Un Moai a Soverato…ovvero rilettura semiseria di una stagione climaticamente perfetta
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Un Moai a Soverato…ovvero rilettura semiseria di una stagione climaticamente perfetta

Un Moai a Soverato…ovvero rilettura semiseria di una stagione climaticamente perfetta - 4.7 su 5 basato su 3 voti

SCARPINAMAOISOVERATO - Gli antichi Moai dell’Isola di Pasqua, si pensa, fossero monoliti augurali portatori di benessere e prosperità. In piedi, sulle coste della florida isola del Pacifico, si rivolgevano al mare, fonte di vita e ricchezza per tutte le popolazioni dell’arcipelago. Con lo sguardo truce avevano, probabilmente, anche la funzione di “dissuasori” nei confronti di eventuali popolazioni nemiche in procinto di attaccare l’isola e i suoi abitanti. Facendo tesoro di quanto descritto e facendo, altresì, un tuffo nello splendido tratto di mare circostante uno dei simboli della nostra città, ovvero la ‘Scarpina’, dopo pochi metri, volgendo lo sguardo verso sud, ci si può rendere conto di come il nostro scoglio più famoso, con un po’ di fantasia (mentre il caldo sole estivo ci abbaglia...) possa quasi quasi rappresentare, se non un Moai, almeno un viso monolitico disteso in acqua, sorridente e rassicurante. Da dove è giunto? Cosa può mai rappresentare? Domande a cui non daremo mai una risposta... ma una cosa è certa: il suo atteggiamento disteso e rilassato non può che derivare dalla consapevolezza di aver portato a compimento la propria missione. Infatti, quella appena trascorsa non può che essere ricordata come una delle migliori stagioni, a livello climatico e ambientale, per la nostra città. Più di tre mesi caratterizzati da un mare quasi sempre piatto, cristallino, caldo, “caraibico”.

Non vorrei correre troppo, ma in alcuni momenti, in alcuni scorci, concentrandosi un attimo, si poteva finalmente rivedere quella Soverato che tutti abbiamo dentro, che tutti ricordiamo e descriviamo, ma per cui forse facciamo troppo poco. La cadenza toscana, quella settentrionale, quella siciliana, la lingua tedesca, finalmente quest’anno, dopo anni di latitanza, hanno ricominciato (ancora con timidezza...) a farsi riascoltare in spiaggia e nei locali, il piccolo “struscio” con intasamento automobilistico ha ricominciato a caratterizzare Corso Umberto dalle sette di sera in poi, nei locali della costa ad agosto di nuovo non era possibile prenotare un tavolo per una comitiva a distanza di solo un’ora.

Chi ha scelto Soverato per le proprie vacanze estive 2015 molto probabilmente ci tornerà anche il prossimo anno e durante quest’inverno ne parlerà con amici, parenti, colleghi. Dopo anni assolutamente cupi, il piccolo motore del turismo potrebbe davvero ripartire, senza troppi proclami, senza troppe aspettative immediate, ma potrebbe farlo. E se “U Moai n’aiuta” (traduzione suvaratana dall’idioma dell’isola di Pasqua) regalandoci altre splendide stagioni come quella appena trascorsa, toccherà soltanto a noi cittadini rendere Soverato ancora degna dello splendido mare in cui ogni mattina si specchia.

Alberto Limardo

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