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Il cordoglio di Soveratiamo per la scomparsa dell'amico Antonio Alcaro

antonio alcaroSOVERATO - Lo staff di soveratiamo.com vuole esprimere il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia Alcaro di Soverato Superiore, per la perdita del caro Antonio. Ieri abbiamo perso un grande amico, una persona leale, generosa ed altruista, che con la sua compostezza, semplicità ed educazione, si è sempre messo a disposizione degli altri, e tanti ricordi, nei numerosi momenti di informazione che ha seguito, ci ha lasciato con il suo operato. Un sentimento di vicinanza va anche alla compagine societaria della Nova Sughereto Società Cooperativa, e al gruppo di collaboratori di S1Tv e Radio Amica InBlu, per la perdita di questa grande risorsa umana. Addio Antonio, grazie per i bei momenti trascorsi insieme.

Grave lutto a Squillace: è venuto a mancare Peppe Mercurio

icone mercurio san matteoSQUILLACE - È venuto a mancare improvvisamente a Squillace Giuseppe Mercurio, uno dei figli migliori della comunità. Mercurio era nato a Squillace il 2 marzo 1945. Qui ha vissuto sin dalla nascita e qui ha coltivato reso evidente il suo talento artistico sin dai tempi del liceo. È stato impegnato per oltre quarant’anni nelle istituzioni, dapprima, dal 1970 al 1990, come vicesindaco e sindaco della sua città, quindi come amministratore Asl, componente del Coreco e per tredici anni come dirigente sindacale nella Cisl calabrese. Da pensionato, si è dedicato all’arte, la sua prima passione con espressioni artistiche che vanno dalle chine agli acquerelli, dall’acrilico alle tele ad olio, privilegiando sempre l’esaltazione del paesaggio solare calabrese, degli angoli più suggestivi e dei monumenti di Squillace, i fiori, i cieli azzurri, le marine, i giochi di luce ed ombra, in una vasta gamma produttiva che negli anni è andata via via incrementandosi, diversificandosi e perfezionandosi. Ma Giuseppe Mercurio ha esposto le sue tele, i suoi disegni e le sue opere grafiche anche in diverse mostre negli anni 1983, 1990, 1992, 1992, riscuotendo apprezzamento e successo di critica. Negli anni dell’impegno politico-istituzionale-sindacale non ha perso mai di vista l’amore per l’arte, con la voglia sfrenata di riprendere i pennelli ed i colori nei ritagli di tempo e durante le ferie estive. Nel 1993 la versatilità di Mercurio si è concretizzata in una nuova esperienza, quella della riproduzione delle icone bizantine. Ha scritto diversi articoli di storia e cultura calabrese e soprattutto squillacese ed anche una pubblicazione molto apprezzata sul castello di Squillace. La camera ardente con la salma di Mercurio viene allestita oggi in municipio, mentre i funerali saranno officiati domani, lunedì, alle ore 15.30.

peppe mercurio con rhodioNella foto del 1975, l'ex sindaco Guido Rhodio, eletto alla Provincia, passa la fascia tricolore al neo sindaco Giuseppe Mercurio, trentenne, suo vicesindaco. Unito nello sgomento della famiglia e della cittadinanza , difronte all'immatura scomparsa, aggiungo il mio ricordo con con commozione e gratitudine per quanto il caro amico ha fatto come mio principale collaboratore, e soprattutto per l'affermazione dei valori democratici-cristiani e per la crescita di Squillace.

Carmela Commodaro

Integrazione aziende ospedaliere, Bova: "Entusiasta, ma occhi aperti: si rischia di far naufragare tutto"

arturo bovaIl Consigliere regionale e Presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria, on. Arturo Bova, è tornato sulla recente approvazione in Commissione Sanità della proposta di legge 365/10 firmata dai consiglieri Mirabello, Parente, Tallini Scalzo, Esposito e Ciconte relativa all’integrazione tra le aziende ospedaliere di Catanzaro “Pugliese-Ciaccio” e “Mater Domini”. Il testo, licenziato dalla Commissione nella giornata di giovedì, era stato presentato qualche settimana dopo la proposta dello stesso Bova sul medesimo tema. Le differenze, in sede di analisi, sono emerse e il consigliere le sottolinea in una nota inviata alla stampa: «Sebbene non abbia condiviso una parte dell’impianto normativo della proposta di legge sull’integrazione tra le aziende ospedaliere catanzaresi – scrive -, non posso che essere entusiasta del prossimo approdo in Consiglio Regionale di una legge che è determinante per il futuro della sanità catanzarese e, più in generale, di quella calabrese. Rivendico, infatti, con orgoglio l’aver voluto portare la materia dell'integrazione delle due Aziende Ospedaliere di Catanzaro all'attenzione del Consiglio e della Commissione Sanità, depositando, per primo e da solo, una proposta di legge avente ad hoc. Un atto di trasparenza, quella proposta, che ha consentito non solo ai rappresentanti delle forze politiche elette in Consiglio Regionale, ma anche a tutti i cittadini calabresi, di poter seguire l'iter legislativo, burocratico e politico della proposta di legge e di limitare il potere di influenza delle potenti lobby che tradizionalmente condizionano ed inquinano il buon funzionamento della sanità italiana e che, da 20 anni a questa parte, impediscono di integrare le due aziende ospedaliere, per il solo e malcelato obiettivo di garantire rendite di posizione e "dominio" nella sanità calabrese». «Personalmente – prosegue Bova - ho rinunciato, in questa fase, ad una difesa ad oltranza della mia proposta di legge, pur essendo convinto che il testo di legge per così come licenziato dalla Commissione Sanità dovrà necessariamente essere emendato in sede di approvazione in aula. A tal proposito ho già annunciato la presentazione di emendamenti il cui contenuto è già ben noto a tutti i componenti la Commissione Sanità. A titolo di esempio, sottolineo le mie perplessità sulla possibilità di integrare l'ospedale di Lamezia Terme "Giovanni Paolo II" con i due ospedali di Catanzaro, il "Pugliese-Ciaccio" e il Policlinico Universitario "Mater Domini". L'ospedale di Lamezia Terme fa parte dell’Asp di Catanzaro (è uno spoke e non un hub come la costituenda azienda integrata) che ricomprende anche i nosocomi di Soverato e Soveria Mannelli. Sorvolando in questa sede su tutte le difficoltà tecniche e giuridiche del caso, quindi, per integrarlo occorrerebbe che venisse prima scorporato dall’Asp. Va da sé che in tal modo si verrebbe a pregiudicare la stessa Asp che si vedrebbe privata di un ospedale e, dunque, si vedrebbe fortemente impoverita in termini di personale e di risorse e, conseguentemente, anche in termini di erogazioni di prestazioni e servizi alla cittadinanza della provincia». «Come non evidenziare – riprende - che nella proposta firmata dai miei colleghi all’art. 1 si pretende di chiarire - cristallizzandole ex ante - le vocazioni assistenziali delle strutture costituenti la nuova azienda ospedaliera. Un’ipotesi a mio avviso miope in quanto potrebbe far risultare la nuova azienda indenne al corso degli eventi, all'avanzamento della ricerca e alle rispettive nuove o modificate vocazioni assistenziali e sanitarie future. Credo che tale comma debba essere assolutamente abrogato». «Ecco perché – conclude Bova - sento forte la responsabilità che incombe su noi Consiglieri Regionali. La consiliatura volge quasi al termine, ma i tempi per procedere all'approvazione della legge di integrazione ci sono. Ora che da più parti arrivano entusiastiche lodi a questo primo concreto passo avanti nella risoluzione dell'annoso problema, però, il mio invito è rivolto a tutti coloro i quali hanno un ruolo nella vicenda: si tengano gli occhi aperti perché il rischio che l’integrazione si areni o, peggio ancora, naufraghi interamente a causa di impossibilità tecniche che emergono dal testo promosso è più che concreto».

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