Il pop-rock di Max Gazzè fa ballare la Summer Arena, entusiasmo e grande pubblico a Soverato (FOTO)
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Il pop-rock di Max Gazzè fa ballare la Summer Arena, entusiasmo e grande pubblico a Soverato (FOTO)

gazzeSOVERATO - Nella notte di San Lorenzo va in scena, a Soverato, la quinta tappa del Festival d’Autunno del direttore artistico Antonietta Santacroce, che per una sera si “sposta” da Catanzaro alla città “Perla dello Jonio”. Così la Summer Arena, che accoglie con entusiasmo l'opportunità, registra l’ennesimo successo di pubblico che, a sua volta, risponde ancora una volta presente all’appuntamento, questa volta con Max Gazzè, protagonista con la sua band di un concerto veramente coinvolgente. Il suo stile pop-rock è amato da fans di tutte le età, il cantautore romano mescola diversi generi all'interno dei suoi brani passando dalla leggerezza alla potenza, facendone risultare un mix che ha, nel corso degli anni, fatto “innamorare” di lui.

La serata si apre con i ringraziamenti di rito, da parte del direttore artistico del festival, che introduce subito dopo l’ “esibizione-antipasto” di Tommaso Di Giulio, giovane cantante, romano come Gazzè (tra i due anche una collaborazione nell’ultimo album “Maximilian” e la stesura del brano “Disordine d’Aprile”, cantata ieri a metà spettacolo). Poi è il momento dell’artista-tuttofare (bassista, cantante e attore) Gazzè; sul palco fa capolino la sua sagoma dove inconfondibili svettano i suoi capelli ricci, lui con indosso t-shirt e jeans , accompagnato dal suo inseparabile basso, esordisce con “Sirio è sparita”, poi in sequenza due suoi grandi successi, “Mille volte ancora” e “Il solito sesso”, il pubblico si scalda così come lo stesso cantautore che si diverte a “chiacchierare” con gli spettatori. “I tuoi maledettissimi impegni” e “Vento d’estate” accendono, i classici “Mentre dormi”, “La favola di Adamo ed Eva”, “L’uomo più furbo”, “Il timido ubriaco” incantano, poi Gazzè presenta il suo gruppo ; chitarre elettriche con Giorgio Baldi e Francesco De Nigris, Dedo alla chitarra acustica e trombone, Cristiano Micalizzi alla batteria e Clemente Ferrari alle tastiere, a loro si aggiunge Arnaldo Vacca alle percussioni oltre allo stesso Max al basso. Il baffuto cantante spiega anche come nell’opera sintonica “Alchemaya” sia stato adoperato negli arrangiamenti l’innovativo strumento del flauto da naso, a riprova del suo continuo aggiornarsi e della sua capacità di cimentarsi in sempre più nuove esperienze artistiche. Il concerto entra poi nel vivo, nuova esplosione di energia con “Teresa”, “Cara Valentina” e “Ti sembra normale”, l’arena soveratese si scatena poi nel momento di “Sotto casa”. Nella seconda parte dello show, dopo il duetto con Di Giulio, Gazzè da sfogo a tutta la sua “potenza” facendo letteralmente ballare gli spettatori, ora tutti in piedi, così spazio a “L’amore pensato” e, infine, alle travolgenti “La vita com’è” e “Una musica può fare”, pezzo con cui si congeda, tra gli applausi scroscianti del pubblico.

Francesco Gioffrè

In coda all’articolo una ricca foto-gallery realizzata da Corrado Corradini e Francesco Gioffrè.

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