“Come un granello di sabbia”incanta il pubblico del Teatro del Grillo
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“Come un granello di sabbia”incanta il pubblico del Teatro del Grillo

grillo spettacoloIl terzo spettacolo della stagione teatrale 2017/2018 del Teatro del Grillo di Soverato è stato “Come un granello di sabbia. Giuseppe Gulotta, storia di un innocente”, con Salvatore Arena, regia di Salvatore Arena e Massimo Barilla. Sulle scene è stato portato uno dei più gravi casi di errore giudiziario e ingiusta detenzione della storia italiana, il caso di Giuseppe Gulotta, un giovane muratore che ha scontato ventidue anni di carcere per un omicidio mai commesso ed è stato assolto in sede di revisione del processo. Un monologo che ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico per più di un’ ora facendogli quasi mancare l’aria, il respiro. Quella stessa aria che è mancata per buona parte di vita a un innocente, colpevole solo di essersi trovato al momento sbagliato al posto sbagliato, come un granello di sabbia incastrato all’interno di un enorme ingranaggio. Tema centrale la ricerca della verità, dura e incorruttibile come un diamante, ma sfaccettata come un diamante e capace di mostrare le sue diverse facce. Salvatore Arena ha occupato il palco, illuminando con la forza della sua voce, coi suoi toni mutevoli la buia scena della cella di un carcere. Ha fatto “aggrappare” gli spettatori “agli odori”, ha fatto loro “rompere il tempo”, “contare l’aria respirata, mangiata, masticata e sputata”, li ha fatti “arrivare a un bivio, pensare di girare a destra e prendere un’altra direzione”, li ha letteralmente trasportati ad Alcamo marina nella casermetta di Alkamar, nel carcere di Trapani, in casa sua tra le mattonelle da mettere. E poi, finalmente, ha consegnato loro la tanto a lungo negata libertà. Una libertà dal sapore amaro però, quello del tempo rubato per sempre. L’attore, protagonista solitario e assoluto dell’opera, ha consegnato all’immaginario collettivo un personaggio, un uomo, un eroe che per vincere ha dovuto perdere, per riabilitare il suo nome ha dovuto rinunciare a trentasei anni (tanto durò il calvario con la giustizia) di vita normale. Settanta minuti di emozione pura ma anche di condanna alla distorsione dei fatti, ai metodi di tortura per estorcere una confessione, alla lungaggine giudiziaria, alla reticenza di chi sapeva e non ha parlato. Ma alla fine è stato proprio un granello di sabbia che ha scardinato l’ingranaggio con l’ostinazione e la determinazione di sentirsi lui giusto nell’ingranaggio ingiusto. Il prossimo appuntamento al Teatro del Grillo è domenica 28 gennaio con “Queste pazze donne”di Gabriel Barylli, regia di Stefa Artissunch con Vanessa Gravina, Paola Quattrini, ed Emanuela Grimalda. Per info consultare il sito www.ilteatrodelgrillo.it

Daniela Rabia

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