Su soveratiamo parte "Il Criti..Catoio"
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Su soveratiamo parte "Il Criti..Catoio"

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criticatoioSarà uno spazio reale, e in parte surreale, a metà strada fra la critica e il catoio, inteso nell'accezione più nobile del termine: luogo di incontro e confronto, ancora in voga in molti paesi della nostra regione e provincia; luogo informale, in cui la critica non usa eufemismi, ma non disdegna il linguaggio figurato; in cui il lessico è secondario, l'importante è argomentare una posizione (critica ovviamente) in maniera chiara e concisa. Luogo in cui, però, non si respira l'atmosfera tediosa e pedante di tanti centri di aggregazione che hanno la pretesa di dirsi "culturali" ... il catoio ha un che di ludico, di giocoso, di goliardico, infatti, le discussioni, spesso accese e le critiche, spesso affini all'invettiva, si accompagnano sempre a pantagrueliche cene e ad allegre libagioni. Questo spazio vuole essere un catoio virtuale, capace di ospitare voci critiche, o – se volete – critiche da catoio (sempre nell'accezione più nobile del termine) critiche capaci di scatenarne altre o di innescare delle contro critiche ... non si disdegnano espressioni gergali e dialettali, neanche termini popolari, purché non si scada nella trivialità e nell'onta alla persona, purchè ci si mantenga nel solco del civile confronto o tenzone ... il registro linguistico, insomma, non deve essere necessariamente aulico, si può utilizzare un registro medio e un lessico quotidiano, del resto con registri non proprio elevati, si sono cimentati grandi letterati del calibro di Cecco Angiolieri, Giovanni Boccaccio e Dante Alighieri ... il fine è quello di innescare un confronto su eventi, accadimenti e personaggi che possa offrire una lettura critica, che possa andare oltre la piatta cronaca a cui spesso si limita tanta stampa locale. Il tema su cui intervenire verrà, di volta in volta, avviato da un breve pezzo del curatore e sullo stesso, può aprirsi il dibattito, il confronto, la tenzone... una sola condizione: non si accettano gli interventi anonimi ... l'anonimato, reca speso il puzzo della viltà.

Prof.Antonio Pellegrino

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