Incontro-dibattito sulla “Grande Soverato” a Palazzo di Città
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Incontro-dibattito sulla “Grande Soverato” a Palazzo di Città

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Grande Soverato 1SOVERATO - Una grande realtà urbana di quasi 25mila abitanti, con grandi potenzialità, capace di proporsi come polo economico, turistico, culturale al centro dello Jonio. Soverato, Davoli, Satriano e Montepaone devono superare i campanilismi e unire le loro forze per costruire un progetto alto e ambizioso." Con questi propositi si è tenuto ieri pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo di Città di Soverato l'incontro-dibattito organizzato dall'associazione "Eudaimonia" presieduta da Sonia Munizzi, dal titolo "Grande Soverato. Oltre le divisioni per costruire assieme il futuro."
A moderare i lavori il giornalista Sergio Dragone che, introducendo l'incontro, si è complimentato con l'idea della "Grande Soverato" di Sonia Munizzi, intesa - ha detto – "come idea basata su due concetti essenziali: unione ed ambizione. Un cittadino di Satriano, ad esempio, perché non dovrebbe sentirsi cittadino di Soverato usufruendo dei suoi servizi. Soverato – ha continuato - può potenziarsi col patrimonio dei cittadini."

Proprio Sonia Munizzi ha preso poi la parola per illustrare questo progetto, ringraziando i Grande Soverato 2numerosi presenti indice "di una città che è viva ed ha bisogno di confronto." L'idea della "Grande Soverato" nasce dal fatto che la città sta vivendo una crisi profonda in tutti i settori – ha spiegato Munizzi – per cui c'è bisogno di certezze, di un'adeguata progettualità e programmazione.
"Abbiamo la convinzione che ci sia bisogno di qualcosa di straordinario per ripartire – ha affermato l'ex presidente del Consiglio comunale – un'idea-forza che restituisca entusiasmo e motivazione ai soveratesi, che indichi una prospettiva di crescita e sviluppo."
Munizzi ha menzionato l'esempio di Lamezia Terme, nata nel 1964 dall'unione di tre comuni (Nicastro, Sambiase e Sant'Eufemia di Lamezia) che è divenuta la terza città della Calabria per popolazione con i suoi 70 mila abitanti.
Il primo a parlare di comprensorialità, fu il sindaco Antonino Calabretta, già sul finire degli anni '60, come ha ricordato Munizzi che poi si è addentrata in questo progetto che vedrebbe un patrimonio umano di circa 25 mila abitanti, che ne farebbero la terza realtà Grande Soverato 3urbana della provincia.
Si sono prospettate le potenzialità turistico-alberghiere di questa "Grande Soverato", un lungomare unito che potrebbe rappresentare la "Riviera dell'Ippocampo", un porto, un museo del mare dove insiste la struttura dell'acquario comunale. Inoltre, i quattro centri storici esistenti, i borghi, nonchè tutti gli istituti scolastici privati e pubblici che potrebbero qualificarla quale "polo d'istruzione qualificata e della formazione".
"Perchè non pensare, ad esempio, ad una facoltà di Economia del Turismo nell'offerta formativa dell'Umg con sede a Soverato" – ancora Munizzi – che ha prospettato una "Grande Soverato" che si possa dispiegare essenzialmente su due fronti: ottimizzazione dei servizi attraverso l'unione di questi quattro comuni e progettualità in vista della redazione del nuovo POR Calabria 2014-2020, costruendo un unico disegno di sviluppo.
"Attori decisivi per un progetto così ambizioso – ha concluso Sonia Munizzi – devono essere oltre ai comuni interessati, anche la Provincia e la Regione, per la loro natura sovracomunale e per le loro competenze. Concludo con una frase di Henry Ford: 'Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo'."
Chiudendo l'intervento, Munizzi ha spiegato che il nome dell'associazione "Eudaimonia" rappresenta bene e spirito, felicità intesa come welfare, ovvero fare bene con gli altri e per gli altri.

Sono iniziati poi i vari interventi dei relatori, con Antonio Corasaniti, sindaco di Davoli che, dopo i ringraziamenti di rito, ha parlato di un'unione che,Grande Soverato 4 di fatto, già c'è già adesso, perché le normative parlano di comuni che al di sotto di un certo numero di abitanti devono unirsi. Satriano, Davoli e San Sostene hanno, ad esempio, il progetto di unificazione di servizi. "Parliamo, di fatto, di conurbazione, di servizi riguardanti la raccolta rifiuti, dove la Regione si deve dare una mossa per prendere dei provvedimenti efficaci. Stiamo già vivendo una certa conurbazione – ha continuato Corasaniti - la difficoltà maggiore si ha se non si superano le difficoltà culturali, lasciare da parte i campanilismi. Ad esempio i Pisl, rappresentano anche una conurbazione perchè sono progetti integrati nel territorio, perché devono essere utili a tutte le comunità. Bisogna fare un passo avanti nella normativa, facendola partire dal popolo, unire questi comuni per fare forza. È importante – ha concluso – fare un ragionamento del genere in questo contesto economico, unire le forze e risparmiare sulle spese generali sui servizi."

Grande Soverato 5Michele Drosi, sindaco di Satriano, ringraziando Munizzi, ha innanzitutto auspicato, per il futuro di Soverato che finiscano le crisi politiche ormai ricorrenti "per ambire ad avere un'amministrazione permanente, stabile e in grado di avere un respiro programmatico degno di questa città che lo merita. Grande Soverato non come slogan – ha continuato - ma se Soverato saprà esercitare veramente un ruolo guida. Purtroppo nella nostra zona siamo fanalino di coda, per trasporti, infrastrutture, mentre si è sviluppato il Tirreno. La superstrada delle Serre, quella Jonica devono diventare realtà. Noi dobbiamo avere una classe dirigente che riesca a far pesare questo territorio. Il Governo taglia in maniera netta, - ancora Drosi - e quindi le difficoltà dei comuni sono enormi. Si susseguono sigle, Tari, Tares, adesso Imu agricola, ma a Roma devono ipotizzare un patto fiscale. Con Imu agricola, ad esempio, è stato violato il patto del contribuente, in queste condizioni, per i comuni, ci sono solo difficoltà. Ecco perchè unirsi potrebbe rappresentare un punto di forza anche per sopperire a queste difficoltà."

Il prof. Antonio Pellegrino, richiamando il libro "L'utilità dell'inutile" del prof. Ordine, all'inizio del suo intervento, ha sottolineato l'importanza deiGrande Soverato 6 saperi, che consentono di sviluppare lo spirito critico. Pellegrino ha parlato di un territorio oltre i campanili, con politiche culturali che vanno tanto di moda ma, su questo punto, si può fare molto di più. "Enti, istituzioni e politica devono occuparsi delle politiche culturali – ha detto Pellegrino - e non solo le associazioni, per riscoprire i borghi, la storia, le tradizioni. Ciò, solo se queste politiche diventano oggetto di progettazione, non come insieme di singole iniziative usa e getta. Soverato potrebbe essere sede dell'orientamento scolastico, l'Istituto Salesiano, ad esempio, è già di per se una sorta di museo della scuola. Bisogna cambiare la sensibilità della politica rispetto alla cultura – ha concluso - non si riescono neanche a presentare i progetti. Voglio lanciare solo elementi di riflessione, tutto ciò si può fare se la politica riesce a scorgere l'utile che c'è nell'inutile della politica."

Andrea Perrotta, che si occupa di politiche comunitarie ed innovazione, nel suo intervento ha sottolineato che, più che una questione di strumenti a disposizione, che ci sono, c'è un problema, parlando da tecnico, di carattere strategico. "Quando un'area si mette insieme – ha affermato Perrotta – lo deve fare con una strategia che deve poi andare attraverso gli strumenti che ci sono a disposizione. Alcuni comuni devono privilegiare un'attitudine che già hanno, ad esempio sui servizi, altri comuni in altri settori. Non esiste solo il POR ma anche tanti altri strumenti finanziari a disposizione. Si parla di Smart city, città intelligenti, ad esempio, o di banda larga, per cui, con una strategia ed una programmazione, si può usufruire di tanti strumenti."

Ultimo intervento dei relatori è stato quello del Consigliere regionale del Ncd Baldo Esposito, che ha parlato di una necessità della difesa campanilistica verso qualcuno che non ci deve essere. "Credo che la discussione di stasera debba partire da qui, associazionismo di alcuni comuni in alcuni servizi, reperimento dei fondi europei e capacità dei comuni di reperire dei fondi anche al di là di quelli europei. Sono d'accordo con Pellegrino, - ha proseguito - se tutto riuscisse a ruotare intorno alla cultura e ci fosse la convinzione della politica, tutto sarebbe meno complicato. Con l'Unione dei comuni, ovvero dove ci sta portando la legge, non si perde la propria identità e la storia, la fusione è il passo successivo. Ha ragione anche Drosi quando parla di infrastrutture e collegamenti perché quello è fondamentale per lo sviluppo. Nasce dall'unione dei comuni non solo un risparmio, i comuni si mettono assieme per le loro specificità e quindi comune capofila per un settore può essere uno e per un altro settore un altro comune. Se ci crediamo fortemente con una capacità progettuale comune, nessuno perderà la sua identità ma – ha concluso – bisogna evitare la frammentazione di finanziamenti, ovvero quei finanziamenti devono avere una strategia perché le ricadute sul territorio ci possano essere anche dopo."

Successivamente si è aperto il dibattito che ha visto vari interventi di esponenti politici e non, quali l'ex sindaco Raffaele Mancini, Andrea Maellare (coordinatore provinciale di Azzurra Libertà), Selena Lorenzo (commissario cittadino Udc), Marco Polimeni (consigliere provinciale), l'ing. Salvatore Modaffari, Antonio Sinopoli (esponente di Forza Italia Soverato), il prof. Nicola Limardo.

Sonia Munizzi ha concluso esprimendo soddisfazione per le idee importanti che sono venute fuori dall'incontro affermando che "tutti insieme dobbiamo dare il nostro contributo perché questo progetto è ambizioso ma non difficile da realizzare e si può concretizzare. Lasciamo il testimone a chi amministrerà."

Pietro Mosella

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