Disorienta il pregiudizio (iscriviti al Guarasci)
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Disorienta il pregiudizio (iscriviti al Guarasci)

liceo scientifico SoveratoSi è quasi al termine delle preiscrizioni alla scuola superiore per il prossimo anno; ancora pochi giorni perché i ragazzi di Terza Media, che si accingono a concludere un primo ciclo scolastico, decidano la strada da compiere nella prosecuzione dei loro studi. Una scelta, si sa, per niente semplice: quelli delle superiori sono anni fondamentali nella vita di ciascuno, di passaggio dall’adolescenza all’età adulta.
In realtà, cosa significa frequentare il Liceo Scientifico “A. Guarasci” di Soverato? Equivale a stringere un patto col diavolo? Sacrificare la propria vita sociale in nome della Matematica e della Chimica? Tagliarsi le vene come il buon Seneca pur di non affrontare una versione? L’immaginario collettivo, purtroppo, tende a dipingere il Liceo come un ambiente elitario e privilegiato, in cui i pochi eletti – o sventurati – che vi accedono non conoscono altra realtà se non quella scolastica, perennemente immersi nei libri e nei dizionari. Ma non è così. Certo, l’impegno è giusto e richiesto: d’altronde, si tratta pur sempre di un istituto che, in primis, prepara lo studente al futuro percorso universitario, ma c’è di più. Frequentare il Liceo Scientifico di Soverato non comporta solo studiare calcoli e vettori. Oltre alle ore di Biologia e Latino, c’è molto altro per gli studenti: nel delicato passaggio verso l’età adulta, gli adolescenti hanno bisogno di un luogo di riferimento, un ambiente in cui possano essere stimolati al confronto, mettersi alla prova e coltivare le proprie passioni. Ed è proprio questo che, tra i banchi del Guarasci, si può fare: che ci si voglia cimentare con le parole nel giornalino scolastico o con i giochi matematici, che si sia appassionati di sport o si voglia partecipare al laboratorio di teatro, che si preferisca l’una o l’altra materia poco importa. Ciò che conta è l’impegno, la curiosità, la voglia di misurarsi, di iniziare a costruire e condividere il proprio piccolo, personale angolo di mondo.
Che scegliate o meno di studiare la lingua latina, prima o poi incapperete in una celebre frase, che racchiude in sé lo spirito della nostra scuola: "homo faber fortunae suae est", l'uomo è artefice del proprio destino. Non troverete docenti-sergenti, pronti a punirvi qualora non riusciste a reggere il passo; nessuno, poi, vi obbligherà a trascorrere pomeriggi interi con la testa sui libri. Di una cosa, però, potete star certi: il merito e l'impegno verranno premiati con le giuste ricompense.

Mariapia Griffo, IV F
Chiara Roverati, III A

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