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Chiaravalle, grandi applausi per Sageer Khan e Rashmi Bhatt

rashmisageerUna delle immagini più belle dell'estate a Chiaravalle Centrale: il concerto “Per la Pace” con i maestri indiani Sageer Khan e Rashmi Bhatt e il coro degli “Amici di San Francesco”. Uno straordinario incontro tra culture e popoli diversi, uniti dal linguaggio universale della musica. In uno scenario d'eccezione. Il Convento dei Padri Cappuccini di Rione Cona, con i suoi 500 anni di storia, ha infatti ospitato l'applaudita e partecipata esibizione, patrocinata dall'Ambasciata dell'India a Roma e inserita nel contesto delle celebrazioni per i 70 anni delle relazioni diplomatiche tra il Paese asiatico e l'Italia. La manifestazione, presentata da Teresa Tino, è stata introdotta dalla lettura recitata del Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi nella toccante interpretazione di Caterina Menichini. Gli splendidi canti del coro diretto da Renzo Catricalà hanno fatto da apripista agli ospiti internazionali. Sageer Khan, con il suo Sitar, ha esibito un talento fuori dal comune, confermandosi come uno dei più grandi maestri viventi nel maneggiare il tipico strumento a corde della musica classica indiana. Rashmi Bhatt, alle percussioni (tabla), ha colpito per la precisione ritmica, l'originalità nell'esecuzione, le capacità di improvvisazione. Qualità che lo rendono uno dei più ricercati compagni di viaggio da parte dei big della musica pop mondiale. Insieme hanno dato vita ad una performance molto suggestiva e coinvolgente. L'edificio sacro, gremito di spettatori, ha così celebrato un entusiasmante momento di festa e di dialogo interculturale. Viva soddisfazione è stata espressa dal sindaco, Mimmo Donato, dal vicesindaco, Pina Rizzo, dal guardiano del Convento, fra Giovanni Loria, e dal provinciale dell'Ordine, fra Pietro Ammendola. Ad arricchire la serata, una bellissima mostra di opere di arte sacra e paesaggistica realizzata da Nando Catrambone e Paolo Macrì, ospitata all'interno del Chiostro.

Ponti: Bruno (Upi), "Calabria a rischio, appello a Toninelli"

Enzo Bruno 3CATANZARO – “Le Province calabresi gestiscono 9 mila chilometri di strade e centinaia tra ponti, viadotti e gallerie: con i tagli indiscriminati della manovra economica del 2015 è diventato impossibile programmare la manutenzione, che è determinata per garantire la sicurezza”. E’ quanto afferma il Presidente dell’Upi Calabria, Enzo Bruno, sottolineando come “i tecnici delle Province ormai sono costretti ad effettuare i controlli 'a vista', e quando il pericolo è evidente, l’unica possibilità che abbiamo è di chiudere tratti di strada o limitare il transito. Sono ormai chiuse strade provinciali per decine e decine di chilometri, compresi ponti e viadotti, chiusi per frane, smottamenti o perché insicuri, e su oltre il 50 per cento della rete viaria siamo stati costretti a fissare il limite di velocità tra i 30 e 50 chilometri orari. Una situazione di emergenza tale che lo scorso anno tutti i Presidenti delle Province si sono sentiti costretti a depositare esposti alle procure nel quale abbiamo dettagliato la condizione di crisi sui territori e i rischi per la sicurezza dei cittadini. Per questo, non appena insediato il Governo abbiamo chiesto, come UPI, un incontro al Ministro Toninelli, per fare il punto della situazione e ribadire l’urgenza di un fondo nazionale che consenta di mettere in sicurezza le strade provinciali, il reticolo che tiene insieme il Paese”. “L’emergenza - aggiunge Bruno - non è solo sbloccare fondi per gli investimenti, ma garantire le risorse per i controlli, per le verifiche statiche, per la manutenzione ordinaria indispensabile per la sicurezza, soprattutto per i manufatti in cemento armato costruiti negli anni 60 e 70. Servono procedure rapide e risorse dirette perché il Paese non può aspettare tre anni perché un cantiere si apra, che è il tempo medio che si perde in passaggi burocratici dall'emanazione dei bandi all'avvio delle opere. Abbiamo già chiesto al Ministro Toninelli di incontrarci quanto prima per trovare insieme soluzioni : dopo la tragedia di Genova, che ha reso evidente che è questa la priorità del Paese, ci auguriamo che l'incontro si possa fare al più presto, così da definire le risorse da riservare a questi interventi nella prossima Manovra economica. Noi lo diciamo da tre anni: il patrimonio italiano senza manutenzione si sta riducendo in macerie. Non aspettiamo altre tragedie”.

Chiaravalle Centrale, Giulia Fera racconta l'amore nel suo “Veleni & Verità”

giuliaferaL'amore declinato in tutte le sue forme. Ma anche i conflitti interiori, la ricerca di senso, l'immigrazione e il confronto tra culture diverse. E' questa una possibile sintesi di “Veleni & Verità”, il bel romanzo di Giulia Fera e Francesco Testa presentato a Chiaravalle Centrale nella sala convegni di Palazzo Staglianò. Una iniziativa promossa dall'amministrazione comunale, dalla Consulta della Cultura e dall'associazione Agorà. Giulia Fera, di origini chiaravallesi, vive e lavora a Cosenza dove svolge da anni l'attività di educatrice per minori a rischio. Felicissima del suo ritorno nel paese natìo, è stata accolta in un clima familiare e di festa. Il sindaco, Mimmo Donato, il vicesindaco, Pina Rizzo, il presidente della Consulta, Francesco Pungitore, e il consigliere comunale Gianfranco Corrado hanno brevemente introdotto il libro prima della suggestiva lettura di brani recitati da parte di Caterina Menichini. Perfettamente inserite nel contesto le canzoni eseguite dal vivo da Elisa Fera e Francesco Marcella che hanno interpretato famosissimi successi di De Andrè, Battiato e Anna Tatangelo. Emozionatissima, Giulia Fera ha raccontato la sua esperienza di scrittrice, dipingendo un quadro generale del suo “Veleni & Verità”, in un inquadramento psicologico e storico dei protagonisti. La piacevole serata culturale si è chiusa con gli autografi della scrittrice e un “arrivederci” a futuri incontri nel segno della letteratura, dei libri e delle autrici calabresi al femminile.

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