Una straordinaria Francesca Inaudi in “Preziosa” al Teatro del Grillo a Soverato
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Una straordinaria Francesca Inaudi in “Preziosa” al Teatro del Grillo a Soverato

grillo 27“Preziosa”, testo di Maria Teresa Venditti, regia di Luca De Bei, è lo straordinario monologo di Francesca Inaudi che ha letteralmente inchiodato alle poltrone il pubblico in sala al Teatro del Grillo nei due appuntamenti dello scorso 27 gennaio. La protagonista ha ripercorso sulla scena le tappe salienti della sua vita spesa alla ricerca di quell’unica linfa che alimenta i giorni delle persone: l’attenzione. Dalla prima caduta dal seggiolone a tre anni, al tentato suicidio a undici anni, riprodotto in chiave comica per assunzione di big babol, all’estremo gesto del tagliarsi le vene a quindici anni, l’attrice rievoca la fase di crescita di una bambina che diviene adolescente e attraversa il dramma della separazione dei genitori, del primo amore non ricambiato, dell’amicizia che diviene quasi simbiosi con la compagna di classe Roberta, bellissima e accentratrice di attenzioni e sguardi. E poi il trasferimento dal paese d’origine a Roma con la madre e il fratello, l’esigenza di ambientarsi in un luogo nuovo, il senso di solitudine estrema, la paura di non farcela e di non essere accettata. Intenso il messaggio sul ruolo dei docenti che possono essere o scopritori di talenti o annientatori di personalità in erba. Bellissimo il passaggio sul silenzio, eloquente e magico, capace di riempire i vuoti più delle parole. E l’apice dei toni espressivi racchiuso nella frase “Vivi spinta dal desiderio e non dalla paura”, un invito a superare i propri limiti e abbandonarsi ai desideri, ai sogni, alle passioni. O ancora il monito “Se ti fa soffrire non è amore” rivolto principalmente alle donne e a coloro capaci di struggersi e distruggersi di fronte alla parvenza di un sentimento che cela il nulla. “Tu sei preziosa!” l’esclamazione in chiusura in cui è condensato il senso ultimo dell’opera, un monito a non svilirsi, ad apprezzarsi da soli, a non rimettersi totalmente al giudizio e alla considerazione altrui ma ad imparare ad amarsi, l’unico modo per poi amare a propria volta e farsi riamare dagli altri. Ma al contempo avere la capacità di “essere bravi a chiedere aiuto”, magari anche a piangere perché nella vita non si può solo ridere ma si può passare dal pianto al riso, dal buio alla luce, dalla notte al giorno, dalla fase adolescenziale all’essere donna. Una donna sicura di sé e “preziosa” per se stessa e per il mondo.
Il prossimo appuntamento con il Teatro del Grillo è il 3 febbraio con il graditissimo ritorno di Caterina Costantini e Lorenza Guerrieri, accompagnate da Lucia Ricalzone, Maddalena Rizzi, Carlo Ettorre, Maria Cristina Gionta e Vita Rosati nello struggente “La vita che ti diedi” di Pirandello.
Per ulteriori info consultare e il sito www.teatrodelgrillo.it e la pagina facebook del Teatro del Grillo.

Daniela Rabia

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