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Pala Scoppa inagibile, in città mugugni tra gli sportivi

Palascoppa SoveratoSOVERATO - C'è malcontento in città per la situazione di disagio legata all'utilizzo del palazzetto dello sport "Franco Scoppa", da qualche settimana chiuso al pubblico (e alle squadre!) per inagiibilità. Nella fase più calda della stagione sportiva, a ridosso della conclusione del campionato e dunque della successiva disputa dei playoff, scatta la polemica per una serie di fattori; in primis, il sostegno che le squadre vorrebbero avere dal pubblico in appuntamenti del genere, ma anche l'impossibilità dei supporters di assistere agli incontri sportivi nella propria città dovendosi invece spostarsi, il più delle volte con mezzi propri e dunque con tutte le conseguenze del caso, nelle sedi indicate. Così il Volley Soverato, ieri, si è dovuto 'allungare' fino a Palmi per giocare contro Trento (risultato 0-3) un match decisivo per le sorti delle bianco-rosse, purtroppo perso. Sabato il Blingink Soverato Calcio a Cinque ha giocato a Davoli per affrontare la Rosarnese, la settimana scorsa il Club Quadrifoglio ha dovuto rinviare l'incontro interno contro il Siderno a data da destinarsi mentre il Nuovo Basket Soverato si è momentaneamente trasferito a Sant'Andrea sullo Jonio per concludere il campionato. Dunque, la situazione è che le squadre, impegnate nel periodo clou dell'intera annata, sono costrette ad 'emigare' in campi neutro senza avere la possibilità di essere sostenute, come vorrebbero, dai propri tifosi mentre il "Pala Scoppa" è interessato, proprio in questo periodo, dai lavori di adeguamento. A questo punto ci si domanda: perché aspettare sempre questo periodo dell'anno arrecando danno a squadre e tifosi? E' già accaduto negli anni scorsi, infatti, una situazione simile. Dunque, si rimane in attesa di conoscere come si evolveranno gli eventi, sperando ovviamente in un epilogo che soddisfi e accontenti tutti.

“Terroni, la vera storia dell’unità d’Italia” in scena al Teatro comunale di Soverato

54514869 2289141664631103 2165823128289148928 nIl settimo appuntamento della stagione teatrale “Città di Soverato” al Teatro comunale di Soverato è stato venerdì 22 marzo con “Terroni, la vera storia dell’unità d’Italia”. Tratto dall’omonimo libro di Pino Aprile, lo spettacolo è stato interpretato da Roberto D’Alessandro che ne ha curato anche l’adattamento teatrale e la regia ed è stato arricchito dalle canzoni eseguite dal vivo da Mariano Perrella che ha interpretato alcuni brani di Domenico Modugno, Eugenio Bennato, Renzo Arbore, Mimmo Cavallo. Due ore nell’alternarsi tra il monologo di D’Alessandro e i brani musicali di Perrella hanno trasportato il pubblico ai tempi dell’unità d’Italia e al divario mai superato tra Nord e Sud della penisola. “Io sono il Nord, corro veloce, ho due gambe lunghe e possenti” ha esordito l’attore impersonando la voce del popolo settentrionale, “Io sono il Sud, io cammino, ho il mio problema, mi manca una gamba” ha continuato dando voce alla gente del meridione. E così in un costante dualismo tra accuse a un Sud piagnone, distratto e sfaticato e una rievocazione storica di fatti e vicende che i libri di storia hanno distorto. La nascita della Questione meridionale è stata al centro della serata che ha creato negli animi degli spettatori reazioni diverse dalla partecipazione emotiva all’indignazione, dalla rabbia a uno scatto d’orgoglio, alla commozione. Momenti intensi addolciti dalle corde della chitarra acustica; nelle menti dei presenti certamente la voglia di far luce sugli accadimenti storici che si sono susseguiti dalla fase preunitaria ad oggi. “Io mi sono sempre commosso allo sventolare del Tricolore, all’inno di Mameli, ho sempre creduto ai libri di scuola” ha esclamato l’attore – regista facendo seguire un elenco di luoghi comuni che definiscono e intrappolano il Sud d’Italia dalla ricerca del posto fisso alla presenza di Università meno efficienti, alla diffusione pervasiva della ‘ndrangheta, alla scarsa attenzione all’igiene personale e al regime alimentare precario. In scena un meridione rimasto indietro di 158 anni e un Nord che progredisce nonostante questa palla al piede e manifestando in ogni occasione i suoi intenti separatisti. Una rappresentazione a tratti drammatica e a tratti ironica per smorzare l’amarezza di un passato che ha condizionato e continua a influenzare il corso della storia.

Daniela Rabia

Squillace, reading di poesie a cura della Domus Pacis

giornata poesia domus pacisSQUILLACE – Un reading di poesie. Lo ha organizzato, in occasione della “Giornata mondiale della poesia”, l’associazione culturale “Domus Pacis”. L’iniziativa si è svolta davanti al box del “book sharing” inaugurato nei giorni scorsi nel portico di piazza Risorgimento a Squillace. Dopo l’introduzione del presidente del sodalizio Paolo Cristofaro, il quale si è augurato che il portico possa diventare un vero e proprio “salotto della lettura”, si sono alternati i lettori di poesie, davanti ad un pubblico attento. Nicola Leto, musicista, romanziere e poeta, ha proposto alcune delle sue liriche, come “Carni”, “Insempra” e “Congelato”, raccontando anche alcuni aneddoti legati ai suoi versi. Riccardo Spanò, dal canto suo, ha letto alcune poesie in vernacolo squillacese del noto poeta locale Totò Spanò, che su Radio Squillace, da 40 anni, conduce la trasmissione “U malacucchiu”. Nel successivo dibattito è intervenuto il giornalista Oldani Mesoraca, uno dei candidati a sindaco nelle elezioni di maggio, il quale ha preannunciato l’idea di un “caffè letterario” da realizzare proprio sotto il portico della piazza, dopo i necessari accorgimenti tecnici. Ogni anno dal 1999, l’Unesco festeggia la “Giornata mondiale della poesia” il 21 marzo. È un’occasione per celebrare la ricchezza del patrimonio culturale e linguistico del mondo e per attirare l’attenzione sulle forme tradizionali di poesia che rischiano di scomparire. La “giornata”, inoltre, è l’occasione per rendere omaggio a tutte le persone che danno vita a questa importante arte: i poeti, ma anche i traduttori, gli editori e gli organizzatori di letture di poesie e festival di poesia.

Carmela Commodaro

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