Città di Soverato, 40 anni e crisi politica (di Pietro Melia)
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Città di Soverato, 40 anni e crisi politica (di Pietro Melia)

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Palazzo di Città SOVERATOIl 9 ottobre io non c'ero in piazza Maria Ausiliatrice. Ricorrevano i 40 anni dell'elevazione di Soverato a "Città" e quel "titolo" andava adeguatamente celebrato. Ma c'era poco da festeggiare, considerate le condizioni di assoluto degrado in cui versa il nostro centro abitato. Per questo ho "disertato". Convinto che anche il promotore di quel riconoscimento – Antonino Calabretta, il Sindaco per antonomasia, che di colpe, senza per questo volerne offendere la Memoria, certamente ne ha se ci troviamo in questo stato – si sarebbe rivoltato nella tomba. Avremmo fatto più bella figura se, riprodotta, quella "pergamena" l'avessimo distribuita a tutti i residenti. Per informarli, metterli al corrente, invitarli a leggere e ad approfondire una pagina di storia di Soverato. Ma sarebbe stata opportuna anche una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, allargato e aperto alla partecipazione di tutti coloro, Sindaci, assessori e semplici consiglieri, che negli ultimi 40 anni sono stati i "protagonisti" della vita pubblica. Per ascoltare dalla viva voce degli attori Istituzionali i risultati del loro impegno, ed anche, perché nò?, le eventuali critiche (o autocritiche) al loro operato. I cittadini sarebbero stati così in grado di capire meglio quanto accaduto dei decenni passati. E se, magari, si poteva fare di più per non portare Soverato allo stato in cui è precipitato. Qualcuno avrebbe dovuto trovare il coraggio di ammettere grandi responsabilità. A partire dalla buonanima dello stesso Calabretta Sr.
Siamo tutti d'accordo: Soverato è centro a forte vocazione turistica. E allora ci si chiede perché nessuno di quanti hanno varcato la soglia del Municipio per fregiarsi del titolo di Sindaco, di Assessore o di modesto consigliere ha spinto convintamente per uno sviluppo che andasse in quella direzione. Si è invece preferito fare altro. Al posto degli alberghi – per chi ha voglia di cimentarsi con il turismo vero i posti letto sono indispensabili... - gli amministratori hanno puntato sulle....seconde case, e così, a ridosso del Lungomare, nei luoghi idonei a camping internazionali e hotel a due, tre e anche cinque stelle, sono sorti casermoni orrendi, palazzi a sei e sette piani. Insomma, una valanga di cemento si è abbattuta sulla città in un disordine urbanistico che altrove non ha concorrenti. Si è costruito in ogni centimetro quadrato, centinaia di appartamenti destinati ad acquirenti riversatisi a Soverato non solo dalla "Capitale" della provincia, Catanzaro, ma anche dal reggino e da fuori Calabria, dando vita ad una speculazione edilizia (nelle mani, e per gli interessi, di pochi...) che a tutt' oggi grida vendetta! Questo per quanto riguarda la "sponda" al privato. E non hanno migliorato l'immagine, e il futuro della città (del quale nessuno si è mai preoccupato, evidentemente...) gli investimenti (che hanno arricchito ancor di più i "soliti" privati) nell'edilizia pubblica e popolare. Da non disprezzare il "Polo scolastico", ma la convergenza di migliaia di studenti e di centinaia di docenti ha contribuito a fare esplodere le contraddizioni in una città in cui i servizi erano e sono prefigurati per ben altri numeri, e di gran lunga inferiori. Un discorso a parte meriterebbe la spiaggia, presa d'assalto, con concessioni a lungo termine, da improvvisati operatori turistici che da patrimonio del demanio e quindi pubblico l'hanno trasformata in "cosa loro", autorizzati anche (da chi e perché? Anche qui andrebbe fatta una istruttoria...) ad impiantare strutture balneari orrende, un pugno nello stomaco di chi ama il bello e l'ambiente, deturpando la vista del mare con strutture stabili, in molti casi in cemento (che dovrebbe essere proibito per legge) e inamovibili. Si può tranquillamente affermare che da questo versante "il caso Soverato" sia unico nel panorama regionale: altrove – e non occorre andare molto lontano, basterebbe arrivare a Roccella, Marina di Gioiosa, Siderno, Locri... - la spiaggia, finita la stagione, torna "libera", viene restituita ai cittadini... E non bisogna dunque essere "maghi" per capire perché qui da noi, da anni ormai, non si riesca a varare un piano spiaggia rispettoso delle regole e delle leggi dello Stato. A Soverato la Sovranità appartiene invece a pochi singoli, che sgomitano per non mancare mai dagli scranni del Consiglio comunale, incuranti di giganteschi conflitti d'interesse che andrebbero rilevati e sanzionati, che si preoccupano soltanto dei loro affari personali e che al 30 di agosto – è successo proprio quest'anno! – chiudono baracca e burattini e se ne fregano (tanto gli incassi sono già assicurati...) del turismo e dei turisti che scelgono Soverato per le loro vacanze. Per ora penso che possa anche bastare. Preciso, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi equivoco, che le mie "osservazioni", a volte puntute e polemiche, hanno un grande e nobile obiettivo: aprire finalmente una discussione e un confronto di livello alto, per aiutare Soverato ad uscire dalla crisi che l'attanaglia, crescere e proiettarsi nel domani tenendo ben presente i traguardi da raggiungere per tornare ad essere punto di attrazione del Comprensorio e punta di diamante della provincia di Catanzaro e della Calabria.

Pietro Melia

PS: da giorni i quotidiani locali ci intrattenevano sulla "maggioranza in via di ricompattamento", sul "sereno"che stava ritornando sulla Giunta Alecci. E' di oggi invece la notizia che ben sette consiglieri su tredici hanno rassegnato le loro dimissioni, formalizzando una crisi irreversibile e aprendo la strada al commissariamento. Noi lo avevamo preconizzato. Quando si mette in piedi una lista di quel genere (ed il Pd ha gravissime responsabilità nell'averla accettata), semplicemente per vincere ma non per governare, le conseguenze sono inevitabili. Davanti ai nostri rilievi il Sindaco Alecci, che poteva essere l'uomo della svolta per questa Città, ha chiuso gli occhi. Ci dispiace ma ben gli sta. Sulla testa dei cittadini continua a gravare e a pesare l'ombra del dissesto e del "prestito" di 15 milioni di euro (trenta miliardi delle vecchie lire!) che noi e i nostri figli dovremo pagare con tasse e tributi le cui aliquote sono ormai al massimo e che non potranno mai, per molti e molti anni a venire, calare. E c'era invece chi, nonostante questo quadro drammatico, pensava di poter continuare a "manovrare" in Comune... Adesso è il momento che vengano fuori tutte le colpe e che finalmente paghi chi deve pagare tra gli amministratori del passato remoto, del passato prossimo e del presente... Nell'assoluta consapevolezza che per noi cittadini il futuro ci colorerà inevitabilmente di...nero!!

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