Soverato dà il via alla stagione teatrale 2018/2019
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Soverato dà il via alla stagione teatrale 2018/2019

IMG 7512La prima parola è “grazie”. Per gli abbonati e per gli sponsor. Mille, quelli dedicati all’ufficio cultura. Con il Direttore Paola Grande e il consigliere Emanuele Amoruso, perché. Sono tutte parole d’esordio di Lino Gerace. Che in un elegantissimo nero dello smoking, dà il via al primo spettacolo della stagione teatrale 2018/2019, per il Comunale di Soverato. “Bukurosh mio nipote”, per la regia di Claudio Boccaccini. Sulle note di “Via con me”, Paolo Conte, dentro un cd, scandisce il ritmo di apertura delle due tende rosse che separano gli attori dalla platea. E la sua voce farà da padrona per tutti gli altri cambi di scena. Elegante e sobria la scenografia, unica per l’intero spettacolo: un salotto. Disordinato e vivo il dialetto romano che fa da padrone sulla scena. Chiusi i ritmi della narrazione. Assenti le pause del discorso. Fitti i dialoghi. Un flusso di parole e toni diversi, che non lasciano IMG 7506tregua allo spettatore. Ricca la maniera di riempire la scena. Con movimenti veloci e repentini cambi di posto. Con qualche “fermo immagine” tra una battuta e l’altra, quasi a regalare una fotografia vivente al pubblico. Corposo il significato del messaggio lanciato: la società liquida teorizzata da Bauman. Che, ormai, è diventata la società contemporanea. Quindi, la famiglia multietnica, i parenti acquisiti, la fragilità dei giovani, il mondo dei social. Pannofino, capocomico. Nei panni di Lucio il consigliere comunale. Che porta nei toni della voce -resa famosa da doppiaggi di fama internazionale - tutta l’esuberanza e la scaltrezza di una Roma caciarona. Prima attrice, Emanuela Rossi, tanto sofisticata quanto sfortunata. E poi figli. Giovani mariti. Amici gay con il cuore infranto. Tempeste ormonali. Outfit e influencer. Campagna elettorale. Tutto messo dentro un frullatore che descrive la quotidianità di una famiglia medio-borghese, costretta ad affrontare i drammi di una quotidianità scandita dai ritmi della modernità. 
Conclude Pannofino a fine rappresentazione, ringraziando un pubblico che non è stato povero di applausi, augurandosi di poter tornare al più presto con una nuova commedia.

Floriana Ciccaglioni

 

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