“Bukurosh, mio nipote” apre la stagione teatrale 2018/2019 “Città di Soverato”
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“Bukurosh, mio nipote” apre la stagione teatrale 2018/2019 “Città di Soverato”

teatro soverato prima serataDinamiche familiari difficili occupano la scena di “Bukurosh, mio nipote”, l’esilarante commedia che ha aperto la stagione teatrale 2018/2019 del Teatro Comunale Città di Soverato. Due atti di comicità e divertimento puro, ma non senza lasciare spazio alla riflessione e all’introspezione psicologica, per lo spettacolo che si fregia della regia di Claudio Boccaccini e ha nel cast gli straordinari attori Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi, nei panni dei coniugi Lucio e Ginevra. Una famiglia la cui quiete, già relativa e precaria, è turbata dalla notizia che Camilla, la figlia diciassettenne, aspetta un figlio da un diciottenne di origine albanese. Il matrimonio riparatore è immediato, ma ancor più lo è la crisi tra i due ragazzi la cui unione è cementata solo dal dover porre rimedio a un incidente di percorso. La soluzione? Una sola nei tempi in cui impera il social, la propaganda delle immagini, facebook, instagram: uno o più outfit per raggiungere i centomila like. E tra una foto e l’altra, tra una campagna elettorale e l’altra in cui Lucio tenta la rielezione in consiglio comunale, tra una portata e l’altra con cui Ginevra cerca di far andare avanti il ristorante di cucina molecolare Extrasensorial da lei gestito, ma soprattutto tra l’invadenza continua di amici e vicini che si alternano in casa, nasce Bukurosh, il bambino destinato a portare un nome imponente. Tutti in ansia e tutti presenti al grande evento e poi al battesimo del piccolo; tra gli altri Corrado (Andrea Lolli), citazionista incallito che affida a frasi illustri il superamento della crisi da abbandono da parte del compagno cinese e Benedetta (Silvia Brugi) ninfomane eccentrica e allegra. Sulla scena troneggia un “gallinaccio” appeso al muro del salone di casa della coppia Pannofino - Rossi, regalato loro dal fratello maggiore di Lushan (Filippo Laganà) che da simbolo della libertà diviene oggetto di culto e preghiera affinché la nascita del nipotino vada a buon fine. Insomma una commedia in cui non manca nulla: dalla tematica dell’integrazione al rapporto intergenerazionale, dalle beghe politiche alla crisi delle attività, dalle dinamiche di vicinato alla crisi coniugale. Sullo sfondo un’ Italia, Paese approssimativo che rimanda e posticipa e una critica velata a un modo di pensare populista e demagogico. Ma basta una foto e si supera tutto. Perché, poi, a ben pensarci la vita è sequenza d’immagini e di scene che le foto imprigionano, liberandole e al contempo consegnandole alla dimensione dell’eternità. Perché una foto, in fondo, racconta per sempre chi eravamo, chi siamo stati, chi siamo, lasciando intuire chi saremo. Il prossimo appuntamento a Teatro è il 15 dicembre alle ore 21.00 con “Colto in fragrante” della Compagnia Atti rifatti per la regia di Franco Procopio e Fulvio Calderoni. La stagione sin dall’inizio si annuncia di spessore e il merito è certamente ascrivibile a un’amministrazione che ha messo al centro ancora una volta la cultura in senso lato; degno di nota l’impegno in tal senso di Emanuele Amoruso, consigliere comunale con delega alla cultura e di un team di lavoro.

Daniela Rabia

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