Battaglia e Miseferi "Dietro la porta" al Teatro comunale di Soverato (FOTO)
Menu

Battaglia e Miseferi "Dietro la porta" al Teatro comunale di Soverato (FOTO)

dietro la porta 5SOVERATO - Due uomini "invisibili", una panchina, quattro altalene e una porta immaginaria. Pochi elementi per raccontare le fragilità umane. Una sorta di sala d'attesa, un "non luogo" dove due barboni, Armando Meniconi detto “il Principe” e Giovanni Passalacqua detto “il Terrone”, si incontrano in attesa di passare nell'aldilà. Un'attesa fatta di confidenze, di emozioni vissute, di riflessioni sulla società.

Giacomo Battaglia e Gigi Miseferi sono stati i protagonisti dell'opera di Gianni Quinto "Dietro la porta" andata in scena ieri al sesto appuntamento del cartellone "Re Start" al Teatro comunale di Soverato, organizzato dall'Amministrazione Comunale nella persona del consigliere delegato alla cultura, Emanuele Amoruso.

La serata è stata introdotta da Rosy Urso e dal piccolo Massimiliano Gareri. La commedia tragicomica con i due attori calabresi ha fatto divertire e riflettere sul più grande mistero dell'umanità, sulla distanza tra umano e divino, coinvolgendo il pubblico presente in una condizione di attesa che i due barboni condividono dietro una porta che più volte si apre ma non per loro. Un'attesa che diventa un'opportunità per riflettere e per cercare una risposta all'interrogativo "cosa ci sarà dietro quella porta?".

"Uno dei due barboni diventa tale per scelta - racconta a margine dello spettacolo Battaglia - e l'altro lo diventa per forza maggiore. Quest'opera ci insegna che anche il nostro prossimo ogni tanto ha bisogno di una mano tesa e ci fa riflettere sull'importanza della fede, nel rispetto di chi crede e di chi non crede. La speranza per tutti è che ci sia una vita oltre quella porta".

"Abbiamo messo a nudo anche quelli che sono i vizi dell'uomo e di coloro che rappresentano la Chiesa - ha aggiunto Miseferi - per passare anche ad analizzare i problemi legati al conflitto generazionale e allo scollamento dovuto alla digitalizzazione del nostro tempo che ha reso tutti molto più freddi portando ad una desertificazione dei sentimenti. I due protagonisti sono estremamente semplici ma con una profondità straordinaria".

Il prossimo appuntamento in cartellone, il penultimo della rassegna Re Start, è previsto per il 7 aprile con "Uomini e lupi" con il soveratese Mario Marascio per la regia di Massimo De Pascale.

Rossella Galati

Torna in alto

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi l'informativa estesa sui cookie. All'interno del sito c'è sempre un link all'informativa estesa. Cliccando sull'apposito tasto oppure su un qualsiasi elemento della pagina sottostante acconsenti all'uso dei cookie. Questo avviso ti verrà riproposto tra 12 mesi. Informativa estesa