Squillace, grande successo per la sfilata dei carri di Carnevale (FOTO)
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Squillace, grande successo per la sfilata dei carri di Carnevale (FOTO)

piazza vescovadoSQUILLACE - Il grande “Carnevale di Squillace” anche quest’anno ha riscosso un enorme successo di pubblico e soprattutto di critica. Rinviato a martedì grasso per il maltempo, alle ore 15 è partita la meravigliosa sfilata dei carri allegorici, che hanno attraversato il centro storico per giungere in piazza Vescovado, dove si è svolta la grande festa. Cinque carri, con gruppi mascherati e la simpatica banda “Manculicani Show” hanno allietato la festa squillacese. Un ritorno al passato, quando il Carnevale veniva organizzato in grande stile e faceva arrivare in città migliaia di spettatori da tutta la Calabria. A riportare la manifestazione ai fasti di un tempo ci ha pensato l’associazione folkloristica “Carnevale squillacese”, presieduta da Alessandro Megna, figlio dello storico patron Ciccio Megna. Nella piazza principale della città si è sviluppata la festa con giochi, balli, canti e stand gastronomici.

Fantastiche come non mai le strutture allegoriche, che hanno avuto come tema: “I Daft Punk”, “Trump, lo strampalato”, “La Bella e la Bestia”, “L’Araba Fenice” e “Nettuno”. Ecco la descrizione e i messaggi dei carri squillacesi. “Daft Punk”: qualcosa di sovraumano nel gruppo dei Daft Punk. La loro epopea musicale sembra piegata ai linguaggi del marketing virale del web. Loro da dietro le visiere dei rispettivi caschi scrutano dall’alto gli istinti e le reazioni dei poveri mortali. Il messaggio musicale che i Daft Punk portano è la capacità mediatica di catalizzare sulle proprie gesta l’attenzione di tutti, anche di quelli che della “musica elettronica” non sono mai stati attirati. Questa capacità vale da sola ai Daft Punk il titolo di imperiture divinità dell’immaginario pop. La musica che diventa grande fenomeno condiviso. Simbologia e dietrologia hanno scatenato una grande attenzione su questo duo, i Daft Punk. Realizzatori: Agazio Raffaele, Roberto Balduani, Gennaro Santillo, Cosimo Balduani, Elisa Marchese, Domenico Balduani, Elisa Raffaele, Fabio Settembrino, Alessia Mirarchi, Francesco Maida, Francesco Severini.

Coreografie: Elisabetta Raffaele, Carla Megna, Elisa Marchese, Irene Stoyanova. “Trump, lo strampalato”: il grande sogno americano che allontanava i modelli del vecchio mondo pare si sia frantumato con la situazione che si è verificata in America dopo le elezioni presidenziali. Questo presidente “strampalatu” è proprio “sui generis”, possiede una sua atipicità nello svolgere il suo mandato: certo una grande democrazia come quella americana, che crea muri, che discrimina, che crea tensione mondiale, non può essere definita tale. Anche la statua della libertà piange, piange perché i diritti di molti esseri umani saranno calpestati. Questo “strampalatu” gestisce la nazione come se fosse casa sua.

Il nostro messaggio è “No ai muri, sì ai ponti della convivenza, della comprensione e dell’accoglienza nel rispetto reciproco”. L’appello: “Tengo un sueño: no a las paredes, sì puentes”. Realizzatori: Gabriele Mauro, Francesco Maida, Roberto Torchia, Francesco Montirosso, Andrea Lioi, Mattia Cristofaro, Anna Pancari, Francesco Mercurio, Cristina Facciolo. Coreografie: Martina Sinatora. “La Bella e la Bestia”: se per ogni favola c’è il lieto fine, è pur vero che c’è una morale più grande. Il messaggio che la favola de “La bella e la bestia” vuole portare è un messaggio universale e sempre valido per tutti i tempi. Bisogna riflettere davanti alle cose e alle persone e non fermarsi solo all’apparenza: ogni essere umano nasconde tante qualità. Apprezzando le fragilità e le qualità di tutti gli esseri si può scorgere tutto quello che molte volte non viene messo in evidenza. L’amore può far breccia nell’anima.

La bellezza è una stagione della vita destinata a tramontare. L’amore realmente autentico mostra ai nostri occhi l’essenziale che è per sempre. Non fermiamoci all’apparenza, bisogna avere il coraggio di guardare con attenzione e profondità tutto quello che ci circonda per avere l’esatta verità di ogni situazione. Realizzatori: Pietro Mellace, Rino Megna, Antonio Aiello, Antonio Mellace, Emanuela Facciolo, Rossella Mellace, Concetta Sinopoli, Natascia Mellace, M. Grazia Gagliardi, Roberto Balduani, Franco Scicchitano, Gerardo Bertolotti, Francesco Mercurio, Stefania Vaccaro, Salvatore Destito, Yahya Camara. Sarte e coreografie: Teresa Sestito, Gina Mellace. “L’Araba Fenice”: la Fenice, nota come l’araba fenice, è anche detto uccello di fuoco, mitologico e affascinante per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Rinascere dalle proprie ceneri indica un periodo difficile che può interessare sia una singola persona che una comunità intera. Il messaggio che si vuole portare è che grazie a questo periodo difficile ogni persona si forgia per rinascere più forte di prima. Morire e rinascere a nuova vita, e si accede ad un nuovo modo di affrontare una nuova crescita.

In molte situazioni l’immobilismo fa parte della sicurezza che l’uomo si crea; il movimento dello spirito di collaborazione porta l’uomo a rompere schemi e situazioni di egoismo per evolversi. Rinascita che crea spazio per accogliere e coltivare reciproci scambi di idee e progetti del vivere insieme. Ed è quello che ci auguriamo per la nostra comunità. Realizzatori: Gianluca Gallo, Francesco Severini, Antonio Merenda, Nicola Talarico, Raffaele Sinopoli, Massimo Balduani, Francesco Vetrò, Roberto Balduani, Tina Gallo, Carla Megna, Emanuela Laugelli. Sarte e coreografie: Geltrude Zofrea, Roberta Sinopoli, Silvia Laugelli. “Nettuno”: dio del mare, padrone degli abissi, che insieme a noi si ribella all’inquinamento che l’uomo perpetra puntualmente, pensando erroneamente al mare come a una discarica enorme in cui tutti i rifiuti possono essere gettati liberamente. Il mare è ricchezza per l’uomo, e Nettuno mette in guardia l’uomo che continua a non aver rispetto.

Il messaggio che portiamo è: tutto ciò che viene buttato, il mare lo ridarà indietro con gli interessi, e quindi avremo acque del mare inquinate, i pesci nel tempo non saranno commestibili e dopo aver distrutto uno dei doni più belli che la natura ci ha regalato ci ritroveremo impoveriti e ammalati. Basta inquinare, salvaguardiamo il nostro mare! Si può, se c’è una più conoscenza ed accortezza e si è cittadini rispettosi e difensori di questo bellissimo habitat naturale. Nettuno è su un cocchio incastonato in una immensa conchiglia e trainato da due cavalli, con lunga coda a forma di ippocampo, il tutto arricchito da sirene e prìncipi del mare. Realizzatori: Roberto Voci, Fabio Condito, Roberto Gallo, Massimo Mungo, Agazio Mellace. Hanno collaborato; Francesco Lioi, Michela Riey, Egidio Lioi, Alessandra Riey, Riccardo Bianchino, Rosanna Mercurio, Deborah Maida, Monica Settembrino, Giorgia Riey. Coreografie: Anna Aceto.

E’ stata come sempre la festa dei bambini e dei ragazzi: tantissimi hanno preso parte alla sfilata, facendo da colorata coreografia ai carri. Stupendi anche i vestiti realizzati da maestranze locali. Alla premiazione hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco di Squillace Pasquale Muccari, l’ex consigliere provinciale Riccardo Bruno, il capufficio stampa della Regione Oldani Mesoraca, il direttore del Servizio Dipendenze di Catanzaro e “LineaVerdeDroga” Franco Montesano e l’ex patron Ciccio Megna. Soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’associazione organizzatrice, Alessandro Megna, per l’ottima riuscita della manifestazione. Megna ha anche anticipato che l’associazione è pronta ad organizzare anche per quest’anno l’edizione estiva del “Carnevale Squillacese”. Di seguito la fotogallery.

Carmela Commodaro

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