Storie della nostra terra, guardando un po’ indietro
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Storie della nostra terra, guardando un po’ indietro

incontro con archeologo Francesco CuteriIeri, 31 gennaio, l’assemblea del Liceo Scientifico "A. Guarasci" di Soverato è stata l’occasione per un incontro con il famoso archeologo Francesco Cuteri. Nasce a Catanzaro nel 1963, si laurea in archeologia medievale presso l’università di Siena, perfezionandosi in archeologia a Firenze e conseguendo il titolo di Dottore di Ricerca a Pisa. Lavora a Megara, una piccola cittadina “schiacciata” da due grandi potenze: Atene a destra e Corinto a sinistra. Da Megara la vita lo porta a Kaulon, dove ha rivissuto la stessa sensazione di “schiacciamento” provata nella cittadina greca (infatti Kaulon si trova in mezzo a Locri e Crotone). Qui individua uno dei suoi ritrovamenti più importanti: un prezioso mosaico di età ellenistica, raffigurante draghi marini e delfini, che può essere considerato il più grande e articolato della Magna Graecia. I draghi avevano un valore apotropaico, perchè ad essi era affidato il compito di tenere lontano il male; mentre i delfini, considerati dai greci animali sacri ad Apollo ed amici dell’uomo, simboleggiavano la capacità di affrontare le avversità e di vincerle.

I delfini però, ci spiega il dottor Cuteri, erano sacri anche ad un’altra divinità: Dioniso. Racconta la leggenda di Dioniso dandoci un bellissimo insegnamento: Dioniso trasforma i pirati che lo attaccano in delfini, rendendoli il contrario di quello che erano sempre stati fino ad allora: i delfini sono i compagni privilegiati degli uomini che vogliono compiere traversate. Noi dobbiamo sempre tenerci accanto i delfini (gli amici) e, se ci accorgiamo di avere accanto qualche pirata, proviamo a farlo diventare un delfino.

Ma ci ha fatto ragionare anche sul fatto che noi, uomini del XXI secolo, distruggiamo il nostro patrimonio culturale. Il motivo? La paura del passato. L’ISIS ha distrutto le statue del Buddha, le statue assire, ha distrutto tutto ciò che rimandava al passato. Perché uomini allenati a distruggere, terrorizzare e uccidere hanno paura delle pietre? Hanno paura delle pietre perché quando si vuole cambiare il mondo si vogliono eliminare le tracce di un passato più florido del presente che stiamo vivendo.
Un incontro in cui, grazie al ritorno al passato in un viaggio vissuto attraverso i racconti, ci si è arricchiti di concetti importanti.

Ludovica De Troia
Liceo scientifico A. Guarasci, I E

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