Senza Scadenza
Errore
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 71
  • JFile: :read: Impossibile aprire file: /var/www/vhosts/soveratiamo.com/httpdocs/ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/1.8/jquery.min.js
  • JFile: :read: Impossibile aprire file: /var/www/vhosts/soveratiamo.com/httpdocs/media/k2/assets/js/jquery.magnific-popup.min.js?v2.7.1
  • JFile: :read: Impossibile aprire file: /var/www/vhosts/soveratiamo.com/httpdocs/media/k2/assets/js/k2.frontend.js?v2.7.1&sitepath=/
  • JFile: :read: Impossibile aprire file: /var/www/vhosts/soveratiamo.com/httpdocs/plugins/system/jcemediabox/js/jcemediabox.js?2ee2100a9127451a41de5a4c2c62e127
Menu

Senza Scadenza

Senza Scadenza - 5.0 su 5 basato su 4 voti

marco simoncelli getty 2Il 6 novembre il Motomondiale chiude la stagione 2011 con l'amaro in bocca. Il Team Honda Gresini monterà il box a Valencia dove non mancherà l'Honda Rc212V col numero 58, ma ancora non si sa se farà scendere in pista Aoyama per la MotoGP e Pirro e Takahashi per la Moto2. Il pilota che senza dubbio parteciperà è Marco Simoncelli, che farà da guida a tutti i piloti in gara e continuerà ad esistere nel rombo del motore di tutte le moto che d'ora in avanti scatteranno dalla griglia di partenza quando si spengono i semafori. I tributi in sua memoria non mancheranno, anche se niente ci restituirà l'immagine dei riccioli che spuntano dal casco, di quel corpo grande sotto il quale la sua moto sembrava piccola e leggera, di quei sorpassi sfrontati, a volte un po' azzardati e acerbi, ma grintosi e pieni di stile. Il web e gran parte del mondo dei tifosi e non, pare si sia accorto solo ora della sua esistenza.
Facebook propone un'inedita livrea celebrativa per la Ducati ufficiale: la "Sic edition", con una carena che, tra due immagini che ritraggono il volto del Sic, porta il 58, numero che si pensava di ritirare definitivamente dalle corse. Indubbiamente un bel gesto, che riveste già di un gusto leggendario tutta la vicenda, ma che facilmente entrerà nei meccanismi speculativi del marketing, con il rischio che tra qualche mese in edicola troveremo la vita di Marco Simoncelli divisa in volumi con i modellini delle sue moto, compresa la Ducati celebrativa, che non può (eventualmente) assolutamente mancare! E la gente li comprerà, facendo il tutto esaurito, e pensando ingenuamente di esorcizzare la mancanza raccogliendo tutti i volumi e collezionando i modellini, mentre in realtà alimenta solo il mercato che banalizza e svilisce l'interiorità, il sentimento e annulla il rispetto, perché rende tutto materiale e facilmente "acquistabile"! Basta entrare in libreria in questi giorni: sul primo scaffale all'entrata si trova di sicuro quella biografia gialla dal titolo "Diobò che bello!", che magari finora solo in pochi hanno letto e adesso c'è la corsa all'acquisto.
Credo che uno degli aspetti peggiori della vita di un essere umano sia il senso dell'abitudine, come se tutto ci fosse dovuto, che preclude totalmente la possibilità di godere del proprio presente e di tutte le persone che ne fanno parte. A prescindere dall'essere tifosa, dal gusto per le moto e dalla simpatia e stima che personalmente ho sempre nutrito per Marco Simoncelli, la sua struggente vicenda mi ha fatto molto riflettere; e non si tratta solo di riflessioni sulla pericolosità di questo sport, su come un attimo può essere fatale e può cambiarti la vita oppure portartela via. Il pensiero che ha suscitato in me riguarda un aspetto della vita che spesso ci sfugge, o che forse non siamo bravi a cogliere o abbastanza coraggiosi ad affrontare; eppure è una cosa molto semplice, che credo risponda al significato stesso di vitalità: capacità di vivere, energia fisica e morale che si traduce in una vita dinamica e operosa. La filosofia del Sic era "meglio una vita in moto che una vita sprecata!".  Attenzione: non "normale", "sprecata"! E dentro questo termine si racchiude tutto, perché sprecare la vita è il più grande dei peccati. E lui, nonostante la sua giovane età, non ha sprecato nemmeno un attimo: ha coltivato la sua passione con caparbietà ed è diventato un campione, è caduto e si è rialzato mille volte, sorrideva e dava sempre un tocco ironico e divertente a tutte le cose e, cosa ancora più importante, godeva degli affetti di tutti coloro che lo circondavano: la famiglia, la sua ragazza, gli amici, il suo paese, che lo amava e continuerà ad amarlo non perché è campione del mondo ma perché era campione di vita, e non ultimi tutti i suoi tifosi ai quali è sempre stato vicino e non si è mai sentito superiore. Perciò penso che il modo migliore per continuare a far vivere una persona in eterno siano i nostri gesti, che non sono solo quelli simbolici di appendere un poster in camera con la sua foto, o di scrivere frasi poetiche in sua memoria, parlo di gesti quotidiani con i quali bisogna mettere in pratica gli insegnamenti positivi che ogni evento, vicino o lontano, ci trasmette. E sicuramente, (mi preme fare un po' di polemica a riguardo), sono lontani anni luce dai litigi fuori dall'ennesimo centro commerciale per accaparrarsi oggetti inutili a prezzi stracciati.
Questo è un argomento che non ha scadenza,  che deve fare da monito alla nostra coscienza, al nostro modo di comportarci ogni giorno, che ci aiuta se non altro a fermarci un attimo per valutare e osservare dall'alto tutti i tasselli che compongono il mosaico della nostra vita, imparando ad apprezzarli e ad avere la forza di modificare e rendere migliore ciò che non ci piace e ci rende infelici.
D'altronde "la vita sono le corse, tutto il resto è l'attesa per la gara dopo". 

 

Maria Emanuela Mascaro

Torna in alto

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie leggi l'informativa estesa sui cookie. All'interno del sito c'è sempre un link all'informativa estesa. Cliccando sull'apposito tasto oppure su un qualsiasi elemento della pagina sottostante acconsenti all'uso dei cookie. Questo avviso ti verrà riproposto tra 12 mesi. Informativa estesa