Da Eschilo a Cervantes: torna il teatro salesiano per la recita di fine anno
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Da Eschilo a Cervantes: torna il teatro salesiano per la recita di fine anno

18671724 1726667264298996 2574104050160095815 oSOVERATO - Ci siamo: i salesiani son tornati! Come ogni anno – oramai un appuntamento consolidato – il 25 maggio all'Istituto salesiano “Sant'Antonio di Padova” non solo musica e parole, ma anche recitazione e divertimento. Un teatro impegnato che non ha lasciato posto a esitazioni di sorta e messinscene troppo frettolose e approssimative. 

Ad aprire la scena il patron di casa don Gino Martucci, che, dopo i saluti di rito, ha dato il via alla kermesse che ha visto protagonisti i ragazzi di tutta la scuola media e primaria con un programma quanto mai ambizioso – come ha ricordato lo stesso direttore dal palco. «Voglio sottolineare come l'impegno profuso da parte di tutti – salesiani, docenti, alunni e ultimi, ma non per importanza, i genitori dei nostri discenti – abbia contribuito a dare il giusto vigore e la necessaria carica salesiana – sottolinea soddisfatto – a un momento di alta cultura, pur nonostante la giovane età dei protagonisti, messisi alla prova con copioni spinosi e difficili», ha dichiarato vitale e appassionato come sempre lo stesso direttore. La “festa”, quasi un rito da anni, è stata di tutti, dunque! «Non si è di certo trattato di letteratura di serie B», ha continuato dal palco don Gino, «ma di un teatro difficile e in lingua per giunta».
Lo spettacolo, iniziato alle 20:30 nel cortile principale dell'Istituto, disturbato solo da un infausto tempo, quasi evocato dai tuoni di Zeus, ha ricreato atmosfere differenti e preziose, antiche e moderne al contempo. Ha affascinato, divertito e colto nel segno. Prova ne sono stati i numerosi applausi donati ai giovani e giovanissimi attori da parte di tutti.
Ad aprire le danze, pardon, la recitazione la scuola primaria con l'italianissima Azzurro di Celentano, simbolo dell'italianità anche all'estero (scelta casuale?), accompagnata dal pubblico a ritmo di battito di mani; poi il collaudato, fra i teenager, tormentone sanremese di Gabbani Occidentali's Karma, opportunamente coreografato e di Bennato il classico Viva la mamma. A seguire la rappresentazione della terza media che ha inteso concludere il percorso scolastico con il capolavoro di Cervantes Don Chisciotte della Mancia. Da veri ed esperti entertainers sono riusciti a ricreare le giuste atmosfere e a dare un colore tutto particolare, inusuale per dei principianti come loro. Cosa ha reso davvero particolare una tale scelta che rischiava di cadere nel già visto? Bè: la scelta della recitazione in lingua madre.
La prima media, con un intermezzo godibilissimo, si è cimentata in una prova musicale con brani di autori colti e leggeri: il delicatissimo tema della K.331 di Mozart, Bandiera gialla di Testa, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Jovanotti e un pezzo polifonico dal titolo Canto di maggio. Insomma: musica per tutti i gusti e per allietare grandi e piccini. La tensione era quasi palpabile ma forse è stato il vero condimento del successo dell'ensemble, orchestrata con flauti dolci e con l'accompagnamento alla chitarra del Maestro Rocco Cerminara, affabile guida dei nostri allievi. In chiusura la seconda media con il Prometeo incatenato di Eschilo: prova audace, ma perfettamente riuscita, contornata da musiche tratte dal repertorio classico, costumi di scena grecizzanti e vivaci e giochi di luci a cromie variabili. A coordinare le varie classi ci sono stati rispettivamente Barbara Froio, Agazio Rosanò, Rocco Cerminara e Francesco Rolli, assieme a un'equipe di altri docenti.
Nessuna lezione da tuttologi; tutto curatissimo: dai costumi di scena realizzati con l'aiuto delle mamme e grazie all'abile lavoro delle sarte soveratesi alle scenografie a cura del prof. Massimo Gregoraci, vera anima del dietro-le-quinte (a sua curatela sul palco è stato issato il mulino a vento di Don Chisciotte e la roccia della Scizia a cui, legato, si dimenava il povero Prometeo); dagli oggetti di scena al reparto tecnico-sonoro affidato all'operosità di Energy Service. Un ambiente e una scena sempre accoglienti e positivi, festosi e propositivi. Come dire: dove ci sono i salesiani c'è casa. Proprio come voleva don Bosco.



 

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