Referendum costituzionale, piccola analisi sul voto
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Referendum costituzionale, piccola analisi sul voto

Urna elettorale Tantissimi studiosi, tantissimi analisti, tantissimi ricercatori, tantissimi italiane e tantissimi italiani, in quanto non iscritti a nessun partito, avevano intuito la vittoria del No. Questi i dati più indicativi: 19.419.507 sono stati gli italiani che hanno sostenuto le ragioni NO, pari al 59.1 per cento dei votanti; 13.342.208 sono stati gli italiani che hanno votato il SI, pari al 40.9 per cento dei votanti.
Gli elettori avanti diritto al voto erano 50.773.283 su una popolazione pari 65.18.790 abitanti. Le sezioni dove si è votato erano, in tutta Italia, 63.169. L’affluenza è stata pari a 65.5 per cento degli aventi diritto al voto. Le schede bianche sono state 83.417, quelle nulle 209.025 e soltanto 1.761 sono state le schede nulle. Tutti dati che segnalano la netta vittoria del NO.
In Calabria sono stati 561.557 i cittadini che hanno sostenuto le ragioni del NO; 276.384 i calabresi che hanno sostenuto le ragioni del Si. L’affluenza è stata pari al 54.4 per cento degli aventi diritto al voto. Le sezioni in cui si è votato sono state 2.414. Le schede bianche sono state 2.190; quelle nulle 5.617;e quelle contestate solo 27.
E’ stato un voto, forse, anche contro Renzi, Boschi, Serracchiani, Lotti, Speranza, Guerini, Madia, visto che 19 milioni di elettori hanno votato contro un Partito del Capo. Gli italiani con il loro voto hanno segnalato che bisogna fidarsi e soprattutto rispettare il pensiero dei cittadini, in particolare per chi ogni giorno opera per assicurare tranquillità e rispetto alla propria vita e a quella dei familiari.
La partecipazione al voto così numerosa ha umiliato il pensiero proprio di moltissimi presunti leader politici, ridicolizzando molte stupide analisi e umiliando coloro che da una vita evidenziavano che il popolo Bue non ama votare. E’ bene chiedersi, con molto anticipo, la prossima classe politica sarà capace di costruire una tranquillità sociale, morale, economica; che farà guardare al futuro con positiva?
Avremo una futura classe politica in grado di cambiare quelle cose che oggi non vanno? Avremo una classe politica in grado di ridurre le attuali distanze economiche e sociali sempre più evidenti ed esistenti tra una classe sociale che ha, e una classe sociale che non ha?

Enrico Vaccaro
sociologo

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