Applausi e grandi consensi per “A che servono questi quattrini” al Teatro del Grillo
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Applausi e grandi consensi per “A che servono questi quattrini” al Teatro del Grillo

53257567 2278953302316606 602931400252850176 nLa stagione teatrale 2018/2019 del Teatro del Grillo è proseguita il 3 marzo con il consueto doppio appuntamento con la brillante e divertente commedia “A che servono questi quattrini” di Armando Curcio, regia di Giuseppe Miale Di Mauro. Al centro i temi inerenti il lavoro e il danaro per inseguire i quali gli uomini, andando di fretta, stanno smarrendo l’umanità, quella stessa umanità che il filosofo greco Diogene cercava con la lanterna. La scena si apre su una agguerrita campagna elettorale e sulla propaganda alla filosofia del partito guidato dal Professore Eduardo Parascandolo, secondo cui il lavoro fa male e occorre riposarsi fin quando si è giovani e si hanno le energie per farlo. Vincenzo Esposito, impiegato comunale, si abbandona completamente a queste idee e lascia il lavoro, mandando in malora la famiglia e in disperazione la sorella Carmela. Assorbito dalla dipendenza dalla playstation e dall’ossessione per Rachelina De Rosa di cui è divenuto stolker, Vincenzino invita spesso e volentieri a pranzo il professore per disquisire delle teorie sul “fare niente bene”. Alla porta di casa i tanti creditori e soprattutto Renato De Simone, usuraio dal discutibile profilo morale. Sarà uno stratagemma ideato dal Professore Parascandolo con una fasulla eredità di un cugino americano a creare in Vincenzo e Carmela l’illusione della ricchezza, a cambiare verso di loro il giudizio della gente e le sorti della famiglia con il conseguente matrimonio con Rachelina e l’acquisizione del ruolo di direttore amministrativo del pastificio De Rosa da parte di Vincenzo. Dall’illusione della ricchezza alla politica dell’illusione il passaggio sul finale è immediato con una parodia della realtà odierna e un’attualità di questa commedia che però fu scritta nel 1940. Sullo sfondo e non solo la critica al valore dell’apparenza che oggi ha sormontato la sostanza e trascina tutti nel vortice della falsità privilegiando l’effimero al concreto. Messaggio di chiusura “Il danaro è un trucco, serve solo ad apparire ciò che non si è. Per i soldi si dimenticano le cose belle come l’amore. I quattrini non servono a niente”. E allora un monito forte ad apprezzare le cose vere e a farlo lentamente perché di corsa si arriva solo più veloci alla morte. Straordinaria l’interpretazione di Pietro De Silva e Francesco Procopio con Maria Chiara Centorami, Stefano Meglio, Luana Pantaleo e Andrea Vellotti che per due ore hanno intrattenuto il pubblico del Grillo facendolo divertire e riflettere al contempo. “Venite a teatro, in un teatro così bello” hanno sottolineato gli attori al momento del saluto, un saluto che sembrava non voler finire data l’accoglienza e gli interminabili applausi.Il prossimo appuntamento con il Teatro del Grillo è per giorno 17 marzo con “Prima di andar via” di Filippo Gili. Per ulteriori info consultare il sito www.teatrodelgrillo.it e la pagina facebook del Teatro del Grillo.

Daniela Rabia

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