti dalla stessa parte.”

incontro su ospedale Soverato 3Il consigliere regionale, Arturo Bova, nel suo intervento, ha ricordato che il prossimo 31 marzo il Consiglio regionale si terrà proprio per discutere del decreto Scura. “Premesso che il superamento del commissariamento è un dato acquisito – ha detto Bova - attenzione all'errore che si potrebbe generare sulla politica calabrese; noi dobbiamo far capire che le esigenze dei territori sono fondamentali e dobbiamo proporre un piano alternativo e migliorativo di questo.”

Il dg dell’Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, ricordando le difficoltà di questo incarico, ha anche affermato che “questa azienda ospedaliera ha già fatto dei passi sulla razionalizzazione. Con grande chiarezza – ha detto Perri - successivamente al d.c.a. n. 9 abbiamo fatto delle osservazioni per dire che questa rete ospedaliera così come prevista era inadeguata. Come si fa a tenere aperto un ospedale che elimina, ad esempio, il servizio di cardiologia – ha detto Perri -. Stante così le cose, l'atto aziendale il 31 marzo non si può fare. Abbiamo chiaro il percorso che dobbiamo affrontare. Noi abbiamo delle cornici normative, come il d.m. 70 sui presidi di base, di primo livello e di secondo livello. Noi abbiamo dei buoni argomenti per convincere il Commissario Scura, l'assetto dell'ospedale di Soverato deve essere mantenuto per la sicurezza del paziente. Inoltre per Soverato con l'amministrazione comunale abbiamo fatto un ragionamento per individuare all'interno dei percorsi sostenibili e non tralasceremo alcunché. Ho un compito – ancora Perri – perchè sono l'esecutore tecnico che deve tradurre, ma scaturirà una proposta che non penalizzerà questo territorio.”

Michele Drosi, sindaco di Satriano e presidente Anci provincia Catanzaro, ha evidenziato che “la larga partecipazione di questo incontro è il segnoincontro su ospedale Soverato 4 dell'attenzione su questo argomento proprio perché la tutela della salute è un diritto fondamentale. Noi contestiamo Scura e le affermazioni di questi giorni da lui fatte perché non rispetta i territori, i sindaci e l'amministrazione regionale. Noi chiediamo – ancora Drosi - che si metta un freno a Scura e allo stesso che sospenda questo decreto. Dobbiamo però essere in grado di costruire una proposta alternativa a quella di Scura che tenga conto delle esigenze dei territori e sappia evitare sprechi ed anomalie. Da anni si parla anche della Casa della Salute di Chiaravalle e su questo non deve rispondere Scura ma chi di dovere dovrebbe farlo. C’è un grande lavoro di Pacenza, delegato alla sanità da Oliveiro, che va supportato da tutti gli amministratori locali, perchè queste sono iniziative che solo se stiamo insieme tutti possono portare a dei risultati.”

Michele Mirabello, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, ha sottolineato che “la Calabria sta pagando un grande prezzo sulla Sanità ed è stata gestita male fino al 2010 e quando si è intrapresa la strada commissariale i risultati sono diventati drammatici. In questi sei anni – ancora Mirabello - c'è stato uno scoordinamento tra territori e, proprio per queste vicende che hanno portato sino a questa situazione, riscontriamo un dato incontrovertibile, ovvero che questo decreto prosegue sulla scia di Urbani e Pezzi. È vero che il PD ha inviato Scura in Calabria – ancora Mirabello - ma se le cose non vanno non possiamo stare zitti, e questa vicenda in Calabria non si regge più. Oliverio ha scelto di mettersi alla testa di questo movimento sul principio del ribaltamento della logica del commissario Scura, il presidio di Soverato va mantenuto perché serve una zona molto importante che non presenta altri presidi, bisogna aggredire il problema ed incalzare Scura con una controproposta. Stiamo chiedendo a Scura di revocare il decreto che deve avere una logica unitaria perchè solo così si può salvaguardare la tutela della salute dei calabresi.”

A concludere la serie di interventi è stato Franco Pacenza, delegato del presidente Oliverio per la Sanità, che ha da subito rimarcato il fatto che si è in presenza “di una situazione inedita, non c'è precedente. Oliverio ha chiesto un consenso anche su obiettivi di governo, ovvero cambiare il sistema sanitario calabrese. Purtroppo il regionalismo calabrese è nato abbastanza zoppo, via via ha smarrito la funzione principe del regionalismo, non c'è dubbio che ha prodotto inefficienza. Oggi – ancora Pacenza - siamo in un'altra stagione politica ed istituzionale. Oggi i territori per sopravvivere hanno il dovere di autogovernarsi. Siamo in presenza di una strozzatura che riguarda l'assetto istituzionale di questa fase. Il Piano di rientro previsto da una normativa nazionale, che la norma prevede duri tre anni, è scaduto il 31 dicembre 2012 così come quello successivo è scaduto il 31 dicembre 2015. Il commissario qualche conto lo dovrà pur dare, visto che la politica da conto attraverso le elezioni della sua azione. Mi sarei augurato – ha proseguito Pacenza - che il commissario avesse messo in campo un'azione di rinnovamento ed efficienza dei servizi, perchè a noi non interessa il nome di chi fa il decreto, ma come si fa e se è efficace per i territori. Negli ultimi anni non si è prodotta nessuna rottura della prassi – ha evidenziato Pacenza - è nel metodo che non si trova nessun cambiamento. Ogni regione ha l'ansia di trattenere la sua utenza, perché è un costo per la famiglia e per l'equilibrio finanziario della regione stessa; l’emigrazione sanitaria sul 2014 e 2015, ammonta a 278 milioni di euro già pagati dalla Regione.”
Pacenza ha anche voluto sottolineare che “non si può più tollerare un fenomeno del genere perché indebolisce fortemente il sistema e noi – ha proseguito - dobbiamo avere l'assillo di tenere anche le prestazioni ordinarie. Oliverio è stato il primo ad intervenire su questo decreto chiedendone il ritiro, nei prossimi giorni lo diremo anche al Ministro che non va bene questo decreto, così come hanno detto anche i parlamentari calabresi. Noi lavoriamo qui e a Roma – ha concluso - perché si apra una nuova stagione per la sanità calabrese, perchè la Giunta regionale ritiene inadeguato il lavoro sin qui svolto dal commissario alla Sanità”.

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